Lipari, aeroporto: priorità reale? di Agostino Cassarà

di Agostino Cassarà

Aeroporto a Lipari o priorità reali? Una riflessione sul futuro delle Isole Eolie.
​In questo periodo torna frequentemente al centro del dibattito la proposta di realizzare un aeroporto a Lipari, sostenuta da chi vi vede una presunta svolta per la destagionalizzazione e per l’avvenire delle nostre isole. Da tecnico e da eoliano — conscio del fatto che i miei interventi sono sempre stati apolitici e guidati unicamente dall'amore per la nostra terra —, sento il dovere di condividere alcune valutazioni di merito su questa visione.
​Non nego che, a livello personale, la prospettiva di un collegamento aereo diretto farebbe comodo negli spostamenti a chiunque (portafoglio permettendo). Tuttavia, da un punto di vista tecnico, economico e soprattutto ambientale — considerando l'impatto devastante che un’infrastruttura del genere provocherebbe sul nostro ecosistema —, prima di chiederci dove far atterrare gli aerei dobbiamo interrogarci su quali basi poggino attualmente i piedi i cittadini eoliani ogni singolo giorno.
​L'impatto ambientale e acustico di uno scalo aereo e del sorvolo continuativo è del tutto incompatibile con la delicatezza e la bellezza naturalistica delle Isole Eolie. Costruire una pista sull'isola rischierebbe di rivelarsi un boomerang ecologico: esistono ormai numerosi studi scientifici e recenti indagini che dimostrano come anche velivoli di piccole dimensioni (da 50 posti o meno) producano un rilevante inquinamento atmosferico (gas di scarico e particolato ultrafine) e acustico nei territori sorvolati, degradando irreversibilmente la vivibilità dell'ambiente e del paesaggio sottostante.
​A ciò si aggiungono insuperabili limiti infrastrutturali e logistici. Anche a voler considerare l'ipotesi più "realistica" e ridotta — ossia un'infrastruttura per piccoli aerei da circa 50 posti —, l'opera appare tecnicamente insostenibile: servirebbero piste d'asfalto lunghe oltre 1.200–1.400 metri, piazzali di rullaggio, varchi di sicurezza e impianti antincendio che su un territorio orograficamente complesso, vulcanico e scosceso come Lipari richiederebbero uno stravolgimento irreversibile del paesaggio. È bene sottolineare che in altre piccole isole dove sono stati realizzati aeroporti — si pensi ad esempio alle nostre Pantelleria e Lampedusa, o ad alcune isole greche come Rodi, Mykonos o Kos — la conformazione del territorio era radicalmente diversa, caratterizzata da ampie piane o altopiani naturali che hanno permesso la costruzione delle piste senza dover sventrare costoni rocciosi o stravolgere la morfologia dell'isola, situazione del tutto assente a Lipari.
​Dal punto di vista dell'efficienza dei trasporti, la proposta risulta del tutto debole: un piccolo aereo da 50 posti trasporta una frazione minima di utenti e, per muovere flussi turistici significativi, occorrerebbero decine di voli al giorno con un va e vieni ininterrotto nei nostri cieli. Al contrario, la rete marittima attuale dimostra ogni giorno la sua insostituibile efficacia: un solo aliscafo trasporta tra i 200 e i 250 passeggeri a corsa, garantendo ogni 15-20 minuti l'arrivo costante di migliaia di visitatori. Certo, occorrerà lavorare sempre di più per rendere anche il trasporto marittimo progressivamente più pulito ed ecocompatibile. 
​Ricordiamo che ci sono tantissime isole vicino a casa nostra — senza andare troppo lontano dall'Italia —, come la vicina Capri o Ischia, che godono di un turismo internazionale di altissimo livello per oltre 8-10 mesi all'anno pur non avendo un aeroporto. Questo dimostra in modo inconfutabile che la presenza di una pista d'atterraggio non è affatto indispensabile né determinante per ottenere grandi risultati turistici, destagionalizzare e attrarre visitatori da tutto il mondo; ciò che conta davvero è l'organizzazione dei servizi, la bellezza del territorio e la qualità dell'accoglienza.
​Non dimentichiamo, inoltre, che la nostra area è già servita da hub strategici esterni: l’aeroporto di Reggio Calabria oggi funziona benissimo ed è in pieno sviluppo, senza contare i progetti per l'Aeroporto del Mediterraneo. Proprio su questo campo la politica dovrebbe concentrare le sue energie: anziché rincorrere progetti ambiziosi ma del tutto insostenibili sul nostro territorio, la politica dovrebbe lavorare con concretezza per accelerare la realizzazione dell'Aeroporto del Mediterraneo e creare una vera ed efficiente sinergia tra la vicina terraferma e le Isole Eolie. Sfruttare le infrastrutture aeroportuali esterne e integrarle con collegamenti marittimi veloci, potenziati, sostenibili ed ecocompatibili, insieme all'approdo in porti moderni e sicuri, è l'unica strada logica e fattibile per chiudere davvero il cerchio.
​Per comprendere quali siano le vere urgenze non servono grandi studi di strategia politica: basta semplicemente leggere la cronaca eoliana di ogni giorno.
​Le priorità reali che occorre stabilire subito sono queste:
​1] La sicurezza del territorio e la viabilità primaria
Basta scorrere le cronache degli ultimi anni per comprendere lo stato di emergenza permanente della nostra rete viaria: strade deteriorate ed affogate alle prime piogge autunnali, strade con assenza di muretti di contenimento con sottostanti  strapiombi  , costoni rocciosi a rischio e ripristini ed interventi sempre precari e mai risolutivi. Tanti giovani e utenti delle nostre strade hanno perso la vita e troppe tragedie sono state solo sfiorate, al punto che si prospettano persino nuove indagini della magistratura sullo stato delle arterie insulari. Messa in sicurezza e manutenzione ordinaria e straordinaria devono venire prima di qualsiasi grande opera. Permettere di raggiungere in totale sicurezza località come Porticello, Acquacalda, Pianoconte e Quattropani (così come le aree interne delle altre isole) contribuirebbe ad evitare la destagionalizzazione, rendendo accessibili le nostre straordinarie risorse.
​2] Servizio idrico e rete di distribuzione dell'acqua
Siamo all'ABC dei servizi primari e della dignità sociale. Anche quest'estate le gravi carenze idriche hanno messo in ginocchio cittadini, famiglie e strutture ricettive rimaste a secco. Prima di pensare a infrastrutture avveniristiche, occorre intervenire radicalmente sulla rete di distribuzione dell'acqua, sulla manutenzione dei condotti ,sull'efficienza dell'approvvigionamento e su un progetto serio di ammodernamento del dissalatore che se funzionante e potenziato ridurrebbe drasticamente i costi dell'acqua trasportats dalle navi cisterne.
3] ​Assistenza sanitaria e diritto alla salute
Garantire il diritto alla salute e alla gestione dell'emergenza-urgenza 365 giorni all'anno è un prerequisito assoluto. Le Eolie hanno un disperato bisogno di un presidio ospedaliero efficiente, dotato del personale e delle attrezzature necessarie per gestire l'assistenza quotidiana e i casi urgenti. Veder nascere un figlio sull'isola è diventato un miraggio per le nostre giovani coppie: serve un segnale concreto.
​4] Infrastrutture portuali e continuità territoriale
Un’isola vive e sopravvive grazie ai suoi porti. Garantire approdi sicuri, efficienti e ben strutturati significa assicurare collegamenti marittimi certi, continui e dignitosi per merci, residenti e visitatori durante tutto l'anno. I porti rappresentano la vera ed essenziale arteria di collegamento con la terraferma.
​5] Sostegno all'economia locale e condizionalità occupazionale
Occorre sostenere le poche e coraggiose aziende locali che cercano di fare rete (come testimoniato dai recenti interventi sul Brand Eolie). Tuttavia, serve pragmatismo: il sostegno pubblico deve basarsi su un vero e proprio patto di condizionalità occupazionale. Chi beneficia di risorse pubbliche deve garantire assunzioni reali, stabili e certificate per la gente del luogo, unico modo per dare continuità lavorativa ai nostri giovani e contrastare lo spopolamento dell'arcipelago.
6] ​Una vera politica di sviluppo turistico e valorizzazione del nostro patrimonio unico al mondo.
È fondamentale attivare una strategia turistica integrata che metta al centro le nostre straordinarie ricchezze. Serve programmare eventi e manifestazioni di rilievo dal punto di vista culturale, enogastronomico e folcloristico — promuovendo e valorizzando i nostri talenti locali, dai cantori eoliani agli artisti eoliani di ogni disciplina, fino alle rassegne ed esibizioni al Teatro Greco —, valorizzando al contempo il turismo outdoor attraverso eventi di trekking, running e percorsi escursionistico-paesaggistici guidati. Occorre valorizzare concretamente il nostro patrimonio UNESCO, la storia, le chiese e la bellezza dei centri storici, con un'attenzione scrupolosa alla cura dell'arredo urbano e al recupero dei vicoli e delle strade interne subito a ridosso del centro, che oggi versano in stato di degrado. Infine, è essenziale garantire una maggiore accessibilità e fruibilità delle aree periferiche dell'isola, per un'offerta turistica completa, decorosa e distribuita durante tutto l'anno.
​Conclusioni
Il mio non è un "no" pregiudiziale al futuro o alla modernità. È un richiamo al principio di realtà: un’isola non può volare se prima non impara a camminare in sicurezza sulle proprie strade, ad avere acqua dai rubinetti, ad approdare in porti protetti, a viaggiare su mezzi marittimi veloci ed ecologici e a garantire salute e garantire un lavoro dignitoso ai propri abitanti .
​Pertanto, la politica deve avere la chiarezza e la lucidità di stabilire con pragmatismo ed onestà intellettuale le effettive priorità di intervento di cui le isole hanno disperatamente bisogno. La politica deve iniziare ad ascoltare le voci..ormai diventate grida di disperazione dei propri cittadini. Non serve rincorrere sogni irrealizzabili solo a fini propagandistici o per fare del mero rumore politico, vendendo illusioni e mettendo fumo negli occhi dei cittadini. Questo è ciò che la buona politica deve fare: individuare con concretezza ciò che serve davvero al territorio.
​Mettiamo prima in ordine e in sicurezza le fondamenta della nostra casa: solo con una fondazione solida, duratura e ben strutturata potremo poi pensare a costruire e far crescere l'edificio del nostro futuro.

*Professore- ingegnere

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