La cronaca da viaggio di Auguste de Sayve
La cronaca da viaggio di Auguste de Sayve
Auguste de Sayve (1792 + 1854), nasce a Grenoble in Francia da una famiglia aristocratica originaria del Delfinato. Il conte segue le consuetudini del suo tempo e nel clima politico che regna in Francia durante la sua infanzia, riceve un’alta istruzione, tanto che venne così descritto: “Dotato di un’intelligenza rara e di una memoria prodigiosa, era molto versato nelle scienze, nella storia e nella linguistica e coltivava la pittura con un certo successo”, come anche in ambito musicale. Dopo una breve carriera come sottotenente di cavalleria (1812-1814) con la sfortunata campagna di Russia di Napoleone, si dedicò alla composizione e alla letteratura, pubblicando due opere: Voyage en Sicile fait en 1820 et 1821 (1822, in tre volumi) e Souvenirs de Pologne et Scènes militaires de la campagne de 1812 (1833). Le sue partiture, edite in Francia, Germania e Austria, comprendono una ventina di lavori musicali. Il suo viaggio in Sicilia costituisce, indubbiamente, un momento importante nel vasto fermento turistico dell'epoca che ebbe come epicentro l'isola.
Il conte de Sayve approdò a Palermo nel 1820 e quanto alle motivazioni che lo spinsero ebbe a dire che “Nessun paese presenta sì numerose memorie storiche e meraviglie naturali racchiuse in sì piccolo spazio”. Visitò l'intera Sicilia anche a dorso di mulo in lungo e largo nella sua cronaca. Si hanno poche notizie dello scrittore e si è scritto poco su di lui.
Il mio lavoro che presento ai lettori è inerente il suo lungo viaggio compito tra il 1820 e il 1821 ed in particolare, mi soffermo sulla “Rotta da Messina a Palermo”, che ho tradotto dal francese. “Lasciando Messina per Palermo, il primo centro abitato di una certa importanza che si incontra è Milazzo, anticamente Mylae, una città fortificata situata su un promontorio: è molto attiva commercialmente, sebbene il suo porto sia mezzo interrato; la sua popolazione è di circa 6.000 abitanti. Questa città ha pochi punti di interesse; tuttavia, sotto il castello, si nota una grotta piuttosto spaziosa, chiamata, per ragioni ignote, Grotta di Polifemo: vi si allevano animali da allevamento; ma non ha nulla di degno di attenzione.
A Milazzo esiste una sorgente minerale il cui sapore dolce ricorda vagamente il latte. Secondo Amico e Leanti, la zona intorno alla città offre diverse sorgenti che sono completamente asciutte durante l'inverno e abbondanti durante l'estate. Gli abitanti di Milazzo praticano una pesca del tonno dove vengono catturati molti esemplari durante la stagione della pesca. Fanno anche una grande attività commerciale Il commercio della ceramica, in cui eccellono, e la cui eleganza si avvicina a quella degli antichi. Fu al largo di questa città che la prima flotta romana, comandata dal console Duilio, sconfisse quella dei Cartaginesi, e il cui primo tentativo fu una clamorosa vittoria”.
Auguste de Sayve nel suo resoconto accenna anche alle isole Eolie che così descrive: “da Milazzo e da diverse altre località della costa settentrionale della Sicilia, si scopre Lipari. Le isole Lipari, anticamente Eolie; è lì che la leggenda colloca le fucine in cui Vulcano preparava i fulmini per Giove, e le profonde caverne che tenevano i venti incatenati sotto il dominio di Eolo”. Pur tuttavia lo scrittore poliglotta non vi approda precisando che “Avrei tanto desiderato visitare queste isole, che presentano spunti molto interessanti, sia dal punto di vista geologico che archeologico; ma ciò non rientrava nei miei piani di viaggio. Le isole di Lipari sono tutte di origine vulcanica e si sono formate per opera del fuoco in diversi periodi, ma non in tempi antichissimi, poiché una di esse, l'isola di Vulcanello, apparve, secondo la testimonianza degli antichi, solo nell'anno 570 d.C., ovvero 184 anni prima di Cristo.
L'isola di Lipari, propriamente parlando, era famosa sotto il regno di Roma. Romani, attraverso il suo porto, i suoi commerci, le sue terme, ecc., ecc.; ancora oggi rimangono antiche iscrizioni e persino edifici ciclopici”. Infine, dopo aver trascorso una giornata a Milazzo, mi sono diretto a Patti; ma ero meno interessato a vedere questa città che a visitare...i resti dell'antica città di Tindari...I resti...si trovano sulla cima di una collina che domina il mare. Tra queste rovine sono sorte alcune casette contadine, nonché una cappella e un eremo, nel cui cortile si possono ammirare frammenti di architettura e scultura di pregevole fattura...”.
Il viaggio di Auguste de Sayve compiuto nei anni venti del 1800 nella composita realtà siciliana, indubbiamente, fruttò una corposa serie di informazioni e notizie anche sulla forma di governo dell'isola e sulla limitazione delle libertà civili, nonché su interessanti osservazioni mineralogiche e geologiche.