Rimini, una città che ho imparato ad amare di Mirella Petrilli

di Mirella Petrilli

Rimini, una città che ho imparato ad amare

Mi chiamo Mariella. Sono nata a Lecce, nel cuore del Salento, terra calda e luminosa, dove il sole ha un calore diverso e la pietra racconta storie antiche.

Poi la vita, a poco più di ventitrè anni, mi ha portata per lavoro a Bologna, dove ho vissuto per ben ventisette anni. E dove ho trovato una città viva, colta, ironica, rispettosa e piena di stimoli, che mi ha accompagnata nella parte più intensa della mia vita adulta. A Bologna ho lavorato, costruito affetti, respirato cultura, imparato il valore della Comunità.

Ma a cinquant’anni si è affacciato inaspettatamente dentro di me un bisogno nuovo. Ho sentito il desiderio di cambiamento, che non era un ritorno al passato, alla mia terra d’origine, ma a qualcosa che mi apparteneva da sempre: IL MARE. Volevo risvegliarmi con l’odore di salsedine, camminare al tramonto a piedi nudi nella sabbia, sentire l’acqua vicina come orizzonte e rifugio.

Così ho chiesto un distacco per lavoro a Rimini, città che conoscevo poco, se non per la sua fama estiva.

All’inizio, lo ammetto, non è stato un colpo di fulmine.

Rimini mi piaceva d’estate, quando la città si anima di turisti, concerti, serate leggere sulla spiaggia, fuochi d’artificio colorati e, anche, per la tendenza dei suoi abitanti ad incontrarsi nei mesi caldi all’aperto, caratteristica forse tipica di chi abita sul mare.

Ma quando a metà Settembre le pensioni familiari iniziavano a chiudere, così come gli ombrelloni nelle spiagge, venivo assalita da una sorta di tristezza.

In Inverno Rimini, almeno ai miei occhi, mi restituiva un volto diverso: il centro storico sembrava spegnersi, mancava un grande Teatro che fosse cuore culturale della città, e l’estetica urbana non mi aggradava del tutto. La città aveva bisogno forse di una visione nuova.

Percepivo dentro di me che Rimini aveva potenzialità enormi ma ancora in parte inespresse e che mancava qualcosa per potermi sentire davvero a casa e decidere di trasferirmi definitivamente.

E poi, qualcosa è successo. Tra il 2001 e il 2011, grazie ad un’amministrazione comunale concreta ed efficiente, la città ha vissuto una vera e propria trasformazione. Un lavoro lento ma profondo, che ha ridisegnato spazi, restituito bellezza, riacceso l’identità culturale di Rimini.

Ogni anno si aggiungeva un tassello, ogni intervento raccontava una nuova idea di futuro.

Nel Gennaio 2018 è tornato a splendere il Cinema Fulgor, legato a Federico Fellini, dopo un accurato restauro: un piccolo ed elegante gioiello che sa emozionare chiunque vi entri.

Il Teatro ottocentesco Amintore Galli, chiuso da decenni in quanto gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale (si ricorda a tal proposito che Rimini fu la città più danneggiata d’Italia a causa dei bombardamenti), è stato finalmente stato restituito ai cittadini nell’Ottobre 2018. Da allora accoglie spettacoli, musica, danza, e una cittadinanza sempre più coinvolta.

Negli anni successivi è stato inaugurato il Parco del Mare, tuttora in trasformazione, che ha comportato la pedonalizzazione di un lungo tratto del lungomare riminese, prima dominato dal traffico, rendendo tale spazio adatto a gradevoli passeggiate nonché allo svolgimento di attività sportive open-air.

Anche l’antico Ponte di Tiberio, di origine romana, nel Borgo antico di pescatori di San Giuliano, è stato pedonalizzato.

Sono stati eliminati i parcheggi intorno al Castello Malatestiano ed è stato ripristinato gradualmente il disegno originario, restituendo dignità ad un luogo storico. La grande vasca d’acqua davanti al Castello, che vuole richiamare l’antico fossato, quando durante alcune serate in particolare in quelle invernali ne viene nebulizzato il getto, crea una finta nebbia attraverso la quale s’intravede il Castello, che può dare la sensazione di vivere in una sorta di sogno felliniano.

Ed ancora, la creazione della Piazza sull’Acqua sotto il Ponte di Tiberio - dove l’ultima lingua di mare crea un’insenatura all’inizio del Parco Marecchia -, un luogo che unisce storia, natura e cultura dove l’acqua, la pietra e la luce convivono, creando uno spazio d’incontro e di bellezza. E che in Estate diventa scenario di eventi ed incontri di natura sia culturale che sportiva.

Oggi Rimini ai miei occhi è bella non solo nei suoi spazi ma anche nella sua anima. Bella non solo da vivere, ma anche da guardare ed ammirare.

Ha saputo conquistare il mio cuore piano piano, non con l’entusiasmo improvviso dell’Estate, ma con la profondità della cura dei suoi spazi. Ed io, che all’inizio mi sentivo estranea, mi sento ora parte di tanta bellezza.

Certo, esistono ancora numerose criticità, primo su tutti il grosso problema dei parcheggi nel centro storico e sul lungomare, che merita attenzione e soluzioni intelligenti, ma spero che anche tali problematiche vengano affrontate dall’attuale e dalle future amministrazioni comunali con uno spirito di visione lungimirante. Non solo per noi abitanti, ma ancor di più per agevolare nei loro spostamenti in tali luoghi alcune categorie fragili, come anziani e disabili,

Scrivo tutto questo con umiltà come cittadina, con la mia visione e il mio personale vissuto, non per giudicare, ma per testimoniare con uno sguardo affettuoso e grato. Perché il grande cambiamento che ho visto con i miei occhi dimostra che una politica locale “a misura d’uomo” può trasformare il volto e l’anima della città.

Oggi Rimini è una città che sento “mia”. E che ogni giorno, in ogni stagione, sa sorprendermi un po' di più.

Perché ha saputo trasformarsi, crescere, accogliere. E perché ogni volta che cammino tra le sue strade o mi siedo a contemplare il mare, mi sento nel posto giusto.

Non posso far altro che concludere con una breve poesia…:

Rimini e… rimani

Questo è il mio umile vissuto

uno sguardo semplice

ma sentito.

Non pretendo verità assolute

solo emozioni

vere e nude.

Ma se anche una sola persona leggendo

ritrova nei miei occhi

qualcosa di vero

allora avrò dato senso sincero

a queste parole

che il cuore sta scrivendo.

Perché una città

non è solo strade e palazzi

ma è ciò che ci suscita

vivendola a piccoli passi.

E Rimini oggi

è quel luogo che accoglie

non solo i miei giorni…

ma anche le mie voglie.

Categoria
cultura

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