Da Torino in linea Daniele Sequenzia. 'Francesco Crispi'
di Daniele Sequenzia
Caro Direttore,
chi era Francesco Crispi (Ribera, Agrigento, 1818-Napoli 1901) ?
Francesco Crispi, la sua è una famiglia di origini albanesi, fin da piccolo manifesta un forte interesse per una Sicilia libera dai Borboni. Vuole essere , si sente “ patriota siciliano “, rivoluzionario, di spirito mazziniano, da sempre antimonarchico e anticlericale .
Per tanti anni, anela , si batte, viaggia, scrive, cerca sostegno, soggiorna a lungo a Berlino, a Londra e a Parigi sempre per l’indipendenza della Sicilia e dell’Italia intera.
È opportuno ricordare che nel 1816,due anni prima della nascita di Francesco, Ferdinando di Borbone II riunisce sotto un’unica corona, il Regno delle Due Sicilie, i suoi domini fino ad allora distinti tra “quello al di qua del faro” con capitale Napoli e quello “al di là del faro” con capitale Palermo e pone fine ad una sparuta autonomia della Sicilia. Questo gesto cominciò a far serpeggiare tra il popolo, quale che fosse l'estrazione sociale, un desiderio di indipendenza che negli anni successivi diventerà lotta aperta nei confronti del sovrano di Napoli , e proprio dalla Sicilia, grazie a Garibaldi, prenderanno le mosse che determineranno la caduta dei Borboni di Napoli.
Mi sembra utile segnalare ai Lettori del Notiziario : «Francesco Crispi: Fare gli Italiani», un importante documentario messo in onda dalla Rai TV , splendidamente ideato dallo storico Giordano Bruno Guerri, che mi ha fortemente affascinato.
Crispi, figura di spicco del Risorgimento italiano, fu uno degli organizzatori della " Rivoluzione siciliana " del 1848.
Il primo siciliano ad essere nominato Primo Ministro dai Savoia. Un grande patriota.
Senza Crispi, senza il suo forte impegno politico, l'impresa dei Mille guidati da Garibaldi non sarebbe mai esistita.
Il suo ideale: far nascere una Sicilia unita ad un'Italia federale. Ciò gli procurò molti nemici, feroci critiche , accuse, anche da vari componenti dei comitati rivoluzionari, che chiedevano una Sicilia completamente, a sé stante, indipendente.
Nello stesso tempo Crispi accusò il governo siciliano di negligenza e di voler sabotare i suoi sforzi per una Sicilia libera.
Fatta l'unità d'Italia, con la dissoluzione dello Stato Pontificio, la situazione politica muta, cominciarono a manifestarsi dannosi compromessi personali, crebbe il clientelismo e la distribuzione di favori piuttosto che lo sviluppo di programmi politici coerenti ed innovativi.
Francesco Crispi fu accusato di prediligere lo "status quo", fu paladino del centralismo illiberale di Casa Savoia, contraddicendo i suoi ideali giovanili, rispetto ai precedenti programmi " di ampia autonomia e di progresso ", con la formazione di una " coscienza nazionale" che dava vita ad uno stato democratico.
L’avvincente volume "Garibaldi" di Francesco Crispi ci immerge con una tensione appassionata in un periodo storico pieno di incoerenze, ma in cui si riscopre la forte carica ideale e i valori che hanno animato la lotta sanguinosa di tanti patrioti, per raggiungere l'unità d'Italia. Si tratta di una lettura che stimola il Lettore a comprendere le proprie radici storiche.
Con raro senso dello Stato, ma anche in forte contraddizione, Crispi affronta anni difficili, molti lo contestano, nel tempestoso decennio di contrapposizioni ideologiche tra Monarchia e Repubblica. Uomo di legge, discusso, molto controverso, sue sono le prime riforme democratiche con l’allargamento della base elettorale , altrettanto nel campo giudiziario con l'abolizione della pena di morte.