Rubrica medica a cura del dottor Giovanni Albano 'livelli di LDL'

di Giovanni Albano*

I.R.- Metabolismo – parte quarantasettesima

Nella precedente rubrica abbiamo visto come  il colesterolo LDL nativo non causa accumulo di lipidi nelle arterie, ma solo  le forme di LDL  ossidate, acetilate e glicate  possiedono proprietà pro-aterogeniche.
In particolare, le LDL piccole e dense hanno una maggiore suscettibilità all’ossidazione, correlata s fattori a esterni e abitudini alimentari che comportano una maggiore formazione di radicali ossidanti. ( spiegherò più in avanti cosa sono i radicali liberi)
Diversi studi clinici hanno dimostrato come  i livelli plasmatici di LDL ossidate sono più alti nei pazienti che hanno avuto accidenti  vascolari  importanti quali infarto o ictus, ma non le sole LDL non ossidate.

Le LDL ossidate  essere penetrate nell’intima delle arterie ( cioè dentro il velo che ricopre la parte interna delle arterie), possono invece legarsi ai "recettori ed i  macrofagi locali, ( i macrofagi sono celleule del sistema immunitario)  le inglobano accumulando lipidi e "trasformandosi" in cellule schiumose.

Le cellule schiumose, caratteristiche delle strie lipidiche,  daranno poi origine alla placca aterosclerotica accumulando lipidi, molecole di riparazione dei tessuti, calcio e altre sostanze presenti in circolo.
Dunque solo una frazione del colesterolo cattivo (LDL) è veramente cattivo
RISCHI PER LA SALUTE

Abbiamo detto come  i pazienti con maggiori livelli di LDL ossidato hanno  un rischio più elevato di malattie cardiache , ma da solo questo non basta  a determinare il rischio trombotico, poiché   devono essere messi nella griglia del rischio  sesso, razza, abitudini come il fumo, diabete, ipertensione, obesità, vita sedentaria e ovviamente fattori genetici. 
Dunque le  LDL ossidate svolgono un ruolo primario nell’insorgenza della placca aterosclerotica insieme ad altri fattori quali pressione alta, sovrappeso/obesità, diabete/iperglicemia, stress ossidativo e fumo.

Cosa Fare Esami
I test lipidici tradizionali misurano solamente la quantità di colesterolo LDL (LDL-C).
Tuttavia, è anche possibile valutare la sottofrazione delle LDL a rischio aterogeno, che come spiegato ha un valore predittivo molto più importante della conoscenza della frazione LDL totale.
Il test per le sottofrazioni delle LDL misura la percentuale delle diverse particelle circolanti e permette di stimare la sottofrazione piccola e densa, facilmente ossidabile.

Ricapitolando :Esiste anche la possibilità di ottenere una misura precisa e quantitativa della frazione modificata (ossidata) delle LDL cioè quella  veramente pericolosa.
E’ possibile dunque  eseguire il dosaggio della frazione LDL ossidata (oxLDL) (oxLDL) nei laboratori analisi, ma non si tratta di un esame di routine, bensì di un test specializzato offerto solo da centri attrezzati. Questa analisi valuta la qualità e il potenziale aterogenico del colesterolo, misurando le particelle LDL che hanno subito ossidazione, anche se un eame veramente utile è il test di aggregazione piastrinica.
Nella prossima rubrica verrà trattato un argomento poco conosciuto  ma molto interssante, ovvero gli ormoni che regolano il senso di fame e di sazietà.

*Docente LUTE e Poliambulatorio  Portosalvo Milazzo 090 47444 con navetta gratuita per gli eoliani.

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