Le lingue e gli sguardi sul mondo che nel XIII secolo europeo prefigurarono le vie della modernità

Sotto la direzione scientifica del professor Carlo Ruta, storico delle società e delle culture e fautore tra i più motivati in favore dell’interdisciplinarietà negli studi sociali e delle correlazioni tra le scienze, si è tenuto a Ragusa l’ottavo Convegno internazionale promosso dal Laboratorio degli Annali di storia in collaborazione, come di consueto, con ambienti della ricerca scientifica tra i più qualificati. 

Hanno partecipato l’Università degli Studi di Bari, l’Università degli Studi di Genova, l’Università di Siena e l’Unitelma Sapienza Università degli Studi di Roma, oltre che il Laboratorio di Studi Marittimi e Navali «Ferdinand Braudel», collegato istituzionalmente con l’ateneo genovese.

Anche stavolta lo studioso si è mosso lungo le coordinate di un piano storiografico coerente, indirizzando lo scandaglio, come spiega, «sul rapporto, complesso e in misura larga inesplorato tra la formazione delle lingue nazionali d’Europa, che interagì organicamente con l’eruzione delle letterature in volgare, e i sostrati profondi della vita sociale e delle culture materiali». La dimensione focale prescelta, chiarisce il professor Ruta, «è quella del XIII secolo, proposto come punto di svolta di una lunga fase incubativa e formativa nelle aree linguistiche romanze, come sintesi epocale nell’organizzazione degli Studia generalia e come snodo cruciale nell’elaborazione logica e scientifica, che riusciva a progredire in quelle fasi sotto l’egida dell’aristotelismo fisico». Secondo lo studioso «occorre tener conto che le culture materiali, i fenomeni sociali, i fatti linguistici e gli esperimenti letterari hanno una base cognitiva comune e propongono tecnologie, movenze e modelli operativi che non possono mancare di punti di contatto. Ai fini della consapevolezza storica è produttivo allora accorciare le distanze ed esplorare con metodologie idonee le connessioni di quel transito europeo, ambiguo e satura di tensioni che ne fecero la differenza».

Il convegno è stato aperto da un ragionamento storico di Carlo Ruta, che ha avuto per tema: «Il XIII secolo in Europa: sguardo sulla rivoluzione delle lingue, dal sedimento popolare all’esperimento dotto, alle confluenze nazionali. Indagine sulle eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità». Sono seguiti quindi i contributi tematici di un ampio gruppo di studiosi e ricercatori che hanno affrontato una pluralità di problematiche mirate.

La storica Sandra Origone ha argomentato su «Il notaio, professionista della penna, e l’incontro con realtà diverse». La studiosa delle letterature Giuseppa Tamburello si è concentrata su «Un XIII secolo cinese con le sue implicazioni linguistiche e letterarie». L’epistemologo Giuseppe Varnier ha focalizzato la figura di «Dante: un poeta-filosofo e la rinascita della filosofia alla fine del XIII secolo». Mentre il ricercatore medievista Marco Leonardi con un focus su «Il primo confronto con i Novissima tempora della storia. Come le cronache domenicane del tardo XIII secolo hanno presentato un nuovo laboratorio di studio e di analisi della realtà circostante». La storica dell’arte Maristella Trombetta ha riferito su «La lirica d’arte e le culture materiali del Mezzogiorno nel Regnum di Federico II». 

Lo storico Emiliano Beri che si è intrattenuto su «Le lingue e le forme lessicali delle marinerie liguri nei commerci con i paesi d’Oltremare e nella cantieristica navale agli albori dell’età moderna». Il paletnologo Alberto Cazzella ha parlato del «Rapporto tra linguistica e archeologia in relazione al problema dell’Indoeuropeo». Lo storico Antonello Folco Biagini ha discusso di «Lingue dominanti e lingue minori nei processi multiculturali tra età moderna e contemporanea». Il geografo Nunzio Famoso si è soffermato  su «Evoluzione e letteratura gaelica alla svolta del XIII secolo, L’impatto del colonialismo inglese». La sinologa Pamela Kyle Crossley ha relazionato su «Le diramazioni linguistiche dei mondi euroasiatici lungo l’età premoderna».

In margine al convegno, si è tenuta infine una tavola rotonda di riflessioni e contributi aggiuntivi sui temi trattati durante i lavori, ai fini di un ampliamento del dibattito, dopo cui il direttore scientifico ha annunciato l’argomento e la data del 9° Convegno internazionale.

Categoria
cultura

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