Eliana Giorli La Rosa, partigiana, sindacalista e poetessa nel centenario della nascita. di Tilde Paino
Eliana Giorli La Rosa, partigiana, sindacalista e poetessa nel centenario della nascita
di Tilde Pajno
Nella sala convegni di Palazzo D’Amico a Milazzo si è tenuto un incontro per ricordare il centenario della nascita di Eliana Giorli La Rosa, partigiana e militante del Partito Comunista Italiano, poi sindacalista impegnata nell’organizzazione delle rivendicazioni salariali delle lavoratrici siciliane, in particolar modo delle raccoglitrici di gelsomino della Piana di Milazzo nell’immediato secondo dopoguerra.
Eliana Giorli nasce a Poggibonsi nel 1926, partecipa giovanissima alla lotta partigiana e quindi aderisce al Pci, contribuendo attivamente alla costituzione dell’Unione Donne Italiane. A Milazzo Eliana arriva per caso, mandata dalla direzione del suo partito per relazionare sulle condizioni delle lavoratrici stagionali ed il quadro che si delinea é disastroso: analfabetismo, arretratezza, miseria, isolamento. Eliana riparte per la Toscana con un peso nel cuore e con una spinta forte a tornare per combattere una battaglia fino a quel momento impensabile.
Nel 1952 è di nuovo a Milazzo, a fianco del sindacalista Tindaro La Rosa che diventa suo compagno di lotta e di vita: insieme organizzano un grande sciopero delle gelsominaie per rivendicare bilance automatiche, guanti, cesoie e stivali, oltre all’aumento della paga per ogni chilo di fiori raccolti. Per convincere le donne a scioperare, sindacaliste e sindacalisti andarono a bussare a tutte le porte e trovarono l’espediente di attaccare alle piante di gelsomino volantini che incitavano le lavoratrici a ribellarsi. Così, con pazienza e fatica, cominciavano ad ottenersi risultati importanti: la paga che nel 1946 era di 25 lire per ogni chilo di fiori raccolti, arrivò prima a 50 lire poi a 75 ed infine, negli anni Settanta, a 1.050 lire.
Le gelsominaie, divenute consapevoli del proprio lavoro e dei propri diritti grazie al sostegno di Eliana Giorli e di Tindaro La Rosa, presero coscienza della loro forza e la “semplice” rivoluzione consumata mentre i fiori non raccolti appassivano investì come un vento inarrestabile anche altri settori del lavoro femminile in Sicilia : dalle cavatrici di agrumi a Barcellona Pozzo di Gotto alle raccoglitrici di olive e di nocciole dei Nebrodi e delle Madonie che lavoravano senza garanzie né protezioni, in una situazione di sottomissione e sfruttamento che per secoli era stata considerata normale. Come afferma Livia Turco «le lotte delle Gelsominaie contribuirono a costruire una nuova coscienza femminile e a conferire dignità al lavoro della terra, dei fiori, delle olive e degli agrumi».
Anche dopo lo smantellamento delle piantagioni di gelsomino nella Piana di Milazzo verso la fine degli anni settanta del Novecento, Eliana continuò senza sosta la sua attività politica e sindacale, affiancata da quella di scrittrice e poetessa. Eletta consigliere comunale del Comune di San Giorgio Monforte nel 2018, partecipò fino alla fine alle sedute del Consiglio Comunale, con la lucidità ed il senso di responsabilità che fu il segno distintivo di tutta la sua lunga e luminosa esistenza.