Da Milazzo Ettore Resta. Dove sei papà. Puntata 10-Capitolo 19-20
Dove sei papà. Puntata 10-Capitolo 19-20
di Ettore Resta
L'estate era inoltrata e le traversate lungo la costa si ripeterono spesso. Giasillo aveva fatto finta di non aver capito quanto gli era stato detto e tutto sembrava finito in un dimenticatoio. Il caldo afoso e di barche a vela ormeggiate ve ne erano tante, belle, grandi, piccole, mediocri, maestose e belli larghi, forse in attesa di una bava di vento. '' Chissà quanto spazio vi sarà al loro interno! '' Donatella, Doris e Cinzia andando a piedi, si chiesero prima di raggiungere la propria imbarcazione. Le passarono in rassegna commentando le bellezze ed i pregi di ognuna. Soffermandosi, avevano passeggiato a lungo per il porto. L'afa attanagliava ancor più. Il sudore grondava dalla fronte ed il capo velista Giasillo nel continuare a tergersi, sentiva la pelle scottare per l'irritazione. Parecchie imbarcazioni erano in porto da molti giorni, altre erano partite affrontando il viaggio a motore. Erano bianche, azzurre, striate, color legno lasciando sventolare un pochino a poppa le bandiere degli stati d'appartenenza. '' Sembra ci sia un convegno europeo''. La Capitaneria intanto con i suoi marinai continuava nel bel da fare per evitare che ormeggiassero al posto della nave di linea...d'altra parte il comandante di questa si rifiutava di effettuare le manovre a causa del poco spazio. Non poteva mai prevedersi, la nave in manovra indietro scarrocciando avrebbero potuto far loro danno schiacciandone qualcuna. Malgrado le manovre non fossero parecchie, i rischi rimanevano elevati. I proprietari di alcuni panfili gustavano in costume l'ombra dei teli, altri invece con berretto in testa preferivano abbrustolirsi. Ad interrompere quella tranquillità erano le onde prodotte da altri natanti a velocità elevata. ‘’Andiamo anche noi in ferie?'' chiese Donatella mostrando di aver superato improvvisamente la diffidenza dei primi tempi. '' Con la barca?'' ''Certo!'' ''Facciamo il giro delle isole anche noi?'' chiese Cinzia e la stessa fu contemporaneamente ripetuta da Doris. '' Non dovremmo avere problemi, ormai è tutto in ordine '' riprese il capo stupito perplesso. Non immaginava dover sentire una simile proposta proprio da colei che aveva da sempre poco amato il mare e quanto si riferiva ad esso. '' Quando partiamo?'' chiese l'amica. ''Anche adesso se siete pronte.'' '' Adesso? scherzi?'' '' No, dico sul serio! '' '' Ed allora cosa aspettiamo?'' '' Bisognerebbe comperare qualcosa da mangiare '' commentò drasticamente annientando con la realtà quell'espressione di sogno.'' E poi '' continuò '' a parte i vestiti, dovresti, a meno che tu non lo ritenga importante, procurare il necessario. Il costume ed il necessario vuoi portarli?''. Intanto un'altra di quelle barche maestose stava mollando gli ormeggi e prendere il largo. Ad essa stava seguendo un'altra con a poppa una larga bandiera floscia lungo l'asta. Tra il dire ed il decidere non trascorse molto tempo. Tornati a casa, i quattro si riincontrarono con borse e borsette. '' Quanta roba! dove la mettiamo?'' '' A bordo, è il nostro stretto necessario.'' '' Bisogna vedere cosa si intende per necessario.'' ''Le stesse cose come le vedi tu, e poi, non puoi capire, non sei donna!'' '' Soldi ne avete portato?'' '' Non hai detto che siamo tuoi ospiti?'' ''Già'' '' Comunque non preoccuparti, li abbiamo, li abbiamo.'' Mentre le tre esperte provvedevano a salire a bordo, Giasillo crucciato si portò alla più vicina bottega. Al mattino aveva notato che alla barca erano stati spostati gli ormeggi. Non era là ove l'aveva lasciata qualche giorno prima. Quando tornò ''Aiutatemi donne’’ disse alle ospiti che avevano preso comodamente posto nel pozzetto. Sembrava strano come le due stessero filando d'accordo e più strano era nel vederle disinvolte nei confronti dell'imbarcazione...'' Non vorrei che stessero seguendo il consiglio cinese. Se vuoi colpire il tuo nemico fattelo amico, prima o poi arriverà il momento opportuno.'' commentò . Rivolgendosi alle donne aggiunse '' L'acqua lasciatela in coperta, la sistemerò dopo.'' ''Non in cabina?'' ''Come vi viene più comodo.'' Scaricate le vettovaglie, parcheggiata l'auto al sicuro da multe, saltato a bordo:'' Mollate le cime '' disse mentre avviava il motore che non esitò a dare i suoi sussulti. '' L'ancora, issate l'ancora '' ''Quella la tiri tu, noi non ce la facciamo... stiamo noi al timone.'' Avviatosi a prua, fatto un profondo respiro, calzati i guanti di cuoio, iniziò a tirare su la trentina di metri di catena. '' Sarebbe necessario un verricello '' aveva detto più volte a se stesso con la speranza di poterne comperare uno ed installarlo. Tranne la prima parte la catena iniziò a diventare viscida e sporca di fango. Oltre a gocciolare acqua nera, le dita iniziarono a fargli male nell'aggrappare e tirare. '' Discostate le fiancate dalle altre barche, fate attenzione ai gavitelli.. se si incattivano alla pinna siamo fritti.'' Discostata la poppa dalla banchina, la barca si portò lentamente avanti e quando fu libera dalle altre fecero un profondo sospiro. Più catena saliva a bordo, più il viscido era in aumento e con esso alcuni micidiali denti di cane. '' Maledetti molluschi col guscio bucato e quanto mai duro e tagliente.'' I guantoni di pelle, con l'inzupparsi, erano diventati molli lasciandosi penetrare e tagliare dalle maledette conchiglie... Quando l'ancora fu a bordo il velista di casa si ritrovò le dita sanguinanti. Per tirare a bordo quel mucchio di anelli d'acciaio, i reni erano andati a pezzi sommandosi alla stanchezza delle braccia. L'idea di doverlo ripetere ad ogni attracco lo impensierì tanto. '' Avanti tutta'' ordinò da prua ''siamo liberi''. Senza farlo ripetere Doris spinse pian piano la leva dell'acceleratore in avanti lasciando avviare la barca dirigendola verso il fanale posto all'imboccatura del porto.
10 Ustica. Dove sei papa Capitolo 20
Questa volta Doris non provò più la sensazione del nuovo scenario, si sentì decisa, sicura, tanto da paragonarsi ad un nuovo Cristoforo Colombo. Anche Donatella non fu da meno, sedutale accanto stette a controllare che il mare fosse libero da gavitelli o di altro. Cinzia invece, essendo ragazzina, in costume preferì portarsi a prua e sdraiarsi al sole. Le barche apparivano distanti e vederli in andana con le prua in fuori era bello. Il porto con tutte le sue cose si allontanava alla stessa loro velocità e con esso: case, palazzi, turisti, barche e navi petroliere. Quando il fanale verde della testata fu al loro traverso, si sentirono in mare aperto. Un mare piatto privo di sussulti. Le uniche onde esistenti erano quelle piccolissime lasciate dal loro stesso. I gabbiani invece di volare, avevano preferito galleggiare tranquilli sulla scintillante distesa azzurra. Andando loro incontro, questi prevedendo il pericolo si scansarono sollevandosi in volo per poi ripoggiarsi più in la. '' E' da non credere come questo mare sia tanto tranquillo.'' ''Speriamo si mantenga così per tutto il periodo della nostra gita!''. ''Senza vento?'' ''Te ne concedo un pochino!'' sorrise. Appena fuori dal ridosso costiero la brezza iniziò a farsi sentire. Soffiava lentamente verso terra e questo movimento d'aria fece sì da suggerire l'idea di issare le vele. Questa volta a farlo fu la stessa Doris, che arrotolati i rinvii ai tamburi degli argani, ruotando le maniglie energicamente, iniziò ad issarle. Al timone era rimasta Donatella la quale sembrò essere felice per aver ricevuto l'incarico. Quando gli azzurri teli furono issati e cazzati '' Posso spegnere il motore?'' chiese Doris. '' Spegnilo '' suggerì il capo equipaggio rimanendo semisdraiato nel pozzetto a sonnacchiare.. Senza farlo ripetere, tirato con forza la leva posta accanto al sedile, lo fece tacere. Ormai di quella barca conosceva tutto. '' Che silenzio!'' la quiete a bordo fu tanta. Col cessare del rumore cessarono anche le vibrazioni ed a far loro compagnia fu lo sciacquio del lento andare. Postasi a sedere accanto alla timoniera, stettero a discutere sulle tappe da fare, sull'itinerario e sui tempi di percorrenza ma soprattutto sui tempi di permanenza nei porti. Ad un tratto un rumore assordante proveniente da tutte le direzioni, coprì le loro parole. Guardarono intorno, era uno dei motoscafi di mogano che giungeva a tutta velocità verso di loro. ''Che vogliono?'' si chiesero. Il natante lasciando dietro di se una lunga scia schiumeggiante ed alte onde sembrava volesse andare loro addosso. Si preoccuparono, a volerlo scansare era praticamente impossibile, essendo a vela non era veloce e quindi aveva poca possibilità di manovra.. Il vento era talmente debole che non avrebbe favorito l'accostata. La preoccupazione fu ancora più quando la ciurma si convinse che quel bisonte infuriato stava proprio puntando la loro barca. Prontamente Giasillo corse ad avviare il motore ma non vi fù il tempo. Il motoscafo accostato rapidamente a dritta, passò loro quasi a sfiorarli lasciando giungere a bordo una cascata di alte onde schiumose. '' Somaro!'' gli urlò di rabbia mentre l'altro voltatosi salutò agitando il braccio. '' Tenetevi che adesso si balla!'' infatti attimi dopo la barca iniziò a dondolare come al lunaparc. '' Stà tornando indietro, allora cerca proprio noi!'' Questa volta però girò più al largo. Le vele sbattacchiarono ed il boma dondolò insieme a loro. Quando i cavalloni passarono il dondolio si smorzò pian piano. '' O diamo fastidio a qualcuno o ci conosce. '' Stava per presentarsi una realtà strana. La Scolopendra a motore acceso aveva acquistato più velocita . Donatella, in quel trambusto, rimasta silenziosa guardò l'amica e questa ricambiò tacitamente lo sguardo. '' Non spegnere il motore '' proruppe Doris '' così andiamo più alla svelta.'' '' Non ti va andare a vela?'' ''Troppo piano, non arriveremo mai.'' La paura di un ulteriore incontro, l'ansia di arrivare e la ridottissima velocità le avevano scosso i nervi ed ella, essendo di ragazza dinamica, non poteva gradire ciò. Il sussulto del motore, in un primo momento fastidioso, gradatamente era diventato impercettibile. I pescatori della domenica, accompagnati dalla tranquillità e dal silenzio, erano intenti ad immergersi nella loro passione. Con le lenze e le esche trascorrevano ore ed ore magari contemplando, riflettendo, criticando o parlando del più e del meno. Per loro erano momenti straordinari, momenti che sarebbero riusciti a trovare con difficoltà altrove. '' Lascia a me il timone, sarai stanca.'' disse Doris e Donatella lo cedette. '' Mi ero stancata'' esclamò '' Quel motoscafo mi ha messo tanta paura, non sapevo che direzione prendere per scansarlo.'' I due non ridacchiarono, ma non riuscirono a digerire l ' accaduto. Intanto l'ora di masticare qualcosa stava per avvicinarsi. Non avendo però intenzione di preparare un pranzo da re, essendo in ferie avrebbero preparato qualcosa con minor fatica. Essendo in navigazione sarebbe bastato un secondo frettoloso ed una insalata di pomodoro. Giasillo fece più in fretta di quanto sperassero. Riversato il contenuto di una scatoletta di carne ed una di tonno in un piatto, mescolateli insieme risultarono non sufficienti per tutti. '' Le olive, aggiungiamo le olive?'' '' A me non piacciono ' ribadì Donatella '' comunque metile.'' '' I capperi e l'origano ti vanno?'' '' Li scarterò, i capperi non li gradisco tanto.'' '' Ho capito, metterò tutto in un altro piatto.. chi li gradisce li prende.'' Detto ciò iniziò a tirar fuori dalle bocce quanto aveva detto aggiungendo un buon quantitativo di filetti di acciuga perché a Doris piacevano tanto.'' Devono essere veramente la fine del mondo '' esclamò all'odore percependo l'acquolina in bocca. ''Desidero assaggiarle'' replicò lei '' devono essere proprio buone.. anche le olive!'' '' Se me lo chiedi? Anche i capperi?'' '' Conditi con olio ed aceto, prima però lavali con l'acqua dolce.'' Giasillo per non contrastare in lei i suoi stesi gusti non esitò a darsi da fare per ottenere il meglio... avrebbero fatto una scorpacciata...Intanto le ore stavano trascorrendo col sapore di un sogno. L'imbarcazione stava navigando in pieno mare quando Doris sentì di appartenere ancor più al capobarca ed in questo, cercò di non farsi sfuggire tale sensazione. ''Vuoi che ti porti da mangiare al timone o lo lasci.. facciamo a turno.’’ le chiese ''E' già pronto?'' ''Gia! dai tre giri di sagola alla barra bloccandola in centro e dai volta alle castagnole, così non rischiamo di andare fuori rotta.'' '' Niente paura! Ho controllato lo scarroccio, ho visto in quale direzione ha la tendenza di andare.’’ Appena controllato l’angolo, aveva posto e bloccato la barra nel punto di equilibrio. Quando si accertò che la Scolopendra non si discostava dalla rotta, con orgoglio si portò a sedere con gli altri. Cinzia taciturna era un poco annoiata, forse le mancavano le compagne. I due genitori si guardarono. Doris tenne d'occhio Donatella scorgendo in lei una freddezza strana. Quel nuovo suo comportamento doveva mascherare qualcosa. '' Buon appetito'' disse lui. ''Grazie, altrettanto..'' risposero le altre. Doris la guardò, era a capo chino.. in quello gli strizzò l'occhio ed egli, abbassato lo sguardo sorrise. Donatella invece continuò a rimanere gelida, impassibile.. aveva riconosciuto il motoscafista ma preferì non esternare i propri sentimenti. Giasillo fece per avvicinarla ed ella categoricamente lo allontanò. ''Con questo caldo.. ''disse. Tale comportamento fu un punto a favore di Doris, la quale, percepiva e sentiva il desiderio di fare tutto l'opposto... ma non le era possibile, almeno in quel momento.