L'Umanità è Musica. Il film Ennio di Tornatore
L'Umanità è Musica. Il film Ennio di Tornatore.
di Leonardo Dini
Ho preso parte come ospite alla proiezione al Parco della Musica di Roma, organizzata dalla Fondazione Morricone del film Ennio di Giuseppe Tornatore, proiezione che segna anche l'incipit delle attività della fondazione presieduta da Walter Veltroni.
Il film Ennio, film documentario narra per immagini la storia e la vicenda umana del geniale compositore italiano uomo abituato a 'thinking the unthinkable', pensare l'inimmaginabile cioè tradurre per immagini i suoni.
Morricone a nostro modo di vedere era un poeta dei suoni, un artigiano della musica, esattamente come Bach e Mozart il complimento migliore che gli si possa fare ma era anche e avendolo conosciuto di persona posso testimoniarlo un filosofo della musica, nel senso più nobile dell’accezione.
Dice Morricone nel film: “La voce umana è il migliore strumento musicale che esiste”. Ed è così la voce è espressione diretta dell’intelligenza umana e dei sentimenti tanto quanto gli strumenti ne sono espressione indiretta, per quanto suonati in modo magistrale.
Il film di Tornatore ripercorre, momento per momento, attimo per attimo, suono per suono, il percorso di Ennio nella musica e nella sonorità, la sua infinita ricerca musicale e sperimentazione.
La sua maestria nel giostrare fra musica alta e musica commerciale tra capolavori del cinema e spaghetti western, tra musica atonale e canzoni di Gino Paoli. E al riguardo il film consente anche di capire, a proposito di impensabile, come dietro una musica di Paoli si celi una armonia tra Bach, la musica sperimentale atonale di Cage e Petrassi e la sonorità epica della musica da film. Come dietro la musica di film come Novecento di Bertolucci si nasconda il timido genio dell’arte di Morricone e la potenza quasi sovrumana della sua musica che trova il suo culmine in brani corali come Here’s to You dedicato agli anarchici Sacco e Vanzetti: un inno universale alla libertà. Ma un musicista capace anche di scrivere e descrivere in modo epico l’amore come nella musica per il film ‘Metti una sera a cena’, con un brano memorabile in tal senso.
La poliedricità del genio proteiforme e realmente neorinascimentale di Morricone sta in questo suo destreggiarsi tra il sublime e il prosaico portando al sublime tanti film e tante canzoni e tante musiche da film, basti citare il ballo di Allonsanfan dei Taviani
E se nel Rinascimento italiano fra ‘400 e ‘500 è mancato un musicista tranne da Palestrina, il genio rinascimentale di Ennio ha integrato questa lacuna storica: il genio di Morricone ben si colloca accanto a quello di Michelangelo, Da Vinci e Raffaello nel portare alto il nome dell’Italia nel mondo e Petrassi e soprattutto Stravinsky possono essere orgogliosi del loro allievo diretto e indiretto Ennio.