Meteo & Babbio curato da Daniele Billitteri 'S’i fosse foco arderei ‘l mondo'
di Daniele Billitteri
S’i fosse foco arderei ‘l mondo Meteo di mercoledì 17 marzo
La previsione. Il tempo migliora e la Protezione Civile Regionale avverte che solo un pezzetto di Sicilia, quella che dà sullo Stretto di Messina, con serve un colore d’allerta, il giallo, cioè il meno impegnativo. Ma sulla Sicilia Centro Orientale continuano ad essere segnalate piogge ma deboli quasi solo pomeridiane. Il vento di minuisce kma resta settentrionale, i mari tendono a calmarsi e le temperature saranno comprese tra minime di 12 e massime di 16 gradi. Tante belle cose. Migliorate.
Le vampe e le sfince. Domani sera bruceranno le cose vecchie. Come se le nuove non bruciassero già, pronte a far perdere ai palermitani l’irresistibile voglia di giocare col fuoco. Le vampe di San Giuseppe sono ormai più clandestine di un nigeriano sbarcato a Lampedusa. I pompieri dicono che sono un pericolo ma, onestamente, non ricordo di vampe che abbiano appiccato incendi. Trump sa fare di meglio. Molto meglio. Certo, dipende dal luogo.
Quando ero piccolo noi la vampa la facevamo nel piazzale davanti al Mulino Virga, in corso dei Mille dove ora c’è l’Alberghiero. Era una vampa alta quando un palazzo a quattro piani e noi ragazzini eravamo impegnati già da giorni nella raccolta del legno casa per casa, porta a porta peggio di Bruno Vespa. Per molti era una buona occasione per liberarsi di sedie sciancate e tavoli per i quali non bastava più la zeppola appareggiante. Si bruciavano stiratori, comodini per il rinale, lavatori per la pila, zineffe storte, tavole di letto smaltite in onore dell’arrivo dei primi Permaflex a molle ma col sacrificio dell’annuale produzione di estratto.
Nell’era della plastica tutte queste cose non ci sono più e il fatto che le vampe siano entrate nel “paniere” delle cose proibite, spiega com’è che un gruppo di ragazzini sedicenti dello ZEN abbia pubblicato su Tik Tok un video che li riprende mentre trasportano su un carrello un albero appena abbattuto, come mi segnala l’attenta collega Claudia Mirto. La didascalia del video recita: “quelli dello Sperone ce la sucano”. Manco fossero Netanyahu a Khamenei. Anche se sempre di vampe si tratta.
Ma in queste ore ho riflettuto a quanto diverso può essere il pensiero sul fuoco. Dopotutto le Vampe di San Giuseppe onorano un falegname e sono metafora di svecchiamento, di calore, di energia, di luce e di futuro. Con le Vampe si bruciano i cattivi pensieri, i guai, le cambiali.
Ma il fuoco è pure quello della discoteca di Grand Mountain, o quello caduto dal cielo sotto forma di bombe sulla scuola femminile iraniana a Minab, o quello di Gaza, o quello di Kiev. I fuochi di guerra, fuochi di bombe e di bivacchi, di accendini per fumare l’ultima sigaretta.
Scegliere il fuoco che preferiamo dipende da come siamo e non è così semplice come sembra. Perché c’è chi attorno ai fuochi di guerra ballerebbe volentieri danze tribali nella erigenda sala da ballo della Casa Bianca.
Allora meglio Cecco Angiolieri che col suo proto-populismo ci disse: “S’i fosse foco arderei ‘l mondo”. Ma era un o scherzo perché alla fine confessa: “S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui, terrei le donne giovani e leggiadre: e vecchie e laide lasserei altrui”. Senza cominciare: allora l’8 marzo era un giorno qualsiasi e Cecco era un vastasunazzu.
Insomma, posate i fiammiferi che non è cosa di giocare col fuoco. E se domani dovete per forza fare qualche cosa, ordinate le sfince. Che quelle, assai assai, bruciano (un poco) lo stomaco.