Lipari, domenica dopo 100 anni ritorna il prezioso Vascelluzzo di Messina PHOTO GALLERY
23 agosto 2026: dopo 100 anni ritorna a Lipari il prezioso Vascelluzzo di Messina.
Don Bartolo Saltalmacchia “Quest’anno la festa di San Bartolomeo sarà arricchita dalla celebrazione di un anniversario assai significativo per le nostre Isole: i cento anni dell’arrivo della Reliquia della Sacra Pelle di San Bartolomeo, oggi custodita nel Vascelluzzo reliquiario”.
Nel gennaio del 1926, Mons. Angelo Paino, Arcivescovo di Messina originario di Santa Marina Salina, aveva ottenuto un frammento di pelle di San Bartolomeo dal Patriarca e dal Capitolo della Cattedrale di Venezia.
Volendo farne dono ai concittadini eoliani e alla Diocesi di Lipari, di cui era stato vescovo, Mons. Paino pensò di portarla sull’Isola in trionfo, inclusa nel Vascelluzzo di Messina, preziosa opera di argenteria messinese della fine del ‘500. La reliquia approdò a Lipari il 22 agosto del 1926, tra l’incontenibile tripudio della folla in attesa, nella baia di Portinente, luogo in cui nel 264 era miracolosamente giunto il corpo di San Bartolomeo.
In quell’occasione Mons. Paino ebbe a dire ai Liparesi: «Dovete avere anche voi il vostro Vascelluzzo: stasera il Vascelluzzo di Messina girerà in processione per le vostre vie e voi lo caricherete d’oro per realizzare un vostro Vascelluzzo»; quindi diede il primo esempio di generosità deponendo un suo anello pastorale. Il nuovo Vascelluzzo, grazie al contributo degli Eoliani residenti e di quelli emigrati, fu inaugurato e benedetto dal Vescovo Mons. Bernardino Salvatore Re il 23 agosto del 1930.
Grazie alla disponibilità della Confraternita di Santa Maria dei Marinai di Messina, per celebrare questo storico centenario, avremo la gioia di accogliere nuovamente a Lipari il Vascelluzzo di Messina, il 23 agosto 2026 alle ore 18 nella Piazza di Marina Corta. Dopo la festosa accoglienza, il Vascelluzzo di Messina, accompagnato dal Clero, dal Seminario di Messina e dalle Confraternite dell’Isola, verrà portato processionalmente in Cattedrale dove saranno celebrati i Primi Vespri della Solennità di San Bartolomeo.
Il 24 agosto il Vascelluzzo di Messina si unità alla tradizionale processione del nostro Santo Patrono, recando la reliquia del Sacro Capello della Vergine custodita a Messina.
Qualche notizia sul Vascelluzzo di Lipari
Il Vascelluzzo di Lipari venne realizzato per custodire la reliquia donata nel 1926 da Mons. Paino da una ditta di oreficeria palermitana, che prese a modello il bassorilievo ostiano dei Principi di Torlonia. Sulla tolda si trova la statua di San Bartolomeo, in oro massiccio, che regge tra le braccia la sua pelle preziosa, simbolo del crudele martirio; sulla poppa vi è un Angelo che ha in mano la palma del martirio e nell’altra la corona della gloria come se volesse deporla sul capo di San Bartolomeo. Un Angelo è al timone e una schiera di altri dieci angeli per parte, artisticamente disposti, sono ai remi e tutti in atteggiamento di gaudio ineffabile. Nel centro sta l’ostensorio d’oro, che racchiude la Reliquia, attorniato da spighe, mentre la grande vela e il piccolo faro di prua assicurano che, sotto la guida del grande condottiero, non si può non andare a porto sicuro.
Tale opera trae motivo uno dei miracoli attribuiti dai Liparesi a San Bartolomeo. Nell’anno 1672 Lipari pativa una lacrimosa carestia. Avendo terminato tutte le risorse presenti sull’Isola e non potendo farne venire dalla Sicilia a motivo delle continue tempeste, i Liparesi si rivolsero a San Bartolomeo con voti e preghiere. Il 12 febbraio, alla vigilia della festa della traslazione delle reliquie del Santo Apostolo, si vide all’orizzonte una grande nave che tentava di dirigersi in Sicilia, ma che per la forza dei venti non poté fare altro che approdare al porto di Lipari: era una tartana francese carica di frumento, il cui capitano si chiamava Bartolomeo Oddoxin. “Il vedere succedere tutto questo la vigilia di San Bartolomeo, loro tutelare, furono circostanze le quali persuasero alla Città essere stato questo un evidente effetto del continuato patrocinio di San Bartolomeo verso la loro Città, onde, comprato tutto quel grano, si rimediò alle communi miserie”(P. Campis, 1694).