Da Milazzo Ettore Resta. Ustica. Dove sei papà. Puntata n.13 capitolo 24
di Ettore Resta
Ustica. Dove sei papà. Puntata n. 13 Capitolo 24
Le ore si erano fatte piccole. La notte era avanzata lentamente in silenzio e nessuno se ne era accorto. Stavano così bene.. A far loro rendere conto delle ore trascorse fu la stanchezza. Raccolti i resti in un cartoccio di carta, lo posero in un angolo del pozzetto in attesa di buttarlo l'indomani. Attimi dopo anche la barca cadde nel buio e nel silenzio. A portarsi in gabina per prime furono le donne lasciandosi accogliere dalle cuccette a V e dai sacchi a pelo. Quando si distesero e spensero la lucetta posta in un angolo della testiera, il loro mondo cambiò fisionomia. Gli occhi non erano riusciti a rimanere aperti quando si sentirono cullare e trasportare in un mondo di reale incognita. A tardarsi fu Giasillo, il quale prima di portarsi in cuccetta, rimase ad identificare le costellazioni continuando a fiutare l'eventuale arrivo del maltempo. Controllate le cime, chiusa la porticina, cercò di portarsi nel regno dell'irreale. Prima di addormentarsi stette a rimuginare sulle vicende vissute. L’episodio di Cinzia gli fece balenare in testa il viaggio, noioso per le donne, di ritorno a casa. Fin adesso aveva fatto buon viso a cattivo gioco, ma non sapeva quanto grande fosse questo. Non sapeva a cosa stesse andando incontro e quanto altro avrebbe dovuto subire. L'amore per Donatelle gli sarebbe costato caro, forse anche molto. Ne era convinto ma non riusciva a quantificarlo. I taciti consensi di Doris lo ponevano fuori strada. Doveva aver capito qualcosa. Per un istante pensò che qualcuno per via indiretta volesse colpirlo aizzandogli contro la moglie inserendo in quel doppio gioco, ma sembrava essere sincera. '' Ha tolto il pane alla famiglia per comperarsi la barca..'' Qualcuno aveva osato dire. In questo revival mentale non poté far a meno di ricordare ciò che era accaduto giorni prima. Dovevano aver riconosciuto il signore del motoscafo ma abilmente avevano fatto finta di niente. Donatella era diventata più fredda e Giasillo credendo fosse in torto per non saperla capire, aveva accettato quello stato di cose sperando anch'egli che in futuro molte cose sarebbero cambiate. Sentiva un' attrazione maledetta per Doris, ma l'amore per Donatella era sempre intenso. La presenza di lei era tutto...era una necessità. Avrebbe fatto qualunque cosa pur di vedere sua moglie felice, ma malgrado gli sforzi, malgrado le concessioni fossero tante, ella continuò a perseverare nella convinzione che il tutto non fossero privilegi, ma veri diritti. Egli non le aveva mai chiesto nulla in cambio tranne che affetto.. Tanto affetto. '' Ti amo!'' le aveva un giorno detto abbracciandola e lei beffardamente, liberandosi dalla stretta spingendo con i gomiti , '' Ed io no! Non sono una esca da pesca!'' aveva risposto seccamente lasciandolo impietrito '' Sono effusioni inutili, fasulli, non li sento... Lascia queste cose ai ragazzini..'' ed egli aveva ingoiato amaro. Per amore di Cinzia si era sforzato a starle vicino sperando che un giorno avrebbe cambiato idea. Così aveva continuato ad essere più che moglie una sorella. Una sorella che stava insieme a lui solo per comodità. '' Lasciala'' aveva consigliato Donatella '' Non ti ama!'' '' Lo so che non mi ama.. Lasciare lei significa abbandonare mia figlia ed io non voglio. Non posso perdere la mia creatura.. Sono stato io a volerla...e lei è la mamma. Un insistere nel continuo rifiuto. E' duro da digerire ma le voglio bene.... Non posso abbandonare la mia Cinzia, non posso..'' A queste parole Donatella non ribadì. In lei tuonarono espressioni di gelosia e di rammarico. Lo aveva guardato e compatito. Credette che godesse a farsi del male per amore della figlia.. e questo credere fece tacere in lei quello stato d'animo che aveva provato nei suoi confronti. Aveva visto in Giasillo una comprensione mai provata. Aveva fatto un paregone con questo nuovo sentimento… si sentì in colpa come fosse una frode. Quando Doris iniziò a confidarsi apertamente con lei, iniziò a sentire nei confronti di lui un sentimento materno quasi a volerlo proteggere da quei colpi... in un certo qual modo Giasillo fu felice rifugiarsi in quei nuovi sentimenti sperando fossero sinceri. Ora che erano insieme avrebbe potuto constatare da vicino e fare un confronto convincendosi di esser caduto in una situazione da cui sarebbe uscito con difficoltà. Le amava entrambe e la loro separazione lo avrebbe portato non sa dove, ma capiva anche che non era possibile vivere in quello stato di cose. La stessa cosa aveva pensato Doris la quale non voleva disilluderlo ma nello stesso tempo sentiva nei suoi confronti un senso negativo.. La notte trascorse nell' agitazione. Malgrado il silenzio fosse profondo ed il mare impercettibile, Giasillo continuò ad esser nervoso. La mente era incappata in una tempesta. Quel rimuginare e rivivere i sentimenti intensamente lo portarono ad uscir veramente di senno. Adesso non sapeva verso chi protendere né riusciva a comprendere il suo operato. Le prime ore del mattino trovarono la soluzione ideale ad ogni cosa lasciandolo dormire profondamente. Poi fu proprio tutto un silenzio.
In galleria foto mia opera ‘Addio mamma’ per la Pro Biennale di Venezia