'Acqua che avanza' di Mariella Petrilli. Poesia dedicata alle Eolie
‘Mi piange il cuore, Sicilia bedda’
di Mariella Petrilli
'Acqua che avanza'
È venuta dal mare senza bussare,
non con carezze
ma con rabbia amara.
Ha oltrepassato rive e confini,
inghiottendo sogni, strade e giardini.
Le onde, un tempo culla e canto,
ora bussano forte
portando solo pianto.
Case svuotate, memorie affogate,
voci perdute in notti salate.
Le Eolie, custodi di luce e di vento,
si piegano a questo triste nuovo tormento.
Sicilia, regina di fuoco e di sale,
oggi tu tremi
in un abbraccio infernale.
Ma tra macerie e sabbia bagnata,
una speranza resta radicata:
che il mare si plachi
torni amico,
e lasci all’uomo
il suo amato luogo antico.
Una sedia, una porta, un abbraccio,
il profumo del pane
su un tavolo, intatto.
Un tetto che regge, una luce che resta,
un giorno che nasce,
una nuova festa.
Che torni il sole ad asciugare la via,
a sciogliere il sale
di questa agonia.
E la terra, ferita,
ma ancora feconda,
ritrovi la pace, la voce, la sponda.