Panarea, non solo panorami ma anche rifiuti di Giuseppe Gitto PHOTO GALLERY
Panarea, non solo panorami ma anche rifiuti di Giuseppe Gitto
E l'avvocato scrive al sindaco Gullo...
Egregio Signor Sindaco,
frequento Panarea da oltre quarant’anni.
Ho avuto il privilegio di conoscerla, viverla e apprezzarla nel tempo, assistendo alle sue trasformazioni senza mai perdere l’incanto per un luogo che considero tra i più belli e straordinari del Mediterraneo.
Proprio per questo, quanto mi è toccato vedere quest’anno suscita non soltanto amarezza, ma profonda indignazione.
Panarea non può e non deve essere ridotta nelle condizioni in cui oggi si presenta ai suoi abitanti, ai suoi operatori economici e alle migliaia di ospiti che arrivano da ogni parte del mondo.
Cumuli di spazzatura rimangono per giorni abbandonati a ridosso di ristoranti, alberghi e luoghi di passaggio. In alcuni punti dell’isola l’odore è nauseabondo e diventa, paradossalmente, l’inaccettabile sottofondo della colazione degli ospiti degli alberghi o della cena di chi ha scelto uno dei ristoranti dell’isola.
È questa l’immagine che si vuole offrire di Panarea?
È questo il livello dei servizi che un’Amministrazione comunale ritiene compatibile con una delle destinazioni turistiche più conosciute e prestigiose del Mediterraneo?
La questione appare ancora più difficile da comprendere alla luce delle limitazioni e degli orari di chiusura imposti agli esercizi commerciali.
Agli imprenditori, ai ristoratori, agli albergatori e agli esercenti che lavorano in una stagione brevissima e che contribuiscono ogni giorno a costruire e mantenere l’immagine internazionale di Panarea vengono richiesti sacrifici, limitazioni e il rispetto di regole sempre più stringenti.
È legittimo allora chiedere che, con la stessa puntualità e lo stesso rigore con cui vengono imposti obblighi e divieti agli operatori privati, l’Amministrazione garantisca ciò che compete al pubblico: pulizia, decoro, raccolta efficiente dei rifiuti, organizzazione e servizi adeguati al livello della destinazione.
Panarea, infatti, non è una località turistica qualunque.
È un’isola conosciuta in tutto il mondo, frequentata storicamente da un turismo internazionale, esigente e con elevata capacità di spesa, che ricerca bellezza, tranquillità, esclusività ed efficienza dei servizi.
Questo patrimonio non è inesauribile.
La reputazione di una destinazione si costruisce in decenni, ma può essere compromessa molto più rapidamente. Chi sceglie Panarea e si trova davanti spazzatura, cattivi odori, servizi inadeguati e un sistema che sembra rendere sempre più difficile anche il lavoro degli operatori economici, domani potrebbe semplicemente scegliere un’altra destinazione.
Quale il progetto della Sua Amministrazione per Panarea?
Quale modello turistico intendete perseguire?
Si vuole trasformare progressivamente l’isola in una destinazione di turismo di massa, privilegiando un flusso continuo e indiscriminato di arrivi giornalieri, con imbarcazioni cariche di visitatori che sbarcano per poche ore, inevitabilmente gravando su un territorio piccolissimo e su servizi già insufficienti?
Oppure si vuole preservare e rafforzare quel modello di turismo di qualità, esclusivo e internazionale che per decenni ha fatto di Panarea una destinazione unica, contribuendo alla sua notorietà nel mondo e generando un indotto economico importante per l’intero territorio eoliano?
Le due strade purtroppo non sono compatibili, soprattutto in un’isola tanto piccola, fragile e delicata.
Panarea non ha bisogno di rincorrere i numeri. Ha bisogno di qualità.
Ha bisogno di una gestione dei flussi compatibile con il territorio, di servizi efficienti, di decoro, di tutela ambientale e di una visione capace di salvaguardarne l’identità.
Ha bisogno anche che gli operatori economici vengano considerati interlocutori e protagonisti di questo progetto, e non soltanto destinatari di ordinanze, restrizioni e limitazioni.
Chi frequenta Panarea da molti anni conosce il valore inestimabile di questa isola. Ma proprio per questo non può rimanere in silenzio davanti al suo progressivo degrado.
Non si tratta di pretendere privilegi. Si tratta di pretendere normalità, efficienza e rispetto per un territorio straordinario.
Signor Sindaco, amministrare un luogo come Panarea significa anche assumersi la responsabilità di decidere che cosa dovrà essere fra dieci o vent’anni.
Panarea merita una risposta.
La meritano i suoi residenti.
La meritano gli imprenditori che continuano a investire nell’isola.
La meritano coloro che, come me, la frequentano e la amano da decenni.
E, soprattutto, la merita Panarea stessa.
Con l’auspicio che questa lettera non venga interpretata come una sterile polemica, ma come la richiesta forte e sincera di conoscere quale futuro l’Amministrazione comunale intenda costruire per uno dei luoghi più preziosi delle Eolie.
Cordialità,
Giuseppe Gitto
ALLEGATA LA LETTERA