Ischia, è morto l’armatore Salvatore Lauro. Era stato anche presidente della Siremar

 Il mare di Ischia oggi è più silenzioso. Si è spento a 75 anni Salvatore Lauro, l’armatore che ha trasformato il Golfo in un’autostrada veloce, l’uomo che ha saputo raccogliere l’eredità pesante di una dinastia per proiettarla nel futuro. Una malattia contro cui lottava da tempo, con la stessa dignità e riservatezza con cui aveva gestito i suoi affari, lo ha portato via, lasciando un vuoto incolmabile tra le banchine del Molo Beverello e le strade della sua isola verde.

Figlio di Agostino Lauro, il pioniere che nel dopoguerra aveva iniziato a unire le isole alla terraferma, Salvatore non si era limitato a gestire un cognome importante. Diplomatosi capitano di lungo corso, aveva preso il timone della Alilauro negli anni Settanta con una visione chiara: la velocità. È stato lui l’uomo degli aliscafi, colui che ha accorciato le distanze tra Napoli, Ischia e Capri, rendendo il mare non più un ostacolo ma un ponte. Sotto la sua presidenza, la holding di famiglia è diventata un colosso, un impero dello shipping che ha saputo diversificarsi senza mai perdere l’odore del salmastro, arrivando a gestire infrastrutture portuali con un piglio manageriale moderno e visionario. Per alcuni anni era stato anche presidente della società Siremar. 

Ma Salvatore Lauro non era solo un uomo di navi. Il richiamo della politica lo aveva portato a Palazzo Madama nel 1996, eletto senatore sotto le insegne di Forza Italia in quella stagione di grande fermento che vide molti imprenditori scendere in campo. Riconfermato nel 2001, portò a Roma la voce del Mezzogiorno e la competenza tecnica sui trasporti, distinguendosi nelle commissioni Lavori Pubblici per la sua capacità di analisi e per la difesa dei territori insulari. Anche quando scelse di lasciare il gruppo azzurro per il Misto, verso la fine della sua seconda legislatura, rimase un punto di riferimento per il dibattito sulle infrastrutture del Sud, prima di tornare stabilmente al comando della sua flotta nel 2006.

Uomo di poche parole e molti fatti, Salvatore ha saputo preparare per tempo il passaggio di testimone, affidando le rotte dell’azienda ai figli Mariaceleste, Mariasole e Agostino, che oggi ne portano avanti l’eredità. La notizia della sua morte ha colpito duramente l’intera comunità isolana e il mondo dell’armamento campano, che perde un capitano coraggioso e un innovatore instancabile. I funerali, che si terranno nella sua amata Ischia, saranno l’ultimo saluto a un uomo che ha passato la vita a guardare l’orizzonte, cercando sempre un modo più veloce per raggiungerlo.(.shipmag.it)

Ai familiari le condoglianze di Gennaro, Salvatore, Bartolino Leone e famiglie

Lo ricordiamo con l'intervista rilasciata al Notiziario

L’intervista del Notiziario al Comandante Salvatore Lauro, l’armatore con le ali
09/11/21 L'intervista del Notiziario al Comandante Salvatore …

Categoria
cronaca

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