Panarea, è deceduto Pietro Catania il 'Nonnino dell'isola'
Il cordoglio per Pietro Catania il "Nonnino di Panarea"
di Gaby Leon-
Arrivederci Caro Pietro
Caro Pietro,
Panarea non sarà più la stessa.
Come ha detto Adam, con te l’isola ha perso uno scoglio — uno di quelli fondamentali.
A Panarea ho avuto la fortuna di conoscere due grandi persone.
Una sei tu, l’altra è Eppe Bagliani.
Non vi paragono — ognuno con la propria luce, con il proprio modo di essere nel mondo.
Eppe, medico, professore, un uomo che ha curato, ascoltato e accompagnato.
Tu, Pietro, costruttore.
Un uomo che ha dato forma all’isola, pietra dopo pietra, casa dopo casa.
Con voi ho condiviso momenti semplici, veri.
Tavole senza pretese, conversazioni sulla vita, sull’umanità, sulle esperienze.
Ricordo le nostre chiacchiere, la naturalezza, il tempo che scorreva senza peso.
Non dimenticherò mai i giri sul retro dell’APE, scendendo da Malopassu
sentendomi come una bambina di cinque anni, libera, felice, leggera.
E so che mi mancherà vederti.
Mi mancherà il tuo APE verde, la mattina presto, dopo il camion della spazzatura,
passare per Drauto, come un segno silenzioso che tutto era al suo posto.
Ora sono lontana da Panarea.
Sono in Corea, in un tempio, in un luogo remoto.
Qui ho appreso della tua partenza
in silenzio, tra montagne e un giardino coltivato con cura,
accanto a una cuoca che lavora la terra e trasforma ciò che cresce in nutrimento.
E da qui, da questo luogo di pace,
ho voluto dedicarti un piccolo rito di commiato.
Ma continuerò a trovarti ovunque.
In ogni giardino, in ogni pietra, in ogni casa che hai costruito.
Nelle curve dei sentieri, nel respiro stesso dell’isola.
Forse Panarea non sarà più la stessa,
ma porterà per sempre la tua impronta.
E immagino che, ovunque tu sia ora,
ci siano amici ad aspettarti
con la stessa semplicità con cui tu hai vissuto.
Grazie, Pietro.
Grazie di cuore, per tutto.