Da Fabriano Mauro Alvisi. I bambini devono essere protetti da vivi

Un Nobel agli eroi della pace vivi

di Mauro Alvisi*

No ai bambini premio Nobel alla Memoria si agli eroi della pace vivi

Mi oppongo con fermezza a questa campagna che vorrebbe trasformare i bambini morti sotto le bombe in Premi Nobel per la Pace alla memoria.

Non per cinismo, ma per una ragione morale e logica elementare.

I bambini non hanno coscienza politica, non hanno consapevolezza, non hanno colpa. Sono vittime inconsapevoli e innocenti di scelte scellerate compiute da adulti. Morire sotto una bomba non è un atto di pace, è l'esito brutale di una guerra decisa da altri.

Cosa stiamo commemorando? Non un'azione, non una scelta, non un sacrificio consapevole per la pace. Stiamo commemorando la morte di innocenti. Assegnare un Nobel alla memoria in questo caso è moralmente inconcepibile: non onora i bambini, usa la loro morte come simbolo.

E c'è un secondo problema, logico-formale: se si istituzionalizza il premio ai bambini morti, si rischia paradossalmente di normalizzare e quasi incentivare la narrazione della loro morte come valore. È una follia pura. Il messaggio non deve essere "siete preziosi da morti", ma "dovete essere protetti da vivi".

Il Premio Nobel per la Pace ha un senso se premia chi lotta, chi costruisce, chi rischia in prima persona per fermare le armi.

Diamolo agli eroi della pace che esistono: ai medici che operano sotto le bombe, ai negoziatori che aprono corridoi umanitari, agli educatori che tengono insieme le comunità, ai giornalisti, ai volontari, agli attivisti che mettono a repentaglio la propria vita per salvarne altre.

I bambini non hanno bisogno di un premio postumo. Hanno bisogno di adulti che impediscano che muoiano.

Per questo dico no a questa campagna.

**PhD in Scienze Diplomatiche e Geopolitica Internazionale. Accademico Pontificio. Pro Rettore dell'Ateneo Internazionale HEPG di Ginevra. Diplomatico e Political Advisor per la Pace e i Diritti Umani

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Titolo dell'appuntamento: “Umanoici o Transumani? Morte e resurrezione dell'uomo”

Protagonisti Mauro Alvisi e Raffaele Mortelliti, autori de L'Umanoico e Scongiurare l'Abisso, già insignito della Targa Toscana del Premio Magna Grecia 2026.

Al centro, un allarme che oggi divide il mondo: c'è chi annuncia che entro sei mesi, un anno, un'intelligenza artificiale fuori controllo potrà mettere sotto scacco l'intera rete e con essa l'umanità. Un allarmismo virale, a cui altri scienziati rispondono denunciando una psicosi sconsiderata.

In questo scontro di narrazioni, Alvisi e Mortelliti portano un terzo paradigma: l'"Umanoico"

Non siamo condannati a essere oggetti della tecnologia, controllati e resi schiavi da essa. Possiamo tornare a essere soggetti agenti, capaci di governarla. Umanoico significa questo: integrare il linguaggio della macchina senza farsi integrare da essa, usare l'AI restando umani.

Dall'altra parte, il Transumanesimo: la trasformazione progressiva dell'essere umano non solo in un linguaggio ibrido con la macchina, ma in un corpo ibrido, dove protesi, chip e interfacce diventano parte della nostra stessa struttura biologica.

È la frontiera drammatica che sta spostando l'asse del mondo. Saremo ancora uomini o già altro?

A queste domande, Alvisi e Mortelliti daranno risposte concrete, filosofiche e politiche, davanti agli studenti al mattino e ai cittadini la sera.

Un appuntamento da non mancare.

Per informazioni e contatti  3930303939
#inprimopiano

Categoria
italia/mondo

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