Da Roma in linea Ciro Maddaloni. La debolezza degli avvertimenti statunitensi

di Ciro Maddaloni*

Gli Stati Uniti sono sbalorditi dal massiccio attacco russo contro l'Ucraina, avvenuto immediatamente dopo la visita a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe. A Washington, così come a Varsavia, cresce l'apprensione per l'inefficacia degli sforzi statunitensi volti a dissuadere il Cremlino da un'ulteriore escalation, come riferisce Onet.pl, il principale portale d'informazione online polacco.
Secondo fonti del governo di Varsavia, durante il suo viaggio a Mosca il direttore della CIA ha messo in guardia la Russia dall'attaccare i Paesi della NATO e ha invocato l'apertura di colloqui di pace. Ciononostante, Putin ha scaricato la propria frustrazione sul popolo ucraino, sfruttando il fatto che il Paese non fa ancora parte dell'Alleanza Atlantica. Analogamente, i due inviati speciali di Trump (Witkoff e Kushner) non sono riusciti a ottenere alcun risultato concreto dalla loro recente visita al Cremlino.
La situazione solleva forti dubbi in Polonia circa la reale efficacia deterrente dell'azione diplomatica statunitense. Ad alimentare le inquietudini contribuiscono anche le dichiarazioni contraddittorie di Trump, il quale oscilla tra l'elogio dell'Ucraina e la sua colpevolizzazione per l'aumento dei prezzi del carburante, causato (secondo le sue affermazioni) dagli attacchi di Kyiv contro le raffinerie russe. Nota: gli USA non importano né petrolio, né prodotti raffinati dalla Russia.
Nel frattempo, è programmato un incontro a Washington tra il ministro della Difesa polacco, Władysław Kosiniak-Kamysz e Pete Hegseth, per discutere delle commesse militari e dell'eventuale realizzazione di una base statunitense permanente sul suolo polacco. La Polonia osserva con estrema attenzione quanto accade al Pentagono, dove si susseguono le dimissioni e i licenziamenti di generali di alto livello da parte di Hegseth.
A Varsavia è forte il timore che la Russia possa tentare azioni di sabotaggio contro le infrastrutture energetiche, o impiegare equipaggiamenti recanti false insegne ucraine per compiere attacchi sotto "falsa bandiera" contro i Paesi del fianco orientale della NATO.
Le incursioni russe nelle zone di confine mirano a paralizzare il traffico ai valichi di frontiera e a ostacolare il flusso di aiuti da parte degli alleati verso Kyiv. Poiché il Cremlino percepisce l'assenza di una risposta forte, dissuasiva, continuerà a fare leva sulla propria forza bruta.
Come riportato dal “Washington Post”, a Mosca gli avvertimenti statunitensi portati da Ratcliffe sono stati interpretati come un “segno di debolezza occidentale”, spingendo la Russia ad aumentare la pressione sull'Ucraina. Questa strategia, tuttavia, non ha scalfito la determinazione della resistenza: secondo l'agenzia di stampa RBC-Ucraina, “quasi l'80% della popolazione sostiene la prosecuzione della lotta contro l'invasore anche durante la stagione invernale”.
Il generale David Petraeus, già alla guida della CIA, ha ribadito che “l'Ucraina deve resistere a tutto ciò che la Russia le sta scagliando contro e i Paesi occidentali devono aiutarla in ogni modo possibile”. Secondo Petraeus, “l'Ucraina sta combattendo la guerra al posto della NATO”, poiché la Russia rappresenta un nemico comune per l'intero blocco occidentale. Ha poi aggiunto con tono ironico che: “l'unica ragione per cui la NATO ha ritrovato slancio è proprio grazie a Putin che voleva rendere di nuovo grande la Russia e ha finito per rendere di nuovo grande la NATO”.
Petraeus si dice convinto che Mosca non raggiungerà i propri obiettivi strategici: “gli ucraini stanno smantellando meticolosamente l'architettura di difesa aerea e antimissile balistico russa; stanno letteralmente ridefinendo il futuro della guerra e mantengono l'iniziativa strategica in questa fase del conflitto”.
Contrariamente alle affermazioni di Putin, che dichiara continui progressi al fronte, il generale americano sostiene che la realtà sia ben diversa e che “i comandanti russi continuano a mentire al proprio presidente sui risultati ottenuti in Ucraina”.
A conferma di questo quadro, l'Institute for the Study of War (ISW) ha più volte dimostrato come le dichiarazioni del generale Gerasimov circa le presunte conquiste territoriali russe vadano ben oltre l'esagerazione, configurandosi come vere e proprie falsificazioni.
La distruzione sistematica della logistica russa da parte delle forze armate ucraine prefigura così uno scenario estremamente complesso per le truppe di Mosca in vista dell'autunno e dell'inverno.
Infine, Petraeus sollecita gli Stati Uniti e gli alleati NATO ad avviare quanto prima una revisione radicale dei propri apparati militari. Ciò si rende necessario per tenere il passo con le esigenze della guerra moderna e con l'incredibile rapidità dell'evoluzione tecnologica osservata sul campo in Ucraina. Avendo visitato personalmente sia Kyiv sia le prime linee del fronte, il generale ha potuto confrontarsi direttamente con i comandanti ucraini, dedicando particolare attenzione all'impiego operativo delle intelligenze artificiali e dei sistemi d'arma autonomi.
E su queste esperienze deve essere ridisegnato l'impianto di difesa occidentale. (GD)
*Esperto di e-Government internazionale



 


 

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italia/mondo

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