Da Roma Ciro Maddaloni. I soldati russi al fronte eliminati dai droni ucraini
I soldati russi al fronte eliminati dai droni ucraini
di Ciro Maddaloni*
Molti analisti si domandano come possa la Russia continuare a perdere una media di oltre mille soldati al giorno e reclutare comunque nuove persone disposte a recarsi al fronte.
Si calcola che nel mese di luglio 2026 le difese ucraine abbiano eliminato o ferito gravemente 42.860 militari russi. La maggior parte dei soldati russi, costretti dai propri comandanti ad avanzare, non incontra mai alcun soldato ucraino: vengono eliminati dai droni mentre si avvicinano alla linea del fronte.
L’ISW The Institute for the Study of War e l’intelligence britannica calcolano che in quattro anni e mezzo di guerra la Russia abbia subito la perdita di oltre 500 mila persone, oltre a centinaia di migliaia di feriti. Si calcola che gli ucraini abbiano perduto tra i 150 e i 200 mila militari.
Gli sforzi di reclutamento della Russia non riescono più a fornire abbastanza nuove leve per compensare le perdite al fronte, nonostante la costante “mobilitazione occulta” in corso da settembre 2022.
In queste settimane, l’attenzione è tutta concentrata sulle prossime elezioni parlamentari che si terranno in Russia il 18-20 settembre 2026. Per quella data, Putin ha bisogno di poter rivendicare la legittimità di continuare la guerra. Non potendo mostrare alcun risultato evidente, il regime sarà molto probabilmente costretto a falsificare i risultati elettorali per poter andare avanti e giocare l’ultima carta rimasta in mano al Cremlino: lanciare la mobilitazione di massa in Russia, cosa che i generali di Putin chiedono da tempo.
I vertici militari affermano che, senza la mobilitazione generale, non riescono a conseguire i risultati voluti da Putin a causa della mancanza di personale.
In Russia stanno spuntando ovunque migliaia di annunci di reclutamento per posti vacanti di “specialisti della mobilitazione”, a conferma del fatto che Putin ha bisogno di reclutare altri uomini da inviare con urgenza al fronte per non subire una controffensiva ucraina.
È di queste settimane la notizia che la Russia sta conducendo una “prova di mobilitazione” nella regione di Penza per testare la risposta della popolazione: se non ci saranno problemi di rilievo, la pratica sarà estesa anche ad altre regioni.
Vista la penuria di personale, ormai non si fanno più distinzioni di sesso e anche alle donne viene richiesto di presentarsi ai centri di reclutamento locali. Ciò riguarda alcune professioni considerate dal regime “non produttive”, come giornalisti, editori e redattori. In un periodo come quello che sta attraversando il regime russo, non c’è bisogno di cultura, ma di persone da sacrificare sul fronte ucraino.
Mentre il governo russo intensifica il suo brutale programma di mobilitazione forzata, le mogli e le madri degli uomini scomparsi dalle strade di Penza, e trattenuti per giorni fino a quando non hanno accettato di firmare contratti militari, tentano di fermare gli autobus che li trasportano verso le strutture di addestramento. Ci sono diversi video su YouTube che documentano queste scene. Nella città di Penza, in particolare, c’è stato un tentativo di rivolta contro il nuovo programma di coscrizione forzata voluto dal governo. I militari inviati a reclutare personale sono stati cacciati da uno zuccherificio che avevano tentato di assediare per costringere i lavoratori a salire sui pullman diretti ai centri di reclutamento forzato.
Tutto questo perché Putin non ha alcuna intenzione di fermarsi. Vuole continuare la sua folle guerra sacrificando altri uomini e risorse sul fronte ucraino, perché non riesce a capire e ad accettare che la Russia la guerra l’ha perduta già quattro anni fa. La Russia ha fatto ipotesi errate all’inizio della guerra (allora preconizzavano che le truppe di Mosca sarebbero ad occupare Kyiv in pochi giorni!) e ora ne sta pagando le conseguenze.
È entrata in Ucraina partendo dal presupposto che l’esercito ucraino fosse un avversario alla pari, soldato per soldato, e che quindi la propria superiorità numerica le avrebbe fatto vincere facilmente la guerra.
Nella fase iniziale del conflitto l’esercito russo era composto da personale professionale e militari di carriera, ma questo personale si è esaurito velocemente. La realtà attuale è che i russi inviano al fronte personale impreparato ad affrontare la prima linea. Non hanno né il tempo né la capacità di addestrare adeguatamente i soldati. Anche per questa ragione si registra negli ultimi mesi un numero così alto di caduti lungo la linea del fronte.
L’esercito ucraino ha fatto di necessità virtù: ha investito sui droni e sui sistemi autonomi che sono in grado di colpire a distanza gli invasori senza esporre il personale che li manovra. L’Ucraina è riuscita a respingere i tentativi di avanzamento adottando una classica strategia di difesa in profondità: ha ceduto porzioni di territorio per guadagnare tempo. Questo ha permesso agli ucraini di eliminare le truppe d'élite russe che si erano spinte in avanti e di infliggere alla Russia perdite enormi di materiali e personale. Non è stato facile neanche per gli ucraini, ma combattere in difesa ha permesso loro di limitare il numero di vittime.
Ai russi resta la sola opzione di bombardare i condomini, le scuole e gli ospedali delle città ucraine, ma questo non serve a piegare la resistenza ucraina, anzi...
Per queste ragioni, invece di soggiogare l’Ucraina, Putin ha finito per distruggere la Federazione Russa, cercando di vincere una guerra che si è rivelata essere al di fuori della sua portata. (GD)
*Esperto di e-Government internazionale