Lipari, presentato al Centro Studi il libro di Samuele Amendola 'Come Educai' di Enza Scalisi
di Enza Scalisi
È stato presentato al Centro Studi il Libro di Samuele Amendola "Come Educai" che propone un pregevole documento: una copia della relazione didattica dell’anno scolastico 1882 del maestro Francesco Amendola Bonanno, relativa alla IV classe elementare della scuola di Lipari.
Ho conosciuto Samuele come mio allievo attento e curioso al liceo di Lipari. Scopro ora il suo ricco curriculum nel campo della
pedagogia.
La sua introduzione al documento evidenzia e valorizza punti cardini di principi pedagogici che anticipano le moderne conquiste delle scienze dell’educazione, fornendoci anche dettagli sulla scuola alle Eolie alla fine dell’800.
Il titolo della relazione del maestro all’ispettore, COME EDUCAI, è già un programma: non istruzione ma educazione nel senso etimologico, "e ducere", non travasare cognizioni ma socraticamente attingere all’interiorità di ciascun individuo.
Vigeva nel periodo in questione la legge Coppino del 1977, che integrava la legge Casati del 1859, rendendo l’istruzione
elementare obbligatoria e gratuita e affidata ai Comuni almeno fino alla terza classe. I suoi effetti nel Sud furono limitati dalle
scarse risorse dei Comuni e da una certa ostilità da parte delle famiglie che necessitavano di braccia per l’agricoltura e la pesca.
A Lipari, come si evince dalla relazione, fu istituita anche la quarta classe, felice privilegio. Inoltre l’Amministrazione comunale aveva istituito il ginnasio, riservato ad una minoranza della popolazione, non obbligatoria e a pagamento, cosa di grande prestigio per l'isola
Una premessa del Maestro che condivido: la dichiarazione di modestia, il “cuore titubante”, sensazione di inadeguatezza
sempre avvertita nella mia carriera, in particolare di fronte a qualche,fortunatamente raro, fallimento.
Quindi emergono nel corso della trattazione i capisaldi che ispirano il lavoro educativo: L'osservazione del territorio come punto di partenza.
L’insegnamento della lingua attraverso la lettura e il linguaggio come riscatto sociale che ricorda don Milani: se uno conosce
2000 parole e un altro 200, il primo dominerà il secondo.
L’insegnamento della coniugazione dei verbi oltre uno studio arido e mnemonico, ma attraverso l’uso e la lettura.
La correzione dell’errore pubblica e collettiva a garanzia di obiettività
L’organicismo della formazione in cui le singole parti concorrono al buon funzionamento del tutto, che sottolinea l'importanza dell'integrazione.
L’educazione del cuore, che anticipa la cura delle emozioni del filosofo Umberto Galimberti, come antidoto alla dilagante violenza giovanile, per cui ritengo inefficaci l'accanimento punitivo e l'abbassamento dell'età perseguibile. Servono piuttosto una scuola che attui tutte le risorse formative e una società che offra ai giovani, in particolare a quelli più fragili, strutture sportive, opportunità culturali centri ricreativi, occasioni di socializzazione, speranza.
L’effetto della relazione, che assurge a trattato di pedagogia, è l’educazione globale di cui la nostra società ha urgente bisogno e che è la bussola per orientarsi nella valanga di informazioni di facile e labile consumo propinate dai media e dall’intelligenza artificiale e che consenta la loro unificazione d’insieme in un orizzonte significativo che diventa visione del mondo, ritorno all’umano.