Il manifesto per la 'Sovranità Eoliana' di Mirko Saltalmacchia

di Mirko Saltalmacchia

BASTA ASPETTARE PALERMO: IL MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ EOLIANA

Chi vive qui lo sa. La mattina ti alzi e la prima domanda non è cosa dice il telegiornale nazionale, ma se c'è acqua nei serbatoi, se l'aliscafo delle 7 parte, se i rifiuti di ieri sono stati davvero imbarcati. Sono i problemi del quotidiano. Quelli che non finiscono mai sui tavoli della Regione e dello Stato, perché siamo piccoli, lontani, scomodi.

Scrivo Non per aggiungere “aria fritta” al dibattito, ma per provare a mettere in ordine queste tre cose, che poi sono una cosa sola: la nostra possibilità di restare isole e non diventare un campeggio  d'estate.

Il punto di partenza è semplice: smettere di aspettare. Per decenni abbiamo pensato l'autonomia come qualcosa che ci deve essere concessa dall'alto. Un fondo in più, una deroga, un commissario. Non ha funzionato. Quella strada ci ha resi dipendenti e arrabbiati.

Esiste un'altra strada, più seria e precisa, se vogliamo dirla tutta: l'autonomia che si costruisce dal basso, dal Comune, dalla comunità. Si chiama principio di sussidiarietà, ma in pratica vuol dire una cosa molto concreta: ciò che la comunità eoliana può fare da sola, deve poterlo fare da sola, con regole proprie, con bilanci propri, con responsabilità proprie.

Non è separatismo. È buonsenso. È l'idea che Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi non siano sette problemi diversi, ma una sola comunità di destino che deve trattare con lo Stato da pari, non da supplice. Un patto, non una elemosina.

E questa autonomia comunitaria ha un alleato naturale: la transizione ecologica. Non quella ideologica dei divieti, ma quella pratica di chi deve far quadrare i conti. Tre emergenze, tre cantieri di autonomia.

L'acqua. Non possiamo continuare a vivere con le navi cisterna come se fossimo in emergenza permanente. L'emergenza permanente è il fallimento della politica. Dobbiamo chiudere il ciclo dell'acqua qui. Dissalatori di nuova generazione alimentati da fotovoltaico e eolico, recupero delle cisterne storiche, rete idrica che non perda il 40% per strada. L'acqua non è un costo da coprire, è un'industria locale. Se la produciamo qui, il risparmio resta qui e finanzia altro.

I collegamenti. Un isolano senza collegamenti certi non è un cittadino, è un ospite a casa sua. Dobbiamo smettere di subire gli orari decisi altrove. La proposta è un contratto di servizio unico per l'arcipelago: il Comune capofila di un consorzio delle isole che bandisce e co-gestisce le linee, con obblighi di continuità territoriale veri, biglietti integrati per residenti, studenti e lavoratori, e una flotta ibrida che abbatta costi ed emissioni. Più autonomia negoziale significa meno cancellazioni arbitrarie a novembre, quando i turisti non ci sono ma noi sì.

I rifiuti. Spedire tutto a Milazzo in nave è ecologicamente assurdo ed economicamente suicida. Ogni tonnellata che parte ci costa due volte: quando la produciamo e quando la imbarchiamo. Dobbiamo trattare qui l'80% di quello che produciamo. Isola ecologica moderna, compostaggio di comunità per ristoranti e alberghi, centro di riuso e riparazione. Rifiuto zero non è uno slogan, è l'unico modo per non pagare un pedaggio alla terraferma per tutta la vita. E i costi aggiuntivi che oggi paghiamo diventano posti di lavoro per i nostri ragazzi.

Questo è il filo che lega tutto: ogni problema risolto in chiave ecologica e comunitaria è un pezzo di potere che torna al Consiglio Comunale, non a un ufficio di Palermo.

Il turismo come conseguenza, non come unica speranza. Se sistemiamo acqua, trasporti e rifiuti, il turismo smette di essere mordi e fuggi e torna ad essere ospitalità. Un turista che sa di venire in un luogo che si rispetta, che gestisce la sua acqua, che non affoga nei suoi rifiuti, paga di più, resta di più, rispetta di più. E questo protegge le case, le botteghe, il decoro.

E a chi ha costruito una vita qui e oggi ha paura, ai nostri pensionati, voglio dirlo con chiarezza: sicurezza urbana significa luce, manutenzione, presenza. Un paese pulito, con video Sorveglianza nei coni d’ombra , con un presidio di polizia locale che gira davvero, con giovani che hanno un motivo per restare la sera in piazza, è un paese più sicuro. Non servono promesse roboanti. Serve ordine e cura del quotidiano. E su questo non si scherza più.

Non serve la bacchetta magica, Serve un metodo. Meno deleghe a chi è lontano, più responsabilità a chi è qui. Meno contributi a pioggia, più imprese che stanno in piedi perché i costi di base sono finalmente giusti. E allora, prima di parlare di alleanze, voglio chiedervi una cosa. Agli imprenditori eoliani: se domani il costo dell'acqua e dei rifiuti si dimezzasse perché li gestiamo noi, investireste in un'apertura annuale invece che stagionale? Sareste disposti a sederci a un tavolo per un marchio unico "Eolie Sostenibili" che valga più di mille pubblicitàAi ragazzi che stanno facendo la valigia: se vedeste un consorzio a gestire il nuovo centro di compostaggio, un bando per diventare custodi dei sentieri, un aiuto vero per ristrutturare la casa di famiglia e affittarla 9 mesi l'anno a studenti e lavoratori in smart working, restereste a discuterne almeno un'ora?

PROVIAMOCI! Non per rappresentare Roma alle Eolie, ma per rappresentare le Eolie davanti a Roma e a Palermo, con i conti in ordine e con la schiena dritta. Perché delle isole che sanno gestirsi da sole non si spopolano. Si fanno rispettare.

Categoria
opinioni

Articoli correlati

21 ottobre 2026

Controcorrenteoliana: Tangenti

Il tangentismo che colpisce anche la Sicilia, ad oggi, conferma che le Eolie sono...

20 ottobre 2026
20 ottobre 2026

Falce, martello e carrello di Salvatore Leone

Dopo falce e martello, arrivò falce e carrello. Oggi l'uno é un simbolo in via...

20 ottobre 2026

Da Torino in linea Daniele Sequenzia. Il mercato dello sfruttamento

'Perchè si continua a morire sul lavoro? Poco o nulla è stato fatto per evitare tanti incidenti...'

20 ottobre 2026

Controcorrenteoliana: Carissime Eolie

Dopo l'invasione turistica formata da diversi tipi di clienti, le bombe d'acqua o piogge...