Addio a Christa Velten Mrowka, la tedesca innamorata delle Eolie

di Angela D'Amato Cantorio

Addio a Christa Velten Mrowka, la tedesca innamorata delle Eolie.

Ieri sera è morta una cara amica Christa Velten Mrowka, tedesca di Francoforte. Christa veniva a Lipari da 40 anni, le Eolie erano la sua casa dell'anima. Mi raccontava sempre che la prima volta che era arrivata qui con suo marito aveva avuto la sensazione netta di essere finalmente arrivata a casa. Ogni anno tornava, leggeva il vostro giornale anche da Francoforte per restare aggiornata su quello che succedeva nelle isole.

Era una donna colta e generosa. Ha insegnato filosofia e inglese per una vita, in pensione si è dedicata con passione al drammaturgo irlandese Brian Friel, pubblicando numerosi saggi, mettendolo a confronto con il filosofo Adorno della Scuola di Francoforte. Ma chi la conosceva qui ricorda soprattutto la sua generosità discreta: se sapeva di qualcuno in difficoltà, aiutava sempre.
Il 17 settembre, mentre era in vacanza a Lipari, ha avuto un malore. Da lì è iniziato un calvario che non riesco a togliermi dalla mente.  La domenica successiva è stata trasferita in elicottero dall'ospedale di Lipari al Papardo di Messina, in cardiologia. Lì le hanno detto che il problema non era cardiaco e l'hanno parcheggiata al Pronto Soccorso, in condizioni che faccio fatica a descrivere. È rimasta lì per quasi una settimana, pur con una polmonite riscontrata, per poi essere inviata all'Ospedale Piemonte, nel reparto di medicina d'urgenza.

Dopo qualche giorno hanno deciso di dimetterla perché, dicevano, i parametri si erano stabilizzati. Ma Christa non camminava, aveva bisogno di ossigeno continuo. Una dottoressa stessa ha detto che poteva uscire solo con l'autoambulanza. Così è stata trasferita nella RSA Giardino sui Laghi Itala, dove è deceduta per arresto cardiaco. 

Martedì sono andata a trovarla. Mi ha confidato, con un filo di voce: "Sono stata trattata come un cane". Mi ha chiesto di fotografare le sue braccia e il corpo pieni di lividi, il naso dolorante, forse per una manovra fatta con forza per farla respirare. Ho quelle foto.Il mio dolore più grande, oltre alla perdita di un'amica carissima, è sapere che i suoi ultimi giorni sono stati terribili. È stata sola.Christa una donna lontana dal proprio paese: anziana, straniera, sola. Ho avuto la sensazione che tutti avessero fretta di spostarla altrove, di liberare un letto, più che di curarla.  

Scrivo questo non per cercare colpevoli, ma per chiedere: è possibile morire così, dopo una vita di amore per queste isole? Dobbiamo davvero temere una sanità senza cuore? 
Christa meritava un addio diverso. Meritava di sentirsi a casa fino all'ultimo respiro, in quelle isole che tanto ha amato.

*Amica 

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