Femminicidio
di Alfio Ziino
Regnando su Napoli e Sicilia Ferdinando IV di Borbone, intorno alla metà del 1700 si svolse in quel di Napoli una vasta sollevazione popolare. Tumultuando i cittadini conversero sotto il Palazzo Reale al grido "vogliamo la Costituzione, la Costituzione!l. Re Ferdinando IV, da solo, si affacciò al balcone ed a gesti chiese ed ottenne silenzio. Volete voi la Costituzione ebbe a chiedere, ricevendo per tutta risposta sì, si', vogliamo la Costituzione! Ottenuto nuovamente silenzio, giratosi leggermente sul fianco destro, con il braccio fece cenno all'interno di venir fuori. Apparve così la Duchessa Maria Cristina D'Asburgo, la Regina, e Ferdinando IV, a gran voce, ecco a Voi la Costituzione! Il popolo plaudì e pacificamente si disperse.
Ecco a Voi il femminicidio! Più o meno la Duchessa. Un omicidio è un omicidio quale che ne sia la ragione, e la legge, considerandolo sempre tale anche nelle varie ipotesi di non punibilità prevede a corollario attenuanti ed aggravanti. Dai lavori parlamentari, in breve riassumendo, si deduce che il reato di femminicidio è stato istituito sostanzialmente per i sottostanti motivi di malinteso possesso, per odio di genere, per intolleranza e simili.
E mi chiedo allora perchè mai non è etichettato anche il reato di parricidio o di matricidio o di fratricidio o di infanticidio o di feticidio, e perchè mai per questi non venga prevista la pena dell'ergastolo riservata solo al femminicidio.
Non voterò per il Generale Vannacci, a mio avviso uomo rispettabilissimo e di valore, ma di certo, quanto all'abolizione del reato di femminicidio, ha il mio sia pur irrilevante consenso.