Panarea, 'De Purgamenta': Rifiuti, luridume, raccolta, smaltimento, distruzione di Marcello Acunto

Panarea. DE PURGAMENTA (Rifiuti, luridume – Raccolta, smaltimento, distruzione)

di Marcello Acunto

Caro Direttore Bartolino Leone,

Da più parti mi si invita a suggerire una zona di Panarea da “distruggere” mediante il deposito e lavorazione dei rifiuti prodotti a Panarea.

Premetto che non ho competenza in materia e che sull’isola NON ESISTE un tale sito. Come più volte ho ripetuto, il problema non si risolve distruggendo una parte dell’isola o “deliziando” altri esseri umani che hanno tutto il diritto di abitare a Panarea sia pure provvisoriamente, o perennemente. A chi ha proposto ciò ho sempre risposto che, in mancanza di soluzione, il problema è di chi il problema crea.

Il Comune, gli Enti Pubblici, hanno sempre mostrato una incapacità impressionante e sembra che non si rendano conto che oggi non si tratta più dello smaltimento di una bottiglia o di un contenitore di pomodoro ma di rifiuti che se non adeguatamente smaltiti e trattati non solo devastano l’ambiente ma che sono pericolosissimi per la salute dei cittadini. Si tratta di danni incalcolabili da risarcire a loro spese e per i quali saranno chiamati a rispondere davanti alla Legge. Inviterei la gente a cominciare a fare denunce cautelative a tale proposito.

LA STORIA

Fino alla fine degli anni cinquanta la produzione dei rifiuti era minima e di natura organica e il vetro era prezioso. Ogni famiglia, vicino casa aveva una fossa, più o meno profonda, dove conferiva i propri rifiuti trasformandoli in concime per il giardino, i barattoli arrugginivano e si polverizzavano (U fuossu ‘a munnizza).

Con l’arrivo della plastica, degli imballaggi e dei vari materiali semi-indistruttibili si cominciò a deturpare e a danneggiare territorio e abitanti. Chi faceva ciò ? Gli Enti Pubblici e il Comune di Lipari in primo luogo infatti:

Si cominciò ad utilizzare terreni privati in zona centrale dell’isola.

Poi portarono la discarica (non ci credereste mai) alla spiaggia degli Zimmari (Sotto Castello) sul torrente Costa Maggiore, poi sul terreno oggi edificato proprietà Santomauro;

poi dietro il cimitero e nei pressi… (avevano saputo che i morti erano già morti)…ma anche da lì si sviluppavano odori insopportabili e diossina pura…la mancanza di denunce e di richieste di danni significativi incoraggiava gli addetti ai lavori a continuare nella loro attività criminale (ma, forse, più da ignoranti).

Poi forse si capì che il rischio che si correva era grave e si andò a distruggere la zona Nord alta di Panarea, sopra Pietra Nave. Qui si faceva concorrenza al cratere di Stromboli e gli odori e la diossina arrivavano dentro l’abitato in periodi irregolari.

Nel preparare il sito per l’accoglienza dei rifiuti fu trovata una enorme quantità di lapillo da costruzione e un sito archeologico ricchissimo, si dice, noto a tutti ma mai denunciato.

Un bel giorno si è venuti a conoscenza che alcuni scienziati, addetti ai lavori, avevano scoperto che quella zona non era più idonea e che andava chiusa. Si diede così inizio alla ricerca di altro sito da devastare chiedendo ai comuni abitanti che, litigando tra di loro, liberano chi di dovere da ogni decisione.

Come sapete oggi gli scienziati hanno trovato la soluzione : LA PEGGIORE DI SEMPRE !!!

Non essendo Scienziato, né addetto ai lavori, da perfetto ignorante e nella certezza di prendere fischi e pernacchie, avendone sentite tante, voglio anch’io sparare la mia “min….ta” onde evitare di distruggere territorio.

Penso ad un’opera marina, a una grossa chiatta con alte paratie stagne, con portelloni scorrevoli e tetto scorrevole apribile, saldamente ancorata molto al largo, con macchinari per la lavorazione, accessibile ai camion per trasporto e prelievo del materiale reso inerte, etc. etc., il resto è compito dei progettisti che dovranno provvedere a che nulla finisca in mare a causa dei soliti incivili menefreghisti.

NOTIZIARIOISOLEOLIE.IT

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16 febbraio 2026

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