Meteo & Babbio curato da Daniele Billitteri 'Allerta severa a Oriente'

di Daniele Billitteri

Allerta severa a Oriente Meteo di martedì 17 marzo

La costa ionica della Sicilia dovrà affrontare domani una giornata difficile. La Protezione Civile Regionale ha messo il colore arancione dell’allerta severa, la penultima prima di quella rossa. Ci saranno venti forti da Grecale e precipitazioni che potrebbero essere anche molto abbondanti. Il vento alzerà il mare col rischio di qualche mareggiata. 

Al momento si segnala la deviazione di alcuni voli destinati all’aeroporto di Catania, un provvedimento di chiusura delle scuole per domani a Catania e Siracusa, la chiusura, in molti comuni, di ville e giardini pubblici. Nel Catanese, già adesso, ci sono forti temporali e grandinate. Situazione difficile anche nella Calabria ionica.

Sul resto della Sicilia sono previste piogge ma meno forti che a Oriente. L’allerta è gialla. Nessuna allerta invece, per le province di Palermo, Trapani e parte di quella di Agrigento. In queste zone sono previste piogge ma niente di preoccupante. La perturbazione in atto dovrebbe insistere per l’intera giornata di domani e cominciare ad attenuarsi nella giornata di mercoledì. Tante belle cose. Attente.

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Tornano piogge e allerte Meteo di lunedì 16 marzo
Il fine settimana piovoso che  vi avevo preannunciato è diventato una specie di messaggero di quello che si preannuncia come resto del mese ad alta variabilità. Insomma è come se  la “pazzia” del mese di marzo abbia diviso il suo umore perfettamente a metà: la prima di buon tempo, grazie all’area di alta pressione, la seconda più instabile grazie alla perdita di energia dell’anticiclone e al conseguente arrivo delle perturbazioni.

Così abbiamo avuto il uichend piovoso ed è come se questo fosse un timbro per certificare che l’intera settimana è ad alto rischio di essere piovosa soprattutto nelle ore pomeridiane con un significativo calo delle temperature. Tutto questo tranne venerdì prossimo, giorno d’ingresso della Primavera astronomica,  quando le piogge daranno una tregua mentre si prevedono piovosi il uichend e il lunedì successivi, giorni di consultazioni per il referendum.

Ovviamente vedremo se di giorno in giorno queste previsioni verranno confermate ma, intanto, vi segnalo che per domani la Protezione Civile Regionale, ha emesso un’allerta gialla per la Sicilia Centrale e arancione per la Sicilia Orientale. In queste zone sono previste piogge abbastanza consistenti e forte vento di Scirocco e di Levante che potrebbe provocare anche qualche mareggiata sulle coste ioniche. Le temperature massime scenderanno sotto i 15 gradi e le minime non andranno oltre i 10. Stando così le cose, teniamo a portata di mano  ombrello e giubbetto. Tante belle cose. Pazze.

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Contrada dei misteri Meteo del uichend
La previsione. Uichend di cattivo umore: domani ma soprattutto domenica, ci saranno molte piogge per un nucleo di bassa pressione che si sta formando nella zona di Agrigento. Domani piogge deboli nella Sicilia Orientale ma domenica saranno piogge forti e sparse con picchi di intensità nell’Agrigentino. Vento meridionali, mari molto mossi e temperature in calo, soprattutto le minime. Tante belle colse. Peggiorate.
Storia di uno sbirro. Adesso che è morto non finirà con lui nella tomba il fiume di polemiche che ha segnato la sua vicenda giudiziaria. Bruno Contrada, ex capo della Squadra Mobile di Palermo, ex capo della Criminalpol siciliana, numero 3 del SISDE, fu un fiancheggiatore di Cosa nostra? O fu una bravissimo “sbirro” competente e innovatore? La storia dei processi non risolve questo dubbio. Riproporla non serve a chiarire: per la giustizia italiana Bruno Contrada fu un “concorrente esterno” di Cosa nostra e per questo fu condannato a 10 anni di carcere (8 quelli scontati). Ma la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo stabilì che non poteva essere processato per quel reato e stabilì pure che fosse risarcito.  A Palermo presero atto: non era concorso esterno ma sicuramente favoreggiamento. La Cassazione confermò ma nel gioco delle date e delle prescrizioni a Contrada fu riconosciuto un risarcimento per ingiusta detenzione.
Oggi questo si leggerà e chi lo voleva amico dei boss non mancherà di sottolineare che non c’è mai stata assoluzione per i reati che gli erano stati contestati e che il resto sono solo cavilli. Chi invece pensa che  il poliziotto sia finito in una questione più grande di lui, ritiene che sulla sorte di Contrada sia stata giocata un’altra partita. Così ci fu chi disse che il processo al funzionario sia stato, in un certo senso, la prova generale dell’imminente processo a Giulio Andreotti. Serviva a “testare” l’impianto accusatorio, dare solidità al concetto di “concorso esterno”, verificare il criterio dei “tre indizi che diventano una prova”. Con Contrada, a giudicare dalle sentenze, la prova riuscì ma evidentemente rimasero  nodi giuridici non del tutto blindati e Andreotti li cavalcò brillantemente.
Come che sia, Bruno Contrada conosceva molto bene Cosa nostra già da quando era funzionario della Squadra mobile a metà degli anni Sessanta, nel periodo della strage di Ciaculli. A quel tempo, tuttavia,  il lavoro di investigazione era molto diverso. Intanto  l’ufficio non era né Squadra né Mobile. Nel senso che ogni funzionario teneva gelosamente per sé le notizie che raccoglieva e non metteva certo in comune i propri confidenti. Va ricordato infatti che a quel tempo non c’erano i collaboratori di giustizia, che esisteva una forte concorrenza con i carabinieri e che le collusioni di ambienti politici con la mafia erano già evidenti e suggerivano  agli investigatori una grande “prudenza”.
In questo clima Contrada diventò capo della Squadra Mobile e avviò un processo di grande trasformazione. Cominciò circondandosi di funzionari giovani e motivati a cominciare da Boris Giuliano, destinato a succedergli, Vittorio Vasquez, Tonino De Luca, Ignazio D’Antone, V’incenso Speranza, “Franz” Boncoraglio, Guglielmo Incalza, Pippo Crimi, Paolo Moscarelli. Formò le sezioni per tipo di reato: omicidi, stupefacenti, catturandi, antimafia, furti, rapine. Sostenne la formazione del reparto delle “volanti” assegnate “h24” a molte zone della città. E ogni giorno riuniva i suoi uomini per mettere in comune le notizia, per filtrare “l’aria che tira”.
Fu in quel periodo che venne ucciso l’agente Gaetano Cappiello durante un’operazi0one di Polizia a Pallavicino. Cappiello era un giovane agente molto stimato da Contrada che lo trattava quasi come un figlio. In quell’indagine non risparmio energie. Fu così che la Mobile mise le mani su alcuni uomini della “famiglia” mafiosa di Pallavicino che furono accusati dell’omicidio. La vicenda è rilevante perché furono proprio questi uomini, diventati nel frattempo collaboratori di giustizia, a dichiarare che Contrada era, in sostanza, uno di loro. Tutto questo avveniva in un momento delicatissimo. Contrada nella seconda metà degli anni Settanta era passato alla Criminalpol e capo della Mobile era diventato Boris Giuliano che alla scuola di Contrada si era formato. Giuliano confermò o ulteriormente rinforzò la struttura e per Cosa nostra diventò un pericolo troppo grande. Il 21 luglio del 1979 fu ucciso. Un omicidio che attraversò come una scarica elettrica tutta la città ma soprattutto l’ambiente investigativo. Alla morte di Giuliano Contrada tornò, ad interim, a capo della Mobile fino all’arrivo nel febbraio del 1980 di Giuseppe Impallomeni chiamato dal questore Vincenzo Immordino. Impallomeni, poi risultato iscritto alla loggia “P2” di Licio Gelli, fu tra i protagonisti di una stagione dei veleni che portò allo smantellamento della “Mobile” e a comportamenti che mostravano come alcuni degli uomini della Squadra fossero considerati poco affidabili. Così, in occasione di un a retata antimafia, Contrada ed altri funzionari della Mobile furono convocati alla caserma Lungaro della Polstrada col pretesto di dover condurre una perquisizione all’Ucciardone. Furono questi uomini e alcun i pentiti della “famiglia” mafiosa di Pallavicino coinvolti nell’omicidio Cappiello, a costituire, con le loro dichiarazioni, la base probatoria del processo contro Bruno Contrada il quale, naturalmente, ha sempre rigettato accuse e ha continuato a farlo anche dopo la chiusura dei processi contro di lui con un vigore sorprendente per un uomo di 94 anni che si provò (e si prova ancora) a collocare nella fascia dei funzionari infedeli cui una giustizia ondivaga assegna ancora l’onta del disonore.

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Lacrime di Primavera Meteo del uichend
Il tempo è ancora di umore non troppo allegro. Ci sono molte nuvole, venti di  Grecale e Levante con punte di Scirocco e tutto questo porta un po’ di piogge deboli sparse ma particolarmente presenti nell’interno e soprattutto nel pomeriggio. Ma si tratterà solo di… lacrime di Primavera. Questo per quanto riguarda il sabato, meno per quanto riguarda la domenica. Oltretutto i fenomeni sono comunque in attenuazione. 

In particolare domenica, 8 marzo, il tempo non dovrebbe disturbare le tante manifestazioni che, anche in Sicilia, si svolgeranno nel quadro della Festa della Donna. Io continuo a pensare che ci dovrebbe essere un 8 marzo ogni giorno dell’anno e che le donne sono persone e tra le persone non ci possono essere differenze di ruolo. Eppure, tanto per dire, ogni anno viene battuto il record dei femminicidi e delle storie in cui le relazioni di coppia sono regolate da rapporti di potere e di possesso, un cancro sociale e culturale con una perenne recidiva della quale non si riesce ad avere ragione. E non c’è mimosa che tenga. Tante belle cose. Turbate.

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Scende la pioggia su di noi Meteo di venerdì 6 marzo
Questa volta l’anticiclone che ci ha regalato belle giornate è minacciato non dalle perturbazioni che vengono dall’Atlantico e quindi da Nord Ovest ma da quelle che vengono dall’Algeria e quindi da Sud Est. In altre parole il sistema nuvoloso che arriva stanotte è spinto dallo Scirocco e porta piogge anche estese su quasi tutto il territorio siciliano al punto che, dopo giorni e giorni di verde, la Protezione Civile Regionale ha messo il giallo.
Le piogge previste saranno deboli e solo leggermente più  forti nel pomeriggio così come il vento. Ci sarà molta umidità e stanotte si potrebbero  formare nebbie nelle zone pianeggianti e lungo le valli.
Dal tardo pomeriggio i fenomeni dovrebbero diminuire: niente piogge, meno vento, mari più calmi dopo essere stati mossi. Le temperature saranno comprese tra 13  18 gradi. Aggiungo che sabato potrebbe cadere ancora qualche goccia ma che le condizioni meteo confermeranno il miglioramento e per la prossima settimana le notizie sembrano buone. Ma ne riparleremo domani. Tante belle cose. Piovose.

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Se non si ascolta la Natura che parla Meteo di mercoledì 25 febbraio
Prendiamo il caso di questi giorni tiepidi e luminosi che la Natura ha messo all’uscita del tunnel grigio e piovoso che ci ha fatto attraversare. E’ come se ci volesse suggerire di prendere fiato. Per i cristiani è pure significativo che ciò avvenga all’inizio del periodo della Quaresima che si concluderà con la Pasqua. Al netto della retorica dell’uscita dai rigori (?) dell’inverno, delle rondini che tornano a fare i nidi, non si può negare che la Natura parla e ci dice delle cose. Le Stagioni, intere o mezze che siano, sono una pulsazione vitale, il ritmo climatico, fortemente insidiato dai disastri dell’uomo,  è come l’anagrafe di un’eterna gioventù.
Domani sarà un’altra bella giornata: non mancherà il sole, non ci sarà vento, le temperature saranno freddine di notte e tiepide di giorno, i mari saranno calmi o quasi. E’ come se il tempo ci volesse dire di prendercela calma, di non urlare,  di lasciar perdere le liti, di essere tolleranti ma con rigore morale. E’ più facile incazzarsi sotto un temporale che di fronte a un tramonto.
La Primavera, con la sua variabilità, con la sua irregolarità, coi suoi giorni piovosi alternata con quelli luminosi e commoventi, è forse la stagione più loquace, quella che ci dice più cose. Ma, in tutta evidenza, è anche quella meno ascoltata. Perché se il mare è calmo, partono le barcacce dei disperati. E scopriamo che non hanno bisogno del mare grosso per annegare lo stesso.  Partono missili e bombe e anche  le cose storte trovano terreno  fertile in ogni angolo del mondo in cui  la stagione dolce vorrebbe portare il suo messaggio di pace. Ma, direte voi, che c’entra tutto questo con il meteo? Non lo so. Ma ci sarà anche un motivo per cui, se piove e tira vento, siamo di cattivo umore e, se c’è il sole e sentiamo gli uccelli al mattino, il caffè ci sembra più buono. Vi piaccia o no, con il tempo siamo in rete. Come un cellulare. Impariamo ad ascoltarlo. Tante belle cose. Serie.

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Avremo tempi migliori Meteo del uichend
Sembra che la tendenza sia al miglioramento. D’altra parte vi avevo detto che già oggi pomeriggio sarebbero finite le piogge. E’ il normale andamento dei sistemi nuvolosi che viaggiano sulla cresta del Maestrale. Ma il vento, anche lui, sembra convinto a calmarsi abbastanza anche se non sembra disposto  a cedere la piazza alla bonaccia. 

E se domani avremo qualche pioggia durante la giornata in zona Nebrodi, nel restio della Sicilia non ne sono previste e lo conferma anche la Protezione Civile Regionale che ha rimesso il verde su tutta l’Isola. Questa tendenza al miglioramento è confermata anche per domenica quando dovremmo avere ampie zone di sereno.

Il miglioramento riguarderà anche i mari soprattutto domenica quando saranno solo mossi e poco mossi lungo le coste ioniche.
Le temperature si muovono poco. Le minime saranno tra gli 11 e i 13 gradi mentre le massime saranno tra 9i 15 e i 18 gradi. Tante belle cose. Serene.

Categoria
meteo

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