Da Torino in linea Daniele Sequenzia. Il mercato dello sfruttamento
di Daniele Sequenzia
Caro Direttore,
perchè si continua a morire sul lavoro? Poco o nulla è stato fatto per evitare tanti incidenti.
Perché tanto silenzio? Tanta insicurezza?
“ La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trova il suo fondamento nei principi della Costituzione.
Da essi discende un obbligo: intervenire su ogni eventuale rischio prima che si traduca in incidenti, attraverso una prevenzione efficace,
una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro".
Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della 76esima Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
Gli incidenti non trovano molto spazio nei Telegiornali, sono notizie che le Redazioni non amano diffondere.
La realtà è che i nostri lavoratori non ricevono la giusta attenzione. Il mercato del lavoro non li protegge
e le leggi non vengono applicate. Milioni di lavoratori sono a rischio.
Sempre più spesso gli incidenti pesano sulla testa degli " irregolari" , quelli senza permesso, merce di poco valore,
costano poco, non ricevono istruzioni, sono vittime, in balìa del mercato,
non hanno diritti, possono essere rapidamente " rimpiazzati", sono solo " povera merce umana,"
vengono assunti per lavorare , ma senza orari, senza diritti, vivono in baracche, senza servizi, in ambienti " non protetti".
Si moltiplicano le malattie professionali.
In inverno si vive al gelo. Durante l'estate con il caldo torrido, i ritmi della raccolta nei campi sono frenetici,
lo sfruttamento si fa intensivo,non si riposa, ci si ammala, ci sono più incidenti, e morti, spesso non registrate.
Sempre più il mercato " dei lavoratori" mira essenzialmente al " lucro ". Nella totale libertà, senza norme. Il mercato " del ylavoro " è alla mercè di tanti profittatori.
Titolano i giornali: "scoppia una caldaia, crolla una parete, che investe due lavoratori, uno ferito, l'altro è morto”.
"Investiti da un treno, due operai portati in ospedale".
" Cade dall' ïmpalcatura un lavoratore che trasportava un sacco di cemento".
" Schiacciato dal furgone, si frattura la mano destra un autista del Bangladesh ."
" Avvelenati da fumi tossici finiscono all'ospedale tre giovani egiziani ".
Pesantissimo è il costo "sociale" totale che ammonta a oltre 49 miliardi di euro all’anno.
Ogni infortunio sul lavoro varia e in media costa tra i 33 e 50 mila euro, mentre una singola malattia professionale
può avere decorsi lunghi con costi elevati di centinaia di milioni di euro.
Tutto a carico nostro.