Lipari, il dirigente 'al Comune squilibrio-finanziario'. Botta e risposta Orto-Gullo con controreplica
di Gaetano Orto Lucy Iacono Giorgia Santamaria Raffaele Rifici Adolfo Sabatini Cristina Dante Angelo Portell
COMUNE DI LIPARI, È ALLARME FINANZIARIO. LA RELAZIONE DEL DIRIGENTE CERTIFICA LO SQUILIBRIO: LA GESTIONE GULLO HA PORTATO IL COMUNE SULL’ORLO DEL BARATRO
Quello che temevamo è diventato realtà…
Il 28 agosto 2026, con nota prot. n. 35664, il Dirigente dei Servizi Finanziari del Comune di Lipari ha formalizzato una SEGNALAZIONE OBBLIGATORIA DI CRITICITA’/SQUILIBRIO FINANZIARIO ex art. 153 comma 6 DEL D. Lgs 267/2000.
Non è una dichiarazione dell'opposizione. Non è una valutazione politica. È un documento ufficiale del Comune. E quello che racconta è gravissimo.
Lo squilibrio relativo al Servizio Idrico Integrato viene quantificato in € 1.255.603,15, mentre per il servizio rifiuti viene evidenziata un'ulteriore situazione di squilibrio pari a € 243.953,63. A ciò si aggiungono la mancata copertura delle spese per le annualità 2026, 2027 e 2028, le criticità nella riscossione delle entrate proprie e ulteriori problematiche che, secondo il dirigente, compromettono gli equilibri finanziari dell’Ente.
E c’è un passaggio ancora più inquietante. Il dirigente ricorda che già il 17 giugno 2026 era stato depositato in Giunta il progetto di bilancio 2026-2028 con parere tecnico-contabile non favorevole, proprio a causa dello squilibrio del servizio idrico, già segnalato nel febbraio scorso e nel frattempo aggravatosi con quello dei rifiuti.
Eppure, per quanto risulta dalla stessa relazione, il Consiglio comunale non è stato informato di questa situazione.
Perché si è arrivati a formalizzare oggi una situazione che, almeno per quanto riguarda il servizio idrico, era già stata evidenziata mesi fa? Perché il Consiglio comunale, che rappresenta i cittadini, non è stato immediatamente messo nelle condizioni di conoscere la reale situazione finanziaria dell’Ente?
Sono domande alle quali il sindaco Gullo e la sua Amministrazione devono rispondere pubblicamente e senza più nascondersi dietro slogan e proclami.
Perché noi, già dopo l'approvazione dell'ultimo bilancio di previsione, nel settembre 2025, avevamo sollevato dubbi sulla sua attendibilità e sulle coperture delle annualità successive.
Durante l’approvazione del bilancio di previsione 2025 ci hanno raccontato che tutto andava bene.
Noi, invece, avevamo semplicemente detto una cosa: quel bilancio approvato nel settembre 2025 presentava criticità e coperture che, soprattutto per le annualità successive, apparivano tutt'altro che attendibili.
Ci accusarono di ostruzionismo. Oggi scopriamo che non era ostruzionismo. Era esperienza. Era competenza. Era preoccupazione per i conti del Comune.
Oggi sono gli atti ufficiali a dirci che quei dubbi erano fondati e che avevamo ragione.
E il quadro è ancora più preoccupante perché la relazione richiama anche debiti fuori bilancio, sentenze esecutive, procedure espropriative e spese sostenute senza preventivo impegno, oltre a ulteriori situazioni che potrebbero produrre nuovi squilibri.
Dopo più di quattro anni di amministrazione Gullo, il Comune non solo non è finanziariamente risanato, ma è addirittura peggiorato. La realtà descritta dal Ragioniere Generale è drammatica.
E la cosa politicamente più grave è che questa situazione sia stata portata alla luce solo adesso, quando non è più possibile farne a meno.
E soprattutto il Consiglio comunale viene chiamato ad intervenire entro 30 giorni per il riequilibrio. Ma intervenire come? Dove sono le proposte consiliari per intervenire? Come pensa il sindaco Gullo di evitare il default?
È una situazione gravissima che può avere conseguenze pesanti sulla capacità del Comune di garantire servizi, assumere impegni e sostenere nuove spese.
Quando un dirigente finanziario è costretto a formalizzare una segnalazione obbligatoria di squilibrio, la politica ha il dovere di smettere di raccontare favole e cominciare a dire la verità ai cittadini. È il momento di dire ai cittadini la verità sui conti del Comune.
Chiederemo al sindaco Gullo di riferire immediatamente al Consiglio comunale:
come si sia arrivati a questo squilibrio;
perché le criticità evidenziate già nei mesi scorsi non siano state portate tempestivamente all’attenzione del Consiglio;
quali responsabilità politiche e amministrative abbiano determinato questa situazione;
quali siano le misure concrete che l’Amministrazione intende adottare per riequilibrare i conti;
e soprattutto chi dovrà pagare il conto di questa gestione;
chi pagherà gli errori di questa Amministrazione?
Per un anno ci hanno detto che eravamo noi il problema e che eravamo stati noi a causare i ritardi nell’approvazione dell’ultimo bilancio.
Oggi, un anno dopo ma stesso periodo, il problema è scritto nero su bianco in una relazione del Comune. E quella relazione porta una firma, non quella dell’opposizione.
Adesso il sindaco Gullo non può più accusare nessuno di ostruzionismo.
Deve spiegare ai cittadini perché il Comune di Lipari è arrivato a questo punto e come intende tirarlo fuori dalla palude in cui è precipitato.
E c’è poi un’altra questione che non possiamo ignorare: il ruolo del Commissario ad acta Angelo Sajeva, nominato dalla Regione Siciliana con Decreto Assessoriale n. 207 del 27 aprile 2026.
Il decreto gli attribuisce specifici poteri di impulso, sollecitazione e, ove necessario, sostituzione, estesi anche alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.
E allora chiediamo: che cosa ha fatto il Commissario Sajeva?
Già il 17 giugno 2026 era stato depositato uno schema di bilancio 2026-2028 con parere tecnico-contabile non favorevole proprio a causa dello squilibrio del servizio idrico. Eppure, a distanza di oltre due mesi, siamo arrivati alla formale segnalazione di uno squilibrio superiore a 1,2 milioni di euro, aggravato da ulteriori criticità.
La domanda è ancora più doverosa se si considera quanto accaduto lo scorso anno: il Commissario allora nominato, proprio in prossimità dell’approvazione del bilancio, assegnò al Consiglio comunale appena cinque giorni per procedere all’approvazione.
Oggi siamo nuovamente a settembre: cosa ha fatto, invece, il Commissario Sajeva in questi mesi per sollecitare l’Amministrazione Gullo?
Perché lo scorso anno si è mostrata tanta urgenza nei confronti del Consiglio comunale, mentre oggi, nonostante uno schema di bilancio già formalmente critico dal 17 giugno e una situazione finanziaria evidentemente aggravata, non sembra essere stata esercitata la stessa pressione nei confronti dell’Amministrazione?
Dov’era il Commissario? Ha sollecitato il Sindaco e la Giunta? Ha esercitato i poteri che la Regione gli ha conferito?
Sono domande alle quali Sajeva dovrà rispondere. Anche il Commissario dovrà rendere conto del proprio operato, e se necessario farlo davanti al Consiglio comunale.
Perché il Commissario non può essere un semplice spettatore dell’inerzia dell’Amministrazione Gullo. Nessuno può chiamarsi fuori: né Gullo, né chi aveva il compito di intervenire.
*Consiglieri Comunali
LA REPLICA DEL SINDACO
di Riccardo Gullo*
Bilancio 2026/2028: nessun dissesto, nessuna catastrofe ma il solito problema dell’idrico, aggravato dal passaggio della gestione del depuratore dalla Regione al Comune.
In relazione alle notizie allarmistiche diffuse da alcuni consiglieri sul bilancio 2026/2028 bisogna precisare come stanno realmente le cose su una questione che si ripresenta ogni anno e che si presenterà negli anni a venire finché non si arriverà alla gestione e tariffa unica nel Settore dell’Idrico da parte dell’ATI, che continua ed essere commissariata.
La bozza di bilancio 2026/2028 è stata depositata dal Responsabile Finanziario con previsioni in pareggio tranne che per il Piano Economico Finanziario dell’Idrico che presenta un deficit per via dei costi dovuti alla gestione del depuratore che superano le entrate e che, quindi, vanno coperti con ulteriori risorse.
La questione dell’idrico è annosa e continua a presentare seri problemi in particolare per avere messo in funzione il dissalatore, a suo tempo, senza che fosse completo in tutte le sue componenti, alla quale si è aggiunta la questione del depuratore, la cui gestione provvisoria in capo alla Regione, quest’anno è passata al Comune.
L’Amministrazione sta valutando, anche questa volta, come superare, la questione della copertura dei costi dell’idrico dovuti in buona sostanza al depuratore mentre ha deciso di non applicare nessun aumento a carico degli utenti per il Piano Economico Finanziario dei Rifiuti, in quanto intende coprire i maggiori costi con i proventi della Tassa di Sbarco.
Niente di nuovo, quindi, se non i soliti problemi che ogni anno si presentano per l’idrico e R.S.U. – la cui produzione quest’anno è aumentata del 15% a giugno e del 20% a luglio -, entrambi sottoposte alla regola del pareggio tra entrate ed uscite, con un dissalatore mai completato, un depuratore consegnato in gestione al Comune che ha vanificato gli sforzi dell’Amministrazione di portare a pareggio l’idrico e con un piano dei Rifiuti ereditato e che in occasione del prossimo affidamento del servizio sarà adeguato.
*Sindaco
LA CONTRO REPLICA DI ORTO E COMPANY
GULLO DICE CHE È “IL SOLITO PROBLEMA DELL’IDRICO”. NO, SINDACO: È IL PROBLEMA DELLE SCELTE CHE AVETE FATTO SUI CONTI DEL COMUNE
La replica del sindaco Gullo conferma una cosa fondamentale: lo squilibrio c’è.
Il sindaco non smentisce i numeri, non smentisce la segnalazione del dirigente finanziario e non smentisce che già a giugno fosse stato predisposto un bilancio con parere tecnico-contabile non fa2vorevole.
Cerca semplicemente di raccontare che si tratta del “solito problema dell’idrico”.
Ma proprio qui sta il punto.
Non è un problema che scopriamo oggi. Noi lo avevamo denunciato un anno fa.
Durante l’approvazione del PEF idrico 2025/2027 e successivamente durante la discussione sul bilancio avevamo detto chiaramente che non prevedere le risorse necessarie per il depuratore avrebbe prodotto uno squilibrio negli anni successivi.
Lo avevamo detto allora.
È esattamente quello che è successo oggi.
E quindi il sindaco dovrebbe smetterla di presentare questa situazione come un fulmine caduto dal cielo o come una conseguenza imprevedibile del passaggio della gestione del depuratore dalla Regione al Comune.
Perché il costo del depuratore non è nato con il passaggio della gestione.
Anche prima, quando il depuratore era gestito direttamente dalla Regione, il Comune doveva sostenere quelle spese e le precedenti amministrazioni stanziavano annualmente in bilancio le somme necessarie per far fronte a quei costi.
Con il passaggio della gestione al Comune sarebbe cambiato il soggetto che materialmente avrebbe gestito quelle risorse.
Non sarebbe certamente scomparso il costo.
E invece cosa è successo?
L’Amministrazione Gullo ha scelto di non mantenere quelle somme nelle previsioni di bilancio, nel tentativo di far quadrare i conti, e ha intrapreso una serie di ricorsi nei confronti della Regione.
Ricorsi che, per quanto da noi già evidenziato, non hanno prodotto il risultato sperato.
E oggi il conto arriva.
Non è il depuratore ad essere comparso improvvisamente. È la copertura finanziaria che è scomparsa dai bilanci.
Ma c’è un altro dato che il sindaco stesso mette nero su bianco e sul quale sarebbe bene fare chiarezza.
Gullo sostiene che la produzione dei rifiuti sia aumentata del 15% a giugno e del 20% a luglio.
Bene.
Ma ai cittadini bisogna ricordare che l’anno scorso la TARI è già aumentata di circa il 40%.
E oggi ci ritroviamo nuovamente davanti a uno squilibrio sul servizio rifiuti quantificato dagli uffici in circa 244 mila euro.
Allora una domanda sorge spontanea:
dopo un aumento della TARI del 40% imposto ai cittadini appena un anno fa, cosa voleva fare ancora il sindaco? Aumentarla nuovamente?
Perché se l’Amministrazione sostiene che il problema è l’aumento della produzione dei rifiuti, bisogna anche spiegare come sia possibile che, dopo un aumento tariffario così pesante, il servizio presenti ancora uno squilibrio di questa entità.
I cittadini di Lipari hanno già pagato.
E hanno pagato tanto.
Non possono essere sempre loro a dover mettere mano al portafoglio ogni volta che i conti non tornano.
Il sindaco oggi dice che non intende aumentare ulteriormente il PEF dei rifiuti e che vuole utilizzare i proventi della Tassa di Sbarco per coprire i maggiori costi.
Vedremo gli atti e vedremo i numeri.
Ma una cosa è certa:
dopo il +40% della TARI dello scorso anno, sarebbe stato semplicemente vergognoso chiedere ancora sacrifici alle famiglie e alle imprese di Lipari.
E allora, prima di parlare di aumenti della produzione dei rifiuti, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini dove sono finiti gli effetti dell’aumento tariffario già imposto e perché oggi ci troviamo nuovamente a parlare di squilibrio.
Il sindaco continua a parlare di problemi “ereditati”, come se lui fosse arrivato ieri al Comune.
Sono passati più di quattro anni.
È davvero curioso che, quando una precedente amministrazione lasciava un problema, secondo Gullo quella amministrazione avrebbe dovuto risolverlo; mentre quando i problemi si manifestano dopo quattro anni della sua gestione, diventano ancora una volta problemi ereditati.
E allora una domanda è inevitabile:
che cosa avete risolto in questi quattro anni?
Perché il dissalatore è un problema ereditato.
Il depuratore è un problema ereditato.
L’idrico è un problema ereditato.
I rifiuti sono un problema ereditato.
Ma dopo più di quattro anni, se sono ancora tutti lì, forse è arrivato il momento di smettere di parlare esclusivamente di eredità e cominciare a parlare di responsabilità amministrative e di scelte compiute da chi governa oggi.
E soprattutto non si può liquidare tutto dicendo che “non c’è nessuna catastrofe”.
Nessuno ha detto che oggi il Comune sia formalmente in dissesto.
Abbiamo detto una cosa diversa: che la situazione descritta dagli uffici è talmente grave da portare il Comune a dover affrontare formalmente uno squilibrio finanziario e un percorso di riequilibrio.
E questo non lo dice l’opposizione.
Lo dice il Ragioniere Generale.
Il sindaco può continuare a chiamarlo “il solito problema dell’idrico”.
I cittadini, però, hanno il diritto di sapere perché il solito problema dell’idrico oggi si traduca in oltre 1,2 milioni di euro di squilibrio e perché una criticità che l’opposizione aveva già denunciato un anno fa non sia stata affrontata allora.
Noi non abbiamo la sfera di cristallo.
Avevamo semplicemente letto i numeri e fatto il nostro dovere.
Ci accusarono di ostruzionismo.
Oggi quei dubbi sono diventati una segnalazione formale di squilibrio finanziario.
Ecco perché la nostra posizione è molto semplice:
non servono altri comunicati del sindaco per spiegare perché il problema esiste.
Servono risposte su come intendete risolverlo.
Dove sono le risorse?
Quali economie intendete fare?
Quali entrate intendete recuperare?
Quali spese intendete ridurre?
E soprattutto: chi pagherà il conto delle scelte fatte in questi anni?
Perché i problemi possono essere ereditati.
Gli squilibri, però, si aggravano o si risolvono anche in funzione delle scelte di chi amministra.
E oggi gli atti ci dicono che il problema non è affatto risolto.
Anzi.
È arrivato fino al bilancio del Comune.
Adesso il sindaco venga in Consiglio comunale e lo spieghi ai cittadini.
Senza slogan. Senza alibi. Senza dare ancora una volta la colpa a chi c’era prima.
I CONSIGLIERI COMUNALI Gaetano Orto Lucy Iacono Adolfo Sabatini Cristina Dante Raffaele Rifici Portelli Angelo Giorgia Santamaria
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