Racconti sotto il Pino
È stata una serata partecipata e ricca di emozioni quella vissuta domenica 16 agosto a Contrada Pomiciazzo, nella borgata di Lami, dove si è svolta la seconda edizione di “Racconti sotto il Pino”.
Un appuntamento nato per condividere storie, idee e differenti forme espressive che, anche quest’anno, ha saputo richiamare una numerosa presenza della comunità locale, insieme a tanti turisti che hanno scelto di prendere parte a questo particolare momento culturale. Un’affluenza che ha trasformato questo piccolo angolo della borgata di Lami in un luogo d’incontro, di ascolto e di condivisione.
La scelta della location non è stata casuale. Pomiciazzo e il suo grande pino sono infatti legati a uno dei racconti contenuti nel libro “L’immagine del tempo” di Giovanni Saltalamacchia, scrittore, poeta e barbiere liparoto, che nelle pagine della sua opera racconta proprio questo luogo, restituendone immagini, atmosfere e memoria.
È proprio da questa memoria che nasce lo spirito di “Racconti sotto il Pino”: riportare le persone nei luoghi della storia quotidiana dell’isola e farli rivivere attraverso nuove parole, nuove immagini e nuovi racconti.
La seconda edizione ha messo in dialogo fotografia, poesia e musica, tre linguaggi diversi che durante la serata hanno trovato un punto d’incontro nel racconto dell’isola e del suo rapporto con i luoghi, la memoria e l’identità.
Protagoniste sono state le tre mostre fotografiche, la prima curata da Bartolo Cambria racconta la memoria di volti originari e non di Lipari che hanno segnato la storia dell’Isola, affiancata da “I Luoghi dell’Anima” di Giorgio Cosulich de Pecine e “L’Isola che non c’è” di Massimo Russo. Sguardi differenti su Lipari, capaci di condurre il pubblico attraverso paesaggi, luoghi conosciuti e meno conosciuti, emozioni e frammenti di una memoria isolana.
Alle immagini si sono unite le poesie di Davide Cortese, che con le sue parole ha accompagnato il pubblico in un percorso intenso e suggestivo. La musica di Francesco Megna ha completato il racconto, creando insieme alle letture un’atmosfera particolarmente coinvolgente.
Parole e musica hanno regalato momenti di grande emozione, in una serata nella quale il pubblico è stato parte integrante del racconto. Sotto il grande pino, mentre la luce della sera lasciava spazio alla notte, immagini, versi e melodie si sono intrecciati con il paesaggio e con la presenza delle persone.
La numerosa partecipazione della comunità liparota, insieme alla presenza dei tanti visitatori e turisti, ha dato un significato ancora più forte alla manifestazione: dimostrare come anche un piccolo angolo di una borgata possa diventare un luogo capace di accogliere cultura, arte e socialità.
“Racconti sotto il Pino” si conferma così un appuntamento che guarda alla cultura partendo dalla memoria dei luoghi, mettendo in relazione chi l’isola la vive quotidianamente con chi la scopre e la attraversa.
Un filo che parte dai racconti di ieri, passa attraverso le immagini, le poesie e la musica di oggi e continua a costruire nuovi ricordi.
Perché, in fondo, è proprio questo il senso di ritrovarsi sotto un pino: ascoltare un racconto, condividerlo e lasciarne nascere uno nuovo.