Intervista ad Antonello De Pierro, la cultura come motore di libertà e l'impegno per Gaia Zucchi
Intervista ad Antonello De Pierro, la cultura come motore di libertà e l'impegno per Gaia Zucchi
Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro racconta la genesi del sostegno al best-seller "La vicina di Zeffirelli", il legame con l'attrice romana e l'importanza della partecipazione nel progetto di valorizzazione culturale del movimento
In un panorama politico spesso arido di contenuti ideali, Antonello De Pierro continua a tracciare una rotta controcorrente, dove la tutela dei diritti civili cammina di pari passo con la promozione della bellezza e del talento. La serata allo Sporting Club Due Ponti non è stata solo una passerella di volti noti, ma il culmine di un percorso di sostegno iniziato mesi fa, quando il presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro ha intravisto nel racconto di Gaia Zucchi un potente strumento di emancipazione e verità. In questa intervista esclusiva, il giornalista romano svela i retroscena di questo sodalizio artistico, commentando il successo dell’evento e la presenza di ospiti d’eccezione che hanno condiviso con lui questa visione
Presidente De Pierro, partiamo dalle radici. Lei ha creduto nel libro di Gaia Zucchi, "La vicina di Zeffirelli", quando era ancora solo un manoscritto o poco più che un'idea. Cosa ha visto in quelle pagine prima ancora degli editori e del grande pubblico?
"Ho visto l'anima di una donna che non ha paura di mostrarsi nuda nelle sue fragilità e nella sua forza. Conosco Gaia da tempo, ne ho sempre seguito la carriera e la coerenza artistica. Quando mi ha parlato del progetto, ho percepito immediatamente che non si trattava della solita biografia patinata, ma di un atto di ribellanza gentile. In un mondo di popolarità 'usa e getta', Gaia ha scelto la via della verità. Come leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro, ho sentito il dovere morale di sostenere un'opera che celebra la cultura italiana attraverso il ricordo di un gigante come Zeffirelli, visto con gli occhi di una 'guerriera' dei nostri tempi."
C'è un episodio chiave che cita spesso: il vostro incontro al party di Paolo Pazzaglia dopo il periodo buio della pandemia. È stato lì che il Suo sostegno e del movimento è diventato concreto?
"Esattamente. In quella cornice straordinaria, affacciati sulla 'Grande Bellezza' di Roma, il dialogo con Gaia ha toccato corde profonde. Mi parlò del libro con un entusiasmo contagioso. Mi tornò in mente un'intervista che feci a Zeffirelli proprio ai miei esordi; fu un corto circuito emozionale. Decisi in quel momento che l'Italia dei Diritti - De Pierro avrebbe adottato questo libro come simbolo della rinascita culturale post-pandemica. La cultura non è un accessorio, è un diritto fondamentale, e come tale va promosso con azioni concrete."
Lei ha preso una posizione politica molto forte, chiedendo ai suoi consiglieri eletti di promuovere il libro nei vari comuni. Perché questa scelta così capillare?
"Perché la cultura deve essere diffusa, non può restare chiusa nei salotti romani. I nostri consiglieri eletti sono le sentinelle dei territori. Portare la storia di Gaia e il ricordo di Zeffirelli nelle province italiane significa onorare il nostro patrimonio artistico nazionale. È un modo per dire che il movimento Italia dei Diritti - De Pierro non si occupa solo di burocrazia o amministrazione, ma dell'elevazione spirituale e intellettuale dei cittadini."
Passiamo alla serata allo Sporting Club Due Ponti. Un evento di grande successo dove la abbiamo vista accanto a figure di spicco. Tra queste, Elena Russo. Che valore ha avuto la sua presenza?
"Elena Russo è un’amica e un’artista che incarna perfettamente l’eccellenza che vogliamo promuovere. È dotata di una sensibilità rara, unita a una tecnica recitativa impeccabile. Vederla lì, al mio fianco, è stato naturale: condividiamo la stessa visione di un’arte che deve essere sostanza e non solo forma. Elena ha quella capacità tipica dei grandi attori di nobilitare ogni contesto con la sua sola presenza. È stata una testimonianza di quanto il mondo dell'impegno civile e quello del cinema d'autore siano strettamente connessi."
Oltre alla Russo, il parterre era densissimo, dal prefetto Fulvio Rocco a Maria Monsè, Enio Drovandi, Max Parodi. Cosa significa per lei vedere personalità così diverse unite sotto l'egida della cultura e del suo movimento?
"Significa che la strada è quella giusta. Quando riesci a far dialogare le istituzioni, rappresentate da figure come il prefetto Rocco, con il mondo dello spettacolo e della comunicazione, crei un valore aggiunto per la società. È la dimostrazione che il movimento Italia dei Diritti-De Pierro è un catalizzatore di eccellenze. Non siamo lì per la mondanità, ma per creare una rete di protezione e valorizzazione per chi produce bellezza e pensiero."
Lei parla di Gaia Zucchi come di un' "Araba Fenice". In che modo questa metafora si sposa con la missione del suo movimento?
"Gaia è caduta e si è rialzata mille volte, proprio come molti cittadini che noi difendiamo quotidianamente. Il movimento nasce per dare voce a chi è stato calpestato nei propri diritti. La rinascita di Gaia attraverso la scrittura è un messaggio di speranza: dalle ceneri dei sogni infranti si può costruire una realtà ancora più splendente. Sostenere Gaia significa sostenere il coraggio di chi non si arrende. È questo il cuore pulsante dell'Italia dei Diritti."
Presidente, un'ultima domanda. Qual è il prossimo passo per sostenere la cultura?
“Non ci fermiamo. Continueremo a monitorare e sostenere le produzioni che hanno un impatto sociale e culturale reale. Vogliamo che ogni presentazione, ogni evento, diventi un laboratorio di idee. Il libro di Gaia è solo l'inizio di una lunga serie di battaglie culturali che il movimento Italia dei Diritti - De Pierro combatterà con la stessa determinazione con cui affrontiamo le sfide politiche e sociali ogni giorno.”