Il ritorno della cicogna bianca e più di 200 altre specie: il 'tesoretto' con le ali del Bievere di Gela
Il ritorno della cicogna bianca e più di 200 altre specie: il «tesoretto» con le ali del Bievere di Gela
di Salvo Fallica
Il progetto «Geloi Wetland» sta facendo prosperare l'area lacustre nissena, dove vive la più grande colonia italiana di cicogne. Recuperati terreni abbandonati e soggetti all'abusivismo. La partnership internazionale
Nel Biviere di Gela, il più grande lago costiero della Sicilia, spicca il progetto Geloi Wetland, un'iniziativa di riqualificazione paesaggistica, tutela della biodiversità e attivazione di reti socio-ecologiche. Al centro c'è l'avifauna, che trova in queste zone umide costiere un habitat molto favorevole anche grazie a questo intervento di rinascita ambientale che ha già ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. La riserva naturale orientata Biviere di Gela si trova nella zona Sud del territorio Nisseno ed è una zona protetta dal 1997.
Il ritorno della cicogna bianca
La specie simbolo di questo progetto di salvaguardia è la cicogna bianca di cui Gela ospita oggi la più grande colonia italiana: ben 50 coppie, che hanno scelto di nidificare sui tralicci elettrici, divenendo il simbolo della rigenerazione dei territori, della tutela degli animali, della dimensione etico-sociale di una comunità culturale -costituita da attivisti ambientalisti ed esperti- che lotta per la rinascita di luoghi dalla storia plurimillenaria. Le cicogne bianche non solo sono sopravvissute o tornate, ma stanno proliferando. Quello che sembrava un sogno impossibile è diventato una realtà.
Un tesoretto di biodiversità
Nel Biviere di Gela, gestito dalla Lipu, vi sono però ben 200 specie di uccelli migratori e stanziali. Tra le molteplici specie vi sono il fischione, il codone, la moretta tabaccata (specie a rischio estinzione in Italia), la pittima reale, il cavaliere d'Italia, il chiurlo, il corriere piccolo, il pollo sultano - che è stato reintrodotto -, gli aironi, le spatole, le nitticore, il Martin pescatore, il mignattaio, l'upupa, il gheppio, il falco di palude, il raro falco pescatore. È stato fatto rinascere, nel corso degli anni, un paradiso terrestre sia sul piano paesaggistico e ambientale, sia per la fauna e la flora. È stata anche siglata anche una nuova intesa tra associazioni ambientaliste, Regione Siciliana ed Enel per mettere in sicurezza le linee elettriche e tutelare l'avifauna. La cultura ambientalista che si amplia e produce innovazioni anche sul piano istituzionale, imprenditoriale, in sinergia con gli attivisti nei territori.
La partnership internazionale
Non ci sono soltanto istituzioni e operatori ambientali locali, il progetto è sostenuto anche dalla fondazione tedesca Stiftung Pro Artenvielfalt. La protezione delle aree umide è fondamentale per la vita degli animali, gli habitat idonei sono essenziali per le specie avicole stanziali e migratorie, in un contesto complesso quale quello gelese che ha subito per parecchi decenni gli effetti dell'industrializzazione basata sulle energie fossili.
La lotta all'abusivismo
È stato messo in campo un processo costruttivo e positivo, come spiega il professor Alessandro Lutri, che ha dedicato ricerche e studi importanti su questa realtà: «Terreni abbandonati e soggetti ad abusivismo sono stati convertiti in pantani e habitat naturali e sono state avviate campagne di riforestazione con specie della macchia mediterranea. E, inoltre, sono stati installati pali in legno per favorire la nidificazione delle cicogne». Lutri ha definito questa realtà come «un laboratorio del vivente siciliano». E' cruciale l'interazione positiva tra esseri umani e Natura, nel rispetto di tutte le specie viventi e degli ecosistemi.
Va anche sottolineato che il ritorno della cicogna bianca oltre al valore rilevante per la biodiversità è anche un indicatore di salute ecologica. Le cicogne bianche, spiega ancora l'esperto, «agiscono anche come partner agricoli, cibandosi di insetti parassiti, riducendo così la necessità di pesticidi chimici».(corriere.it)