Da Panarea in linea Salvatore Tesoriero 'Ancora senza medico di base. Il professionista di Stromboli non ha accettato'
di Salvatore Tesoriero*
PANAREA SENZA MEDICO, LA PETIZIONE RESTA SENZA RISPOSTA: LA COMUNITÀ CONTINUA A VIVERE NEL LIMBO
Dieci giorni dopo la petizione popolare indirizzata ad ASP, Regione, Comune e Prefettura, nessuna risposta concreta. Intanto i cittadini non riescono ad ottenere prescrizioni, piani terapeutici ed esami diagnostici.
PANAREA – Sono trascorsi ormai circa dieci giorni dalla presentazione della petizione popolare con la quale la comunità di Panarea ha chiesto con forza alle Istituzioni di intervenire per scongiurare la sospensione del servizio di Medicina di Base sull'isola.
Una petizione sottoscritta dai cittadini e indirizzata al Direttore Generale dell'ASP di Messina, al Direttore del Distretto Sanitario di Lipari, all'Assessore Regionale alla Salute, al Sindaco di Lipari e al Prefetto di Messina, nella quale veniva rappresentata con chiarezza una situazione che oggi è diventata ancora più grave.
A distanza di dieci giorni, però, la comunità di Panarea non ha ancora ricevuto risposte concrete.
E nel frattempo i cittadini continuano a vivere una situazione che appare francamente inaccettabile e impensabile nel 2026: l'isola è di fatto senza un Medico di Medicina Generale e questo significa che anche esigenze sanitarie ordinarie diventano un problema.
Non si tratta soltanto della possibilità di poter effettuare una visita.
Il problema riguarda la vita quotidiana di cittadini che hanno bisogno di prescrizioni di farmaci, rinnovi di terapie e piani terapeutici, prescrizioni per esami diagnostici e continuità nella gestione delle proprie patologie.
Prestazioni che, per chi vive sulla terraferma, rappresentano una normale e semplice necessità sanitaria e che a Panarea rischiano invece di trasformarsi in un percorso fatto di telefonate, spostamenti e difficoltà burocratiche e logistiche.
UNA COMUNITÀ CHE ASPETTA RISPOSTE
La popolazione aveva lanciato un appello preciso.
Non una richiesta di privilegi, ma la richiesta di poter continuare ad avere un servizio sanitario essenziale.
Nella petizione era stato evidenziato come la particolare condizione di Panarea, isola minore raggiungibile esclusivamente via mare, renda completamente diverso il problema dell'assistenza sanitaria rispetto a un normale comune della terraferma.
Per un anziano, per una persona fragile o per un paziente affetto da una patologia cronica, essere costretto a raggiungere Lipari o addirittura Milazzo per una necessità legata al proprio medico di famiglia non rappresenta una semplice incombenza.
Può diventare un ostacolo concreto all'accesso alle cure.
Eppure, nonostante la mobilitazione della comunità e nonostante la petizione sia stata formalmente indirizzata a tutti i principali soggetti istituzionali coinvolti, si continua a rimanere nel limbo.
Nessuna soluzione definitiva è stata comunicata.
Nessun percorso chiaro è stato indicato.
Nessuna risposta concreta è arrivata alla popolazione.
LA GUARDIA MEDICA NON PUÒ RISOLVERE IL PROBLEMA
È importante ribadirlo: il servizio di Guardia Medica è fondamentale, ma non può essere considerato il sostituto del Medico di Medicina Generale.
La continuità assistenziale risponde a esigenze proprie e non può garantire quella continuità terapeutica e quella conoscenza della storia clinica del paziente che sono proprie del rapporto con il medico di famiglia.
A Panarea questo problema assume una dimensione ancora più delicata.
Un medico di medicina generale conosce i propri pazienti, le loro patologie, le terapie che seguono e le loro necessità.
Il continuo avvicendamento dei medici della Guardia Medica non può garantire lo stesso livello di conoscenza e di presa in carico.
IL PROBLEMA NON È SOLO TROVARE UN MEDICO
La comunità ha anche chiesto alle Istituzioni di affrontare il problema alla radice.
Se Panarea è una sede disagiata, occorre creare le condizioni affinché un medico sia incentivato ad accettare e mantenere il servizio sull'isola.
Il numero limitato degli assistiti non può essere l'unico parametro per determinare la sostenibilità economica dell'incarico.
Un medico che sceglie di lavorare a Panarea deve affrontare costi e difficoltà che non esistono in una normale sede territoriale: collegamenti marittimi, permanenza sull'isola, eventuale alloggio, affitto e gestione dello studio e tutte le ulteriori spese legate alla condizione di insularità.
Se il sistema attuale non rende economicamente attrattiva la sede, bisogna intervenire sul sistema, non lasciare una comunità senza medico.
È proprio questo che i cittadini hanno chiesto alle Istituzioni: trovare una soluzione.
NON SI PUÒ ASPETTARE CHE IL PROBLEMA SI RISOLVA DA SOLO
La preoccupazione della popolazione cresce giorno dopo giorno.
Perché dietro ogni giorno trascorso senza risposte ci sono persone che devono procurarsi farmaci, effettuare controlli, seguire terapie e sottoporsi ad accertamenti diagnostici.
E non è accettabile che una persona residente a Panarea debba vivere nell'incertezza quando si tratta della propria salute.
La sanità non può essere lasciata nel limbo. Servono risposte concrete.
Serve sapere chi garantirà l'assistenza.
Serve sapere come potranno essere assicurate le prescrizioni e la continuità delle terapie.
Serve sapere come verranno tutelati gli anziani e i pazienti più fragili.
E soprattutto serve sapere quando Panarea potrà tornare ad avere il proprio Medico di Medicina Generale.
IL DIRITTO ALLA SALUTE NON PUÒ FERMARSI AL PORTO
La comunità di Panarea non chiede trattamenti di favore.
Chiede che l'insularità non diventi una condanna.
*Ex presidente Circoscrizione