Panarea, l'isola ecologica e il dissalatore dividono la comunità. Botta e risposta

di Salvatore Tesoriero*

Oggetto: Opere pubbliche isola di Panarea – Finanziate con PNRR

Il sottoscritto, Presidente dell’Associazione Albergatori di Panarea, ritiene opportuno rendere noto che sono state avviate alcune note e petizioni, alle quali si rimanda in allegato.

Alle stesse è stato fornito puntuale riscontro, in considerazione della indifferibilità delle opere pubbliche e della loro valenza sociale ed economica per l’isola.

Si precisa che tutte le opere previste sono regolarmente autorizzate dagli enti competenti, conformi ai vincoli ambientali e paesaggistici, e rappresentano interventi necessari e strategici per:
    •    la gestione dei rifiuti;
    •    l’approvvigionamento idrico;
    •    la sicurezza e il benessere dei residenti e degli operatori turistici.

Si invita la comunità panarellese e gli interessati a prendere visione della documentazione allegata, al fine di comprendere l’importanza e l’urgenza di tali interventi.

Allegati:
    1.    Note e petizioni ricevute.
    2.    Riscontri ufficiali a tali note.

*Presidente associazione albergatori

---LA PETIZIONE popolare per la revisione del progetto del Centro Comunale di Raccolta Panarea

di Federica Tesoriero*

Il problema
Il progetto del Centro Comunale di Raccolta (CCR) a Panarea, parte della Missione 2 del P.N.R.R., prevede la costruzione su un’area di 769 mq (partt. 575 e 1048 del foglio 4). Quest'area è classificata dal Piano Regolatore Generale (P.R.G.) vigente come zona E1 – agricola. Tale destinazione è riservata esclusivamente ad attività legate all'uso agricolo del territorio. Pertanto, la realizzazione di un centro di stoccaggio dei rifiuti su questo terreno è considerata un intervento in deroga, che richiede una motivazione rafforzata giustificando la mancanza di alternative.
Inoltre, l'opera è situata interamente all'interno della Zona di Protezione Speciale (Z.P.S) ITA 03004. Questa Z.P.S. è un’area di particolare valore ambientale e naturalistico, dove ogni intervento deve essere attentamente valutato per garantire la protezione delle specie e degli habitat naturali presenti. La costruzione di un centro di raccolta rifiuti potrebbe avere un impatto significativo sull'ambiente locale, compromettendo la biodiversità e l'integrità ecologica della zona.

La procedura V.Inc.A. è stata originariamente qualificata erroneamente dal Comune come “Livello I – Screening” ed è statapoi forzatamente elevata a “Livello II - Valutazione Appropriata”solo su rilievo della C.T.S. regionale, a dimostrazione di una sottostima iniziale degli impatti;

- la documentazione prodotta afferma l’assenza di habitat primari per giustificare il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm), in palese contrasto con i rilievi della C.T.S., che certificano, invece, la presenza di biodiversità tutelata;

- la collocazione dell’opera in prossimità della strada San Pietro e del centro abitato di Ditella espone i residenti a rischi concreti di inquinamento acustico (movimentazione scarrabili), esalazioni odorigene (stoccaggio R.S.U. e rifiuti pericolosi) e impatto visivo (sbancamenti e muri di contenimento fino a 3 metri), in un’area di alto pregio paesaggistico.

Chiediamo che il progetto venga sottoposto a una revisione approfondita, considerando tutte le alternative possibili per minimizzare l'impatto ambientale e per rispettare le normative vigenti. È cruciale che venga valutata la possibilità di collocare il CCR in un'area più idonea, che rispetti le destinazioni d'uso del P.R.G. e le direttive di protezione ambientale.

Invitiamo le autorità competenti a predisporre una audizione ai sensi degli articoli 7 e seguenti della legge n. 241/90 e degli articoli 4 e seguenti della legge regionale n. 7/2019, per discutere pubblicamente del progetto e per considerare le preoccupazioni della comunità locale.

E' un'azione responsabile e sostenibile che protegga il nostro prezioso ambiente naturale e rispetti le leggi vigenti in materia di protezione agricola e ambientale.

*Organizzatrice della petizione

LA NOTA DEGLI ALBERGATORI E DELLE ATTIVITA' COMMERCIALI

L’Associazione Albergatori, unitamente alle attività commerciali dell’isola, ritiene doveroso intervenire in merito a quanto recentemente diffuso da alcune associazioni, nonché alla raccolta firme online e ai ricorsi presentati al TAR.

Si rileva, con rammarico, un evidente atteggiamento ostruzionistico nei confronti di interventi pubblici che risultano regolarmente esaminati e approvati da tutti gli enti competenti, nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente.

I progetti in questione sono finalizzati a garantire servizi essenziali per la collettività, quali l’approvvigionamento idrico e la gestione dei rifiuti. Si tratta di opere di primaria importanza, nell’interesse generale dei residenti e delle attività economiche dell’isola, che ne sostengono con convinzione la realizzazione.

Alimentare sospetti circa presunte finalità occulte, in assenza di riscontri oggettivi, rischia di compromettere percorsi amministrativi legittimi e di ostacolare interventi indispensabili per la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e per uno sviluppo realmente sostenibile del territorio.

L’interesse generale della comunità non può essere sacrificato a logiche di contrapposizione pregiudiziale né a posizioni che, di fatto, finiscono per privilegiare interessi particolari a discapito del bene comune.

 *Associazione Albergatori Panarea ed attività commerciali.

LA NOTA DI STEFANIA PRESTIGIACOMO E COMPANY

Cari amici, purtroppo ci risiamo!
Abbiamo appreso che il Comune di Lipari sta procedendo alla realizzazione di 4
impianti di dissalazione nelle 4 isole, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi, rimaste
ancora miracolosamente salve da un dissennato intento di infrastrutturazione.
In particolare, a Panarea, insieme al progetto per dissalare l’acqua è stato presentato
un ulteriore progetto per realizzare un’isola ecologica (punto di raccolta e
pretrattamento dei rifiuti) entrambi nella Contrada di Iditella, entrambi in mezzo
all’abitato. Il dissalatore sarebbe ubicato tra la centrale elettrica e la casa di Boriello,
appena ristrutturata, nell’area di alaggio delle barche, mentre l’isola ecologica
sarebbe ubicata accanto all’edificio della SIP.
Stiamo acquisendo tutta la documentazione relativa ai progetti e già ravvisiamo con
preoccupazione la portata di queste iniziative, a nostro avviso finalizzate a realizzare
gli agognati porti.
Tenuto conto che durante l’inverno i residenti sono sotto i 400 e che il picco di
consumo dell’acqua si concentra solo per due mesi all’anno, ci si chiede se la
realizzazione di questo impianto sia necessaria a fronte dei suoi alti costi ambientali,
visto che l’emergenza idrica da tempo viene anche aKrontata con le navi dissalattrici.
Siamo sospettosi, ma alla luce del quadro complessivo, riteniamo che il progetto
porti con sé ulteriori non dichiarati obiettivi, ovvero la realizzazione del porto turistico
per il quale la presenza dell’acqua è uno dei servizi fondamentali.
Finanziato con il PNRR, quindi con l’urgenza di completare l’iter per non perdere il
finanziamento entro giugno 2026, il dissalatore, pur non essendo di grandi
dimensioni, presenta seri problemi di inquinamento acustico, di alterazione
dell’ecosistema del mare con la produzione di una grande quantità di salamoia e
additivi scaricati in mare, oltre a essere altamente energivoro, senza contare che
l’assenza di un’analisi costi benefici non ci consente di capire quanto ci costerà
l’acqua.
Per realizzare il dissalatore il progetto prevede la costruzione di un molo “provvisorio”
del quale non si evincono dimensioni, materiali, metodi costruttivi, per il quale,
incredibilmente, la Soprintendenza ha emesso parere favorevole oltre a non dare
prescrizioni sulla qualità dell’edificio che dovrebbe contenere l’impianto che appare
industriale e privo di qualsiasi qualità architettonica.
Il pontile verrà costruito sopra le praterie di posidonia protette dalle direttive
comunitarie, che, come sappiamo, sono insuperabili. Ma a peggiorare il quadro,
sempre dal nostro punto di vista, interviene l’UKicio Circondariale Marittimo di Lipari,
il quale esprimendo sul molo “provvisorio” un parere apparentemente negativo, invita
il Comune a progettarne uno definitivo! Vi alleghiamo il documento reperito in tal
senso.
Per quanto riguarda l’isola ecologica è evidente a tutti che il suo posizionamento fra
l’abitato è, dal punto di vista igienico-sanitario, inaccettabile e che, come ripetiamo
da anni, andrebbe localizzata in alto dove da circa 15 anni vi è un’area ‘provvisoria’ a
questo dedicata, che con una procedura amministrativa di ridefinizione dei confini
dell’area vincolata, potrebbe diventare definitiva. L’ubicazione prevista dal Comune
di Lipari conferma la volontà, peraltro mai taciuta, di volere realizzare un molo tra le
case di Iditella per fare attraccare la nave e conferire i rifiuti.
DUE PICCIONI (FORSE TRE) CON UNA FAVA!
Il molo ancora non c’è ma sarà il dissalatore l’occasione per realizzarlo, il tutto
ovviamente, passo dopo passo, strumentale alla costruzione di un bel porto. (TERZO
PICCIONE).
Non ci aspettiamo che condividiate tutti questo nostro grido di allarme, tuttavia, noi
che abbiamo a cuore l’integrità dell’isola, sentiamo il dovere di informarvi, anche per
dare seguito alla bellissima presa di posizione di 2 anni fa, che sembrava avere
scoraggiato l’Amministrazione ad andare avanti sulla questione del porto.
Cari amici, noi ci stiamo attivando e stiamo valutando ogni strada possibile per
opporci, ovviamente la forza dell’opinione pubblica è un fortissimo deterrente e per
quanti concordano con noi vi preghiamo di attivarvi come potete per fare sentire la
nostra voce.
Stefania Prestigiacomo
Francesca Soro
Federica Tesoriero
Maria Fernanda Stagno d’Alcontres

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