Rubrica medica a cura del dottor Giovanni Albano 'Grelina'

di Giovanni Albano*

I.R.- Metabolismo – parte quarantanovesima

Nella precedente rubrica abbiamo parlato della LEPTINA (ormone della fame), adesso invece descriviamo un ormone controregolatore  ovvero la GRELINA.  Questi ormoni sono stati individuati  verso la fine degli anni 90 ma  le funzioni metaboliche, sono state scoperte solo da qualche anno.
COS’È LA GRELINA?
In origine la grelina è stata scoperta come ormone in grado di stimolare il rilascio dell’ormone della crescita, che a sua volta agiva sull’ipotalamo. Studi successivi hanno poi dimostrato che la grelina è direttamente coinvolta nella regolazione del senso di fame, tanto da essere spesso indicata come “ormone della fame” (si rilevano concentrazioni in circolo più elevate prima dei pasti).
Sebbene la grelina sia nota soprattutto per il suo ruolo nello stimolare l’appetito, è anche coinvolta in:
•    regolazione dei ritmi sonno-veglia,
•    senso del gusto,
•    metabolismo del glucosio riducendo il rilascio di insulina,
•    meccanismi ancora da chiarire nel sistema cardiovascolare,
•    mediazione di memoria e stress.
La produzione avviene principalmente nello stomaco e, in minor misura, nel pancreas e nell’intestino, con uno spiccato aumento prima dei pasti (secondo le abitudini di consumo di ciascuno) ed una successiva diminuzione entro un’ora circa. Vale la pena notare che i livelli di grelina circolanti degli individui obesi sono inferiori a quelli degli individui più magri, fatto che induce a pensare che la grelina non sia responsabile dello stato di obesità.

Mangiare riduce le concentrazioni di grelina, ma con effetti diversi in base alla composizione: carboidrati e proteine limitano la produzione ed il rilascio di grelina in misura maggiore rispetto ai grassi, contribuendo quindi probabilmente ad un più immediato senso di sazietà (ma i grassi in questo senso hanno il vantaggio di ritardare lo svuotamento gastrico, agendo quindi su meccanismi differenti).
I livelli di grelina  infine aumentano a seguito di dieta ipocalorica, il che potrebbe spiegare almeno in parte perché la perdita di peso indotta dalla dieta possa essere difficile da mantenere.

*Docente Lute - Poliambulatorio  Portosalvo Milazzo 090 47444 con navetta gratuita per gli eoliani

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