Isole di Sicilia, L'On La Vardera lo aveva promesso: presentato disegno di legge per un Comune per isola
POSSIBILITÀ delle ISOLE MINORI di DIVENTARE NUOVI COMUNI-PRINCIPIO di INSULARITÀ
di Simone Olivelli
“Un disegno di legge per consentire a ogni singola isola minore della Sicilia di diventare un Comune autonomo è stato presentato all’Assemblea regionale siciliana dal leader di Controcorrente Ismaele La Vardera.
Il disegno di legge nasce dall’esigenza di dare piena attuazione al principio di insularità sancito dall’articolo 119 della Costituzione, nella sua formulazione successiva alla revisione costituzionale del 2022”.
Inizia così la relazione illustrativa del ddl presentato da La Vardera.
Nel documento il deputato regionale sottolinea la volontà di “riconoscere e valorizzare la specificità territoriale, amministrativa e socioeconomica delle isole minori, promuovendo per le comunità che vi risiedono un effettivo diritto alla rappresentanza amministrativa diretta e all’erogazione efficiente dei servizi pubblici essenziali” e per l’esponente di opposizione, un primo passo per raggiungere tali obiettivi è quello di dare la possibilità alle singole comunità di farsi Comune, derogando “ai limiti demografici ordinariamente previsti dalla normativa regionale vigente”.
Se dovesse passare la legge, le isole delle Egadi Levanzo e Marettimo potrebbero pensare di staccarsi da Favignana, Linosa da Lampedusa e Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli da Lipari.
L’ultima isola dell’arcipelago eoliano, Salina, è un caso a sé.
L’isola, infatti, ospita già tre diversi Comuni: Leni, Malfa e Santa Marina Salina.
Le modifiche proposte
Oltre all’articolo della Costituzione in cui si specifica che “la Repubblica riconosce le peculiarità delle isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”, La Vardera fa menzione agli articoli 14 e 15 dello Statuto speciale siciliano, dove si definiscono le materie in cui la Regione ha legislazione esclusiva. “Spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali”, si legge all’articolo 15.
Il disegno di legge propone di modificare l’articolo 8 della legge regionale 30 del 2000, che descrive le condizioni che devono ricorrere per far sì che nasca un nuovo Comune nell’isola. Attualmente la legge prevede che “non possono essere istituiti nuovi Comuni con popolazione inferiore a 10mila abitanti o la cui costituzione comporti, come conseguenza, che altri Comuni scendano sotto tale limite”.
La Vardera invece propone di introdurre uno specifico comma che preveda che “in deroga ai limiti demografici, è sempre ammessa l’istituzione di nuovi Comuni aventi per territorio un’isola minore fisicamente separata, indipendentemente dal numero degli abitanti”.
Così come l’attuale legge prevede, la decisione di diventare Comune autonomo dovrebbe passare da un voto favorevole al referendum consultivo a cui avrebbe diritto di voto “la popolazione residente nell’isola interessata”.
Il disegno di legge prevede inoltre che la proposta di istituzione sia accompagnata da un “piano di sostenibilità amministrativa e finanziaria, con indicazione delle funzioni e dei servizi garantiti, elaborato dall’assessorato per le Autonomie locali su richiesta di Consiglieri comunali, Deputati regionali, Sindaci ed Assessori comunali” e da una “relazione sull’impatto organizzativo e sulle forme di cooperazione intercomunale, anche tramite Unioni di Comuni o convenzioni obbligatorie per servizi sovracomunali, elaborata dall’assessorato per le autonomie locali”. L’istituzione di nuovi Comuni – l’ultimo nato in Sicilia, Misiliscemi, risale al 2021 quando una parte di popolazione ha deciso di separarsi da Trapani – comporta nuove spese a partire dalle indennità per i
sindaci, assessori, consiglieri comunali.
Il ddl di La Vardera prevede che nelle finanziarie vengano allocate somme ad hoc: “È istituito presso l’assessorato regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica – si legge nel testo del disegno di legge – il Fondo per i Comuni delle isole minori, finalizzato a garantire contributi straordinari di avviamento per i nuovi Comuni istituiti, spese di funzionamento degli organi politici ed amministrativi e servizi essenziali obbligatori (anagrafe, protezione civile, manutenzione, trasporti locali, rifiuti). La dotazione del Fondo – viene chiarito – è determinata annualmente con legge di bilancio e ripartita secondo criteri riguardanti il numero della popolazione residente, la distanza dalla terraferma, la vulnerabilità ambientale e vulcanica e i flussi turistici stagionali”.(quotidianodisicilia.it)
NOTIZIARIOISOEOLIE.IT 7-9-2025
SOLE EOLIE ABBANDONATE DALLE ISTITUZIONI, SENZA PEDIATRI, GERIATRI, AMBULANZE. LA SOLUZIONE? AUTONOMIA DELLE ISOLE DA LIPARI ISTITUENDO NUOVI COMUNI
Ho ricevuto dai social un messaggio: “Ismaele sappiamo che sei qui, per favore ascolta le difficoltà di chi vive abbandonati da tutti”. Così abbiamo improvvisato una rinuone sulla banchina del porto. Centinaia di isolani raccontano di non avere nemmeno una ambulanza costretti al trasporto dei pazienti in motoape, per non parlare dei medici.
I bimbi senza pediatra, gli adulti senza geriatra. Sapete la follia? Tutte le isole, fatta eccezione per Salina dove ci sono 3 sindaci, dipendono da Lipari. Sono delle piccole frazioni, nonostante abbiano introiti incredibili dalla tassa di sbarco al turismo. Bene tutto va a Lipari un solo sindaco dovrebbe occuparsi di ben 5 isole: Stromboli, Alicudi, Filicudi, Panarea e Vulcano. Avere un comune sulla propria isola sarebbe per loro un modo per farli vivere.
Ho depositato un disegno di legge, e sono disposto a raccogliere firme isola per isola. La Sicilia di estrema periferie chiede cose normali, ma la politica qui è stata sorda, sordissima.
INTERROGAZIONE ANCHE PER I VAPORETTI DEGLI ARMATORI EOLIANI BOICCOTATI
di Ismaele La Vardera*
Al Presidente della Regione siciliana. All’Assessore Regionale per le infrastrutture e la mobilità.
Premesso che: L’Associazione Armatori di Lipari Trasporto Marittimo Passeggeri rappresenta armatori e operatori marittimi del trasporto passeggeri non di linea con porto base alle Isole Eolie; in data 9 agosto dell’anno scorso, il Sindaco di Lipari, ha emanato un’ordinanza restrittiva relativa agli approdi nelle isole di Panarea e Stromboli, motivata dall’emergenza vulcanica a Stromboli;
durante il periodo successivo, gli armatori eoliani non erano stati sottoposti ai vincoli dell’ordinanza, ma recentemente la stessa è stata applicata anche alle loro imbarcazioni, limitando l’approdo a quattro giorni a settimana e prevedendo sanzioni fino a 500 euro e possibili conseguenze penali;
l’ordinanza è stata applicata in piena alta stagione, con tratte già vendute e programmate, provocando disservizi ai passeggeri, danni economici immediati e lesione d’immagine per le compagnie locali; le imbarcazioni eoliane garantiscono collegamenti inter-isole essenziali per la mobilità dei residenti, lo svolgimento delle attività economiche e la fruizione turistica dell’arcipelago, spesso nei momenti non coperti dal servizio di linea; l’ordinanza non risolve il presunto problema della gestione dei flussi turistici: grandi imbarcazioni provenienti da altri luoghi, continuano a operare senza limitazioni numeriche, concentrando flussi giornalieri superiori rispetto a quelli delle imbarcazioni locali.
Considerato che: La limitazione attuale penalizza le imprese locali, compromettendo la continuità del servizio inter-isole e mettendo a rischio la sopravvivenza economica di un settore vitale per la comunità eoliana; gli operatori locali garantiscono servizi a bordo che minimizzano l’impatto sulle isole, diversamente dalle grandi unità provenienti dall’esterno; non sono stati adottati sistemi efficaci di scaglionamento degli arrivi per decongestionare le isole, aggravando ulteriormente la situazione. Per sapere: Se siano a conoscenza delle conseguenze economiche e sociali derivanti dall’applicazione dell’ordinanza sugli approdi di Panarea e Stromboli;
quali azioni urgenti intendano intraprendere per garantire la continuità del servizio inter-isole a beneficio dei residenti e dei turisti;
quali strumenti intendano adottare per tutelare gli operatori locali, la mobilità interna dell’arcipelago e la sopravvivenza economica delle imprese eoliane; se siano previste misure per regolare i flussi turistici senza penalizzare le imbarcazioni di medie e piccole dimensioni provenienti dal territorio eoliano, assicurando una gestione equilibrata dei collegamenti e la sicurezza dei passeggeri.
(L’interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
*Deputato regionale Controcorrente