Da Ravenna in linea Massimo Ristuccia 'Carlo Rosselli e la madre'
di Massimo Ristuccia
Grazie all'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età contemporanea.
Foto scattata a Lipari che fa parte dell’archivio Rosselli dell’Istituto sopra citato. Non vi è data né nomi. Ritengo che le due persone nella foto siano sicuramente la madre e forse la moglie di Carlo Rosselli. Sulla civita di sicuro, forse, “angolo discesa “sutta u palu”.
Secondo varie fonti la moglie di Rosselli lo raggiunse a Lipari l’8 gennaio 1928, portando con sé il loro primogenito John (soprannominato "Mirtillino"), che aveva allora solo sei mesi.
La moglie era cittadina britannica con passaporto inglese ciò gli consentì di viaggiare e di muoversi con minor restrizioni rispetto ai cittadini italiani schedati dal regime fascista.
Nella Carta di Permanenza di Carlo Rosselli (avuta copia digitale dall’istituto sopra citato) risulta tra l’altro, “V.° Si autorizza recarsi
alla banchina per ricevere la propria moglie proveniente col piroscafo Adele da Milazzo. Lipari 10.12.1928 (a VII).
Potremmo quindi desumere che grazie al suo passaporto britannico, Marion godeva di una relativa libertà di movimento rispetto ai confinati e e fece diversi spostamenti, in questo caso potrebbe riferirsi alla data di rientro a Lipari da un viaggio.
Da Intellettuali in fuga dall’Italia fascista:
…...Che Marion Cave rappresentasse un elemento tutt’altro che accessorio nella geografia dell’antifascismo lo capì anche la polizia italiana che avrebbe intestato a suo nome un dossier nella banca-dati dell’opposizione politica: era una decisione abbastanza anomala per i funzionari, avvezzi per lo più a riassumere dati e vicende delle “sovversive“ antifasciste incorporandole nei fascicoli aperti sul conto dei loro padri, fratelli, mariti e compagni, unici attori riconosciuti di autonoma volontà politica. Ad
allarmare la polizia era d’altronde anche la cittadinanza britannica di questa “fanatica socialista“, così la si definisce nella prosa poliziesca, tanto da ritenerla a ragione una dei protagonisti della cospirazione che nel 1929 avrebbe programmato e felicemente
realizzato la fuga di Carlo da Lipari. Ecco comunque un passo della nota biografica che la riguarda, redatta dal responsabile della Pubblica Sicurezza di Roma: “[…] Donna forte, coraggiosa e isterica e perciò è ritenuta molto pericolosa quanto e forse più del
marito. È anche molto capace di commettere atti inconsulti“.
La madre di Carlo Rosselli era la scrittrice e drammaturga Amelia Pincherle. sposò il musicologo Giuseppe Emanuele "Joe" Rosselli, dal quale si separò nel 1903, trasferendosi poi a Firenze con i tre figli (Aldo, Carlo e Nello). Anche alla madre è permesso di visitare il figlio, ma sporadicamente. Era la zia paterna di Alberto Moravia.
Possiamo desumere, come risulta, anche, da alcune fonti, che la la madre in almeno due occasioni visitò il figlio a Lipari. In alcuni testi viene riportato nel maggio del 1928 e successivamente nella primavera del 1929, pochi mesi prima della celebre fuga di Carlo dall'isola. Secondo altra fonte si unirà al figlio ed alla moglie intorno al 18 gennaio.
Da EPISTOLARIO FAMILIARE Carlo, Nello Rosselli e la madre (1914 – 1937) – pag. 376: Lipari 31 dicembre 1927: Tra un'ora al massimo avrai il telegramma. Ecco un primo punto fermo, una prima reciproca consolazione. Non occorre dunque che ti mandi nulla osta. Basta che tu preavvisi il giorno del tuo arrivo e io avverto il Commissariato che ti autorizza a discendere dal piroscafo. Non ti spaventare per la traversata. Nel peggiore dei casi c'è un'ora sola di vero mare. Nel golfo di Milazzo, che è vasto, e a mezz'ora dall'isola, il mare è sempre tranquillo perché protetto dalla terra vicina.
Oggi me ne fisserò certamente la casa; così potrò ospitarti e goderti anche la sera. Per i pasti andremo al restaurant!
Marion deve essere sotto pressione. Spero di poterle telegrafare oggi per darle il via.
Non ci sono possibilità di confronti tra Ustica e Lipari per quanto attiene alla vita materiale.
Pag. 402 Lipari 16 febbraio 1928: Esco or ora dalla ultima lettera omerica. Da quando sei partita, anzi, da due giorni prima della tua partenza, abbiamo letto regolarmente con grandissimo reciproco diletto……………... Poco ho da dirti di nuovo della nostra vita. Sono entrato nel tran-tran e le giornate calano via rapide quasi senza che me ne accorga. Vedo i soliti amici ma assai più di rado. Attendo con Marion al giardino, leggo, scribacchio, corrispondo (anche troppo, ma come debbo fare altrimenti con tanta posta arretrata?) e mi esercito in materia culinaria, reparto dolci. Cicci sempre più accidente e porco, le galline sempre più attive, il salottino sempre più simpatico. Sono arrivati i due mezzeri. Uno l'abbiamo messo in stanza d'ingresso, l'altro l'abbiamo sostituito al vecchio mezzero a fiori, del sofà in salotto.
Lo scialle tripolino drappeggia mirabilmente la porta di comunicazione tra la nostra camera da letto e il salotto. Vedi? Marion ha fatto un delizioso paralume col vecchio crétonne di una sua vecchissima veste da camera. Il male è che il lume per il quale è stato confezionato non va mai bene. Acceso, gli smorti stinti colori sono «restituiti» a nuova vita. Elegantissimo
Pag. 404: Addiellino, mimmolino. Stai più allegra che puoi e carezza l'idea del ritorno. Povera Ulissina, con tre Itache cui pensare. Ma ormai, come Ulisse, Tiresia, nella prateria degli asfodeli dove sono le anime dei morti, ti ha detto la sorte che è buona. Arriverai anche tu a Lipari, rivedrai il tuo Telemaco... Il quale ti abbraccia e ti bacia con tanto tanto affetto.
Il Mirtillino continua a ingrassare specie di viso. Mi pare dieci volte più bellino che a gennaio, quando lo lasciasti.
Pag. 406 – 407: Lipari 15 marzo 1928……….In estate mi propongo di riprendere di riprendere il tedesco; vorrei anzi profittare della tua presenza per rimettermi in esercizio e fare un buon passo avanti.
Pag. 413: Lipari 25 agosto 1928. Rimane, è vero, la nostra separazione. Io qui, tu a Firenze, come la corsa Niobe a vigilare i domestici lari!
Pag. 414: Lipari, 28 agosto 1928 ..Arrivata la tua del 23. Ma ora non esagerare (e dagliela!), cara mimmola, nel moltiplicare il numero delle tue lettere. Mi hai scritto il 31 luglio, il 2, il 12, il 16, il 23 agosto. C'è un vuoto tra il 2 e il 12, forse colmato da una tua lettera non pervenutami. Strano però, perché da parecchio tempo a questa parte il servizio postale funziona assai bene.
Qindi dalle date della corrispondenza ricevuta si evince che la madre in parte del mese di luglio e nel mese di agosto 1928 non era a Lipari.
Nella Carta di Permanenza di Carlo Rosselli (avuta copia digitale dall’istituto sopra citato) risulta tra l’altro:
V.° si autorizza a recarsi allo sbarcatoio per ricevere la madre autorizzata a sbarcare a Lipari Lì 16/4 - 929 VII.
Possiamo desumere che queste fu una delle ultime se non l’ultima volta che la madre lo andò a trovare a Lipari.