Il tour di Patrik Brydone al sud tra piatti prelibati e le isole Lipari di Ennio Fiocco
di Ennio Fiocco
“A tour through Sicily and Malta” descrive il viaggio, come accompagnatore del giovane lord William Fullarton, compiuto da Patrik Brydon nel 1770 e si concluse nell’agosto dello stesso anno. L'opera scaturisce come rielaborazione di un carteggio fittizio indirizzato allo scrittore inglese William Beckford di Somerly ed ebbe una notevole diffusione anche nel 1800.
Rimase stupito il Brydone, ad esempio, dalle oltre cento portate di piatti servite nel vescovado di Agrigento, che così descrisse l'evento: “Pranzammo insieme al vescovo...ci alzammo da tavola convinti che gli agrigentini non potevano conoscere la vera arte del banchetto meglio dei loro discendenti, ai quali hanno trasmesso una buona dose delle loro virtù e dei loro vizi di società...A tavola eravamo esattamente in trenta, ma sulla mia parola non credo che i piatti siano stati meno di un centinaio...Erano tutti guarniti con le salse succulente più delicate, che non ci lasciarono alcun dubbio sulla verità del vecchio proverbio romano Siculus coquus et sicula mensa: esso non è meno valido ora che a quei tempi.
Non mancava nulla di ciò che può stimolare, stuzzicare il palato, nulla di quello che si può inventare per creare l’appetito dove non c’è, nonché per soddisfarlo. Durante il convitto furono serviti alcuni dei piatti preferiti dagli epicurei romani... in particolare le murene... se ne può mangiare in maggiore quantità: la carne bianca come la neve, ed è proprio una vera prelibatezza. Ma una ghiottoneria ancor migliore è stata escogitata dal lusso e dalla raffinatezza moderna: si tratta del fegato dei polli, che si è riusciti a fare ingrossare a dismisura, in modo da fargli acquistare un sapore squisito....La frutta venne portata in tavola quasi tutta con la seconda portata, un sistema senz’altro migliore del nostro, anche se ci parve strano. Il primo piatto che passò in giro era di fragole. I siciliani furono molto sorpresi nel vedere che noi le mangiavamo con panna e zucchero. Tuttavia, dopo un assaggio, trovarono che la combinazione non era affatto male.
Il dessert consisteva di frutta di ogni tipo. I gelati, ancora più svariati, erano in forma di pesche, fichi, arance, noci, eccetera, e la somiglianza col frutto era tale, che chi non fosse abituato ai gelati poteva benissimo cadere in inganno”. Lo scrittore scozzese non omette neppure di parlare del vasellame, che era tutto d'argento e, riferendosi ai siciliani, precisa che questi ultimi “mangiarono di tutto, e tentarono di farci fare altrettanto. La compagnia era particolarmente allegra e non smentì in nessun modo le antiche caratteristiche: parecchi di loro erano più che brilli assai prima che ci si alzasse da tavola”.
Vi è da dire che coloro che venivano all'epoca a scoprire la Sicilia per il Grand Tour conoscevano l’isola anche grazie a questo celebre testo. Patrik Brydon afferma che “Benché i Siciliani siano in generale della gran brava gente, e sembrino dotati di molta filantropia e di cortesia, bisogna pur ammettere che non nutrono grande simpatia per i loro vicini del continente, e a dire il vero il sentimento è reciproco".
Ho tradotto un testo del libro del 1813, pubblicato a New York, e mi permetto evidenziare alcuni passi sulle Eolie. “Il nostro piano iniziale era di andare via terra a Reggio e da lì attraversare per Messina; ma dopo aver fatto un'accurata indagine sullo stato del paese e sul metodo di viaggio, scopriamo che il pericolo dei banditi in Calabria e Puglia è così grande, le sistemazioni misere e gli inconvenienti di ogni genere così numerosi.. abbiamo abbandonato quel progetto e...deciso di andare via mare... Siamo appena arrivati in vista di Stromboli. Il nostro pilota dice che sono quasi venti leghe. Abbiamo anche una vista delle montagne della Calabria...gradualmente siamo in vista del resto delle isole Lipari e di parte della costa siciliana.
Queste isole sono molto pittoresche e diverse emettono ancora fumo, in particolare Vulcano e Vulcanello; ma nessuna di esse, da secoli, tranne Stromboli, ha eruttato fuoco. Ci troviamo a circa tre miglia da quella curiosa isola e possiamo vederne distintamente le attività. Sembra essere un vulcano di natura molto diversa dal Vesuvio... ho osservato Stromboli, da quando è calato il buio, con molto piacere, ma non senza una certa perplessità... La luce dello Stromboli evidentemente dipende dal cratere della montagna e continua a ardere senza interruzione per circa mezz'ora. Il fuoco è di un colore diverso dalle esplosioni di pietre ed è evidentemente prodotto da una causa diversa. Sembrerebbe come se una sostanza infiammabile si fosse improvvisamente accesa nelle viscere della montagna. Non è accompagnato da alcun rumore, né da alcuna esplosione che percepiamo. Ora si è calmato e probabilmente avremo l'opportunità di esaminare questo vulcano più minuziosamente domani...
Abbiamo una vista distinta del cratere di Stromboli, che sembra essere diverso dal Vesuvio e da tutti i vecchi vulcani che circondano Napoli. Di questi, i crateri sono senza eccezione al centro e formano la parte più alta della montagna. Quello di Stromboli è di lato, e non entro duecento metri dalla sua cima. Dal cratere al mare, l'isola è interamente composta dallo stesso tipo di cenere e materia bruciata...È davvero meraviglioso come un fuoco così costante e immenso si mantenga per migliaia di anni... Lo scirocco è passato e il vento è notevolmente calato; tuttavia, siamo ancora tre figure tristi. Anche i nostri aiutanti sono malati e indifesi come noi. Il capitano dice che Filippo, il nostro siciliano, era spaventato a morte e ha pregato San Gennaro con tutte le sue forze. Ora pensa di averlo sentito e attribuisce il cambiamento del tempo interamente al suo interesse per il suo Santo”. Indubbiamente, l'immagine della Sicilia, quale emerge dalle pagine dei viaggiatori stranieri del settecento, testimonia un ampio mutamento di mentalità, di valori culturali e di gusti estetici che ha movimento in Europa e che fornisce una chiave di lettura nella transizione dal classicismo al romanticismo e dove l'attenzione dei viaggiatori si indirizza al pittoresco.
Afferma, infatti, E. Kanceff nella pubblicazione “L'immagine della Sicilia” Scicli 2015, che “Con Brydone, attento alle bellezze naturali oltre che alla curiosità fisiche e ai segreti della scienza, sempre pronto a cogliere, in ciò che osserva, l'aspetto “romantico” e “pittoresco” il genere del viaggio subisce una scossa radicale, che ne accelera di decenni il processo di rinnovamento”.