Lipari, 'Ma la campagna elettorale quando inizia?' di Davide Starvaggi
di Davide Starvaggi
Ma la campagna elettorale quando inizia?
No, non quella dei manifesti, delle foto sorridenti e dei "ci vediamo presto".
Parlo della campagna delle idee.
Mancano circa otto mesi alle elezioni e, a dire il vero, a Lipari sembra che siamo tutti in sala d'attesa. C'è chi aspetta il candidato, chi aspetta la coalizione, chi aspetta la telefonata giusta. Nel frattempo, il mondo intorno a noi programma, investe e corre.
L'Elba ripensa la mobilità di persone e merci. Pantelleria costruisce imprese di comunità insieme ai giovani. Altre isole sperimentano energie dal mare, telemedicina, logistica intelligente e un turismo capace di vivere dodici mesi l'anno. La Regione Siciliana si prepara a pubblicare la nuova gara miliardaria per i collegamenti marittimi delle isole minori, una scelta destinata a incidere sul futuro del nostro arcipelago per molti anni.
E noi?
Rischiamo ancora di discutere di chi sarà il candidato prima di aver deciso dove vogliamo andare.
Eppure la domanda dovrebbe essere: qual è il progetto per Lipari da qui ai prossimi dieci anni?
Non un programma elettorale di cinquanta pagine, pieno di promesse che il giorno dopo il voto finiscono in un cassetto. Parlo di poche priorità, chiare, concrete e misurabili.
Cosa facciamo dei nostri porti? Come garantiamo una continuità territoriale vera? Come affrontiamo i temi di acqua, rifiuti, energia e mobilità terrestre? Come creiamo opportunità perché i giovani possano scegliere di restare? Come costruiamo un turismo che viva anche a novembre, febbraio e aprile, e non soltanto ad agosto?
Per ogni priorità servono tre cose: un obiettivo, un cronoprogramma e le risorse per realizzarlo.
Il resto sono parole
Mi piacerebbe che il dibattito cambiasse tono, meno "chi corre con chi" e più "dove vogliamo portare Lipari", e soprattutto meno nomi, più progetti, meno indiscrezioni, più priorità., meno attese, più programmazione.