Da Milazzo Ettore Resta 'Dove sei papà'. Puntata n. 6 e 7

di Ettore Resta

Malgrado il mare continuasse ad essere sereno, il cielo era tornato a coprirsi di pesanti nubi grigiastre le quali non correvano minacciose ma erano rimaste persistenti ed immobili. L'orizzonte era nitido e la costa malgrado fosse distante, riusciva come bianche macchioline a far mostra delle case. L'aria era diventata cristallina e tutto aveva perso il colore vivace. Giasillo era pensieroso. In lui era subentrato un dilemma. Quello di colui che ha da scegliere tra due cose care che vorrebbe trattenere entrambe ma era costretto ad abbandonarne una: o la ragazza da sempre desiderata o sua moglie, la donna che ormai poco affettuosamente gli stava vicino. Il sopprimerne una non appariva cosa facile. Immerso nella considerazione della scelta rimase a guardare l'orizzonte. Una nave lo stava solcando lasciando dietro di sé una striscia di denso fumo nero. La guardò a lungo ed il suo lento spostarsi lo distolse per un istante dal dilemma fin quando non iniziò a ripercorrerlo. La giovane Donatella non avrebbe meritato uno sgarbo simile.. e poi non avrebbe potuto dirle su due piedi:'' Tra noi vi è solo amicizia, non sento nulla per te.'' D'altra parte la visione di Doris gli era persistente. Era riaffiorato quel sentimento rimasto allo stato latente essendo la mamma della sua amata figlie.... Una bava di vento aveva iniziato a scuotere la vela insieme a gocce di pioggia. Durò poco ma sufficiente a far correre in porto i passanti al riparo sotto i balconi, negli antri e sotto le pensiline dei bar. Al lento diradarsi delle nubi, il pallidiccio tramonto apparve maestoso. Il rosso arancio del sole iniziò a riflettere nei vetri dei palazzi distribuendosi ovunque, mentre la parte bassa delle nubi sembravano essersi imbrattati in una gigantesca pozza di colore diverso. Il fenomeno però non fece risolvere il problema. Donatella doveva rimanere solo un'amica, l'avrebbe fatta conoscere a sua moglie e tutto sarebbe stato normale. Certo ella non avrebbe accettato di impegolarsi anche se ne avesse avuto il desiderio. Così convintosi che potesse bastargli, distolse il suo pensiero. I lunghi capelli ondulati castano chiaro però continuavano ad affascinarlo. Anche il suo viso leggermente affilato, il suo sguardo dolce, la sua struttura mingherlina, minuta e fragile lo attiravano stimolandogli un sentimento diverso dal paterno. A colpirlo era il suo carattere docile, rimessivo, forse un poco scontrosa ma ciò poteva essere superato riuscendo a capire il perché lo fosse. Doris invece appariva matrona materna ed egli adorava farsi seguire. Era più pronta di spirito e più propensa a collaborare nel tirare avanti il vivere. Era stato il suo carattere forte, docile ed imponente, che lo aveva colpito al punto tale da farla anche tramontare dai sentimenti. '' Che ha a guardare quella ragazza in banchina?'' proruppe a bassa voce lei mentre era seduta sul pozzetto a spulciare alcune riviste nautiche. Dall'interno dell'imbarcazione egli allungò il collo. '' E’ Donatella ''rispose. '' E chi è? Perché guarda con insistenza?’’ ‘’E' una giovane conoscenza. un’amica, sarà rimasta incuriosita o mi vorrà parlare''. Portatosi fuori la guardarono e lei agitando la mano fece un segno di saluto a cui risposero andando incontro ed invitandola a salire a bordo. La ragazza non rispose, aveva tentennato un istante. Aveva la volontà di salire ma nello stesso tempo paura di finire in mare con tutti i vestiti. '' Aspetta ti aiuto. Togliti le scarpe.'' Tirate una delle cime ormeggiate a terra, lasciò che la poppa si accostasse alla banchina. Al sentire di togliersi le scarpe, la giovane rimase imbarazzata, ma visto che i due stavano a piedi nudi a bordo, eseguì. ''Fai presto, salta '' le disse allungando la mano pronto ad afferrare la sua. Tutto fu un istante, l'esitazione si trasformò in coraggio e con esso giunse il balzo. Quasi non credette, si sentì dondolare su qualcosa che non era più terra ferma, ma anche diversa dall'acqua. Dondolante la Scolopendra non più sollecitata dal tiro della cima, discostandosi tornò nella posizione iniziale tirata dalla catena dell'ancora. ‘’Ben venuta a bordo!'' salutò Doris, e la ragazza con le scarpe in mano '' Grazie'' rispose stentando di entrare in quell'altra dimensione. ''E' la prima volta che metto piede a bordo di una barca a vela'' aggiunse. '' Accomodati, accomodati'' invitò il capobarca ''Ti presento mia moglie'' '' Piacere, Doris!'' esclamò porgendole la mano segnando sul volto un sorriso fittizio e diffidente. Altrettanto fece la giovane. '' Come mai da queste parti?’’ ’’ E da tanto che non venivi in porto?'' chiese lui. ''Una passeggiata, è domenica, anche se non è una bella giornata. Un giro in porto non guasta, mi piace e nello stesso tempo mi distrae e mi distoglie dalle solite brutte idee. Sapessi quante volte ho ammirato la barca. Non vi avevo mai visto a bordo, sembrava fosse abbandonata.'' '' E' la mia passione. Vengo a bordo quando non ho impegni, o meglio, quando sento il bisogno di rilassarmi. Accetti un caffè o preferisci altro?'' '' Va bene per un caffè, grazie.'' ''Doris, anche per te?'' '' Certo !'' Così Giasillo, sceso dal tambugio in cucina, iniziò a preparare lasciando le due donne da sole, le quali non tardarono a sciogliere la diffidenza reciproca instaurando un rapporto di amicizia. Un' amicizia che durò a lungo senza che Doris manifestasse traccia di sofferenza anzi fu ben contenta ed orgogliosa di averla come amica la quale seguiva volentieri, almeno in apparenza, i suoi consigli. L'auto di Giasillo era una giardinetta dalle portiere in legno malandate e logore. Non chiudendo più bene, per non spalancarsi nelle curve, le agganciava con le catenelle da uscio di casa. I freni funzionavano pochino e così i fanali. Efficiente era solo il motore. Il sedile di guida era rinforzato legato col fil di ferro, mentre gli spessori di gomma mancanti lo lasciava sprofondare nella guida. In quei giorni aveva ricevuto anche uno sfregio non gradito: lo specchietto esterno di destra qualcuno lo aveva rotto, ma a lei non era stato detto nulla. A dire il vero era in netto contrasto con una barca così bella dal legno ben verniciato e lucido. '' Qualche giorno finiremo col sedere in strada!'' aveva un giorno esclamato Doris ridacchiando. ''Non aver paura, è una macchina robusta, sapessi quanta strada e quanto lavoro ha fatto.’' aveva ripreso lui nel sentirsi prendere in giro.

6 Ustica. Dove sei papà Capitolo 12

Giasillo aveva girato con la giardinetta in lungo ed in largo per molte regioni giungendo persino al Lago dei Caprioli sui monti del bergamasco orgoglioso.. e quante cose aveva trasportate senza che essa si lamentasse. Ma ciò non riusciva a sciogliere il dubbio e modificare la convinzione che fosse ormai effettivamente un rottame. Per fortuna che sua moglie non ebbe mai la curiosità di sollevare il tappetino in gomma, sarebbe scesa di corsa. I fondi erano marci e dai fori si vedeva l'asfalto. L’ospite aveva preferito sedersi dietro e lasciare posto alla proprietaria amica perché più alta. Così chiacchierando e ridacchiando sarcasticamente continuando a girovagare con l’auto dagli sportelli in compensato e legno. '' Hai la patente?'' ''No, non so guidare'' '' Come mai?'' ''Ho paura. Un giorno per prendere pratica stavo investendo un vecchietto, per evitarlo sono andata a sbattere contro un palo. Qualche anno fa stavo per dare gli esami di guida, ma alla prova pratica mi sono bloccata. L'auto non è per me..'' ''Rischi di camminare a piedi per tutta la vita.'' ''Lo sò.. troverò sempre qualcuno disposto ad accompagnarmi.'' rispose all’amica guardando il marito. A questo punto preferì cambiare discorso. ''Ogni tanto fermati, vorrei sgranchire le gambe. Rimanere seduta a lungo in questo poco spazio rischio di rimanere atrofizzata.'' ''Sfotti, sfotti '' aggiunse il velista autista. ''La prossima volta, se ci sarà, usciremo con la mia'' riprese Donatella. ' queta sarà più economica ma la mia dovrà essere più comoda e più intima.!'' ''Ci credo, dipende dalla capacità interna.'' ''Sapessi quante volte glielo avevo consigliato di cambiarla, ma non ha voluto capire.'' Giasillo, capito di essere centro di scherno, per tutto il percorso fece finta di nulla tacendo. '' Cambiarla con un'altra di seconda mano ma almeno più automobile!'' aveva continuato Doris con espressione sofferente. Quella domenica, dopo aver lasciata la barca all’ormeggio in porto, non avevano preferito girovagare un poco senza andare ovunque vi fosse un luogo rinomato per bellezza o per antichità. '' Come vedi funziona a meraviglia!'' ''D'accordo ma scusami se insisto, la giornata è stata meravigliosa, diversa, ma è bene che tu comperi una macchina più grade e comoda. ho le ossa rotte.'' suggerì Donatella. A quelle parole Doris ridacchiò poi aggiunse: ‘’Grazie, speriamo riesca a capirlo.'' '' La cambierò, la cambierò.'' '' E quando...mai?'' ''Quando riuscirò a trovarne una che mi dia le stesse prestazioni di questa intanto ci ha trasportato, anche se non molto agiatamente …non mi ha mai lasciato per strada.'' ''Il fatto è che sei affezionato alle tue cose.'' '' E' vero, non riesco a separarmi con facilità da ciò che voglio bene, è come subire un trauma.'''' Invece di comperarti la barca..'' ribadì impassibile la moglie non amando molto il mare e tutto ciò che era attinente ad esso...comperati la macchina.'' '' La barca è stata una occasione sarà un sacrificio pagare le cambiali ma è un capitale che acquista valore nel tempo, contrariamente all'automobile.'' Donatella ? nell’ascoltare non gli dette ragione né torto, solamente si rallegrò quando ebbe l'occasione di andare in barca una seconda volta. Nel saltare a bordo la gioia le sprizzò dagli occhi come fosse un miraggio divenuto realtà. '' Com'è grande!'' aveva esclamato dopo aver visitato l' interno. '' L’albero era altissimo e le vele ampie e maestose. ''Attenta a non ruzzolare nello scendere i gradini'' ed ella guardatolo con espressione dura: ''Mi hai presa per un incapace?'' Non aveva finito di dire ciò che il piede le andò a vuoto scivolando...''Peccato, avrei riso di gran gusto.'' L’ospite era stata pronta di spirito. Aggrappatasi alla porticina aveva evitato di ruzzolare. ''Ti avevo avvisata di star attenta, i gradini sono piccoli e ripidi, vanno scesi al contrario come volerli salire bisogna fare attenzione.'' '' Sei stato tu a distrarmi.'' ''Direi invece l'inesperienza.'' Lei non gli diede retta ed egli senza aver terminato cambiò discorso. Dinnanzi allo scalandrone in banchina…. '' Sali a bordo '' le aveva ridetto con un senso di incitamento ed ella, ancora un poco recalcitrante, fattasi forza, toltasi le scarpe '' Non farla discostare, non desidero cadere nell’acqua del porto.'' Stai tranquilla, non spaventarti'' ad incoraggiarla fu allungando la mano in aiuto. Con un balzo era salita, aveva sentito l'imbarcazione dondolare ed in quello il suo volto ebbe una espressione come di smarrimento. Quando si rese conto che il peggio era passato, sedette per rincuorarsi rimanendo però sempre in tensione. '' Non si capovolge!'' soggiunse sicuro di se da veterano del mare avendo trascorso una vita a bordo. '' Quale credi sia meglio, avere una barca a vela od una macchina nuova?'' '' Una macchina nuova!'' rispose prontamente, poi non parlò. Nettamente adesso stava per convincersi del contrario.'' Credimi '' riprese ''meglio avere una macchina vecchia funzionante ed una bella barca che ti portano lontano.'' Questa volta l'ospite gli diede tacitamente ragione. '' Non siamo pari!'' rispose lasciando apparire un sorriso a denti stretti. Gli occhi meravigliosi lasciarono balenare invece un lampo non di gioia prevedendo un altro ulteriore scivolone a bordo.
7 Ustica. Dove sei papà Capitolo 13

Questo genere di cose non erano conforme al suo carattere. Come Doris anche Donatella era un tipo orgogliosa e nel suo io capeggiava sempre senza avere la forza di manifestarla. Era imperiosa ed appariva più bella, più padrona di sé stessa. Quando scesero nuovamente all'interno della barca per ammirare il suo interno. Giunte a prua esclamò '' Questa potrebbe essere la mia cabina '' ponendosi a rassettare i cuscini. Era quella ove l’ampia cuccetta a “V'' seguiva la forma della prua. Forse le era apparsa con un fascino strano che nell'insieme le aveva infuse intimità e calore. Era molto luminosa grazie al tambugio trasparente che dava il diretto accesso dalla coperta. Per un istante era rimasta a sognare cullata dall'eco dello sciacquettio proveniente dalla fiancata. '' Non starà entrando acqua?'' chiese perplessa. Doris sollevato il pagliolo centrale, lo vide asciutto ma pieno di bottiglie di vino coricate e tenute al fresco sotto il livello del mare. ”E già, buona parte dello scafo è immerso, da fuori non sembra ma non vi è altro sistema per sopportare un albero così alto.'' riprese la giovanissima Cinzia. “Sicuro che non vi è pericolo?'' chiese stando sempre sulle spine. ''Questa barca è inaffondabile, fin quando non si formerà qualche falla. ''Inaffondabile.'' ''Inaffondabile ed autoraddrizzante. In caso di mare forte e vento di burrasca, si inclina parecchio ma non si capovolge.'' ''Veramente un grandissimo pregio, ma fai conto che in quelle condizioni non metterò certo piede a bordo. '' . ''Donatella '' riprese il capobarca '' non c'è motivo di preoccuparsi, certo non usciremo in mare col temporale!'' '' Potremmo capitarci.'' '' Scusami, prima di partire ascolteremo il bollettino '' aggiunse Doris. Tornati nel tinello si accomodarono sui divanetti a ferro di cavallo continuando a discutere elencando i pregi ed i difetti. Cinzia ascoltando stentava a credere che quella realtà meravigliosa fosse anche sua, invece Donatella sentiva di essere soddisfatta in forza dell'amicizia ma appariva come fosse in uno stato di incertezza. '' Quando faremo un bel giro? ''. ''Quando vuoi e credi sia più opportuno, per me non esiste alcun problema.'' ‘’ Allora possiamo mollare gli ormeggi.’’ Intervenne Giasillo.'' No, non ora mi dispiace ma non posso.'' Riprese l’ospite '' Perché, è così bello! '' esclamò Cinzia. ''Niente da fare, non posso, non mi convince. Andate voi.'' ''La cosa non è molto regolare. Hai paura di uscire con noi? Non faremmo male ad una mosca, puoi aver fiducia.” Queste parole le suonarono con l'eco del dubbio, comunque non ribadì su quanto detto poco prima. ''Voglio prima pulire la cabina''. '' Vuoi dire che è da lavare tutto?’’ ‘’Le federe dei materassi sono pieni di polvere.'' ''Allora siamo costretti a tornare a bordo anche domani. Vedrai che pian piano ti piacerà ed imparerai anche a navigare.'' Mentre discutevano sul da farsi, le menti iniziarono a galoppare con la fantasia. Gli attrezzi di navigazione erano al completo: cartine, compasso, binocolo, bandierine, razzi e quanto altro servisse per una lunga navigazione, compreso il sestante ed il cronometro. Nelle piccole brevi uscite Giasillo ormai non trovava più sapore, era come allungare le cime per poi tirarle per rientrare. ''So cosa stai pensando, posso esserti d'aiuto? ‘’ aggiunse Doris. ‘’Di barche non me ne intendo molto e non ho mai fatto lunghe traversate, non sono mai stata su una barca a vela così grande.’’ ‘’Ma col mare potresti prendere confidenza''. Commentò la giovane ragazzina. Quell'invito suonò come un incoraggiamento. '' Va bene'' rispose '' vedrò se sarai capace di aiutarci. Sapresti salpare l'ancora?'' '' Questa poi... credi che io sia una rammollita?'' '' No, non posso proprio dirlo, anzi mi auguro non prendere mai una sberla da te, mi faresti ruotare su me stessa.'' ''Hai detto bene!'' esclamò appurando col capo. Il capobarca la guardò sorridendo ed ella non esitò a rispondergli con prudenza. '' Posso offrirti delle noccioline, la cambusa ancora non è fornita'' '' Mi offrirai un caffè a terra… un buon caffè, ne ho voglia.'' ''Anch'io desidero un buon caffè', potevi dirlo prima, posso accontentarti subito – intervenne Doris, possiamo farlo a bordo.'' '' No, quello è buono solo in navigazione, preferiamo quello del bar, hai paura di pagare?'' Egli ascoltò, le guardò, non rispose. Attimi dopo, pian piano, saliti i cinque inclinati gradini in legno, si portarono in coperta. Fatto con espressione pensierosa il giro della battagliola, controllato i parabordi legati, guardato la catena dell'ancora avvolta alla bitta, rimase a guardare il riflesso dello scafo in acqua. In questa, alcuni pescetti stavano tranquilli all’ombra a mordicchiare l'erbetta che stava per nascere nello scafo. Le parole di scherno lo avevano colpito. Fatto finta di nulla, chiusa la porticina con la chiave: ''Andiamo?'' e le donne acconsentirono col capo. '' Non sarai permaloso'' ribadì Donatella. Tirata una delle due cime di poppa, fatta accostare l'imbarcazione, scesero. ''Finalmente stava per venirmi il voltastomaco con quel lento dondolio'' '' Io sento invece vacillare la banchina, non fa anche a te quest' effetto?'' chiese Cinzia. ''Un poco'' '' A me no ''' Bravo! andiamo al bar che è meglio'' ordinò Doris ed egli le rispose per riflesso con indifferenza. '' Andiamo! Iniziate ad incamminarvi.’’ ribadì indugiando ancora rimanendo a controllare la bianca barca, l'alto albero, le cime e le legature alle bitte a terra. ''Tutto OK capitano?'' chiese sarcasticamente la neo appassionata. ’’ Andiamo ‘’ aggiunse Doris . Giasillo l'aveva ritenuta selvaggia paragonandola ad una pianta di capperi. Queste se curate appassiscono, se invece lasciate selvatiche si ostinano a crescere ed a fiorire libere in cima alle rupi. I loro fiori aromatici, violacei e belli oltre a non farsi staccare con facilità, per dispetto appassiscono appena qualcuno osa farlo. Avevano una particolare personalità ed una lode da far invidia. '' Ti decidi ad offrirci questo caffè? Non dirmi che vorresti tornare a bordo e metterti a dormire!'' commentò la consorte spazientita. '' Si direbbe che la barca è più importante di tua moglie!'' ribadì Donatella ''Hai paura che te la rubino o ti preoccupa l'eventuale maltempo?'' ''Tutto...'' Data un'ultima occhiata, andarono. L’ ospite anche questa volta aveva azzeccato. Ad impensierirlo era proprio il maltempo o qualche dispetto notturno. Vedere la propria barca andare a sbattere non sarebbe stato piacevole, ne lo sarebbe stato in caso di furto, ma questo era il meno probabile. Essa contava più di tutto e tutti. L'idea dello sbattere con la poppa in banchina aveva prevalso ed egli iniziava a preoccuparsi non riuscendo più dormire la notte, a meno che non si trovasse a bordo. Ad ogni fruscio di vento tendeva l'orecchio, dal suo eco determinava la provenienza e quindi la tranquillità o la preoccupazione. A fargli paura era lo scirocco. Questo era l'unico che investiva in pieno il porto e giungendo a forte folate, gonfiava parecchio l'acqua del porto trascinando in banchina le imbarcazioni insieme alle loro ancore. Ne gradiva trovare come sorpresa la barca semisommersa con la poppa fracassata. 7 Ustica. Dove sei papa Capitolo 14

Era appena giunto il pomeriggio del giorno successivo quando Doris, Donatella, Cinzia e Giasillo riapparvero in porto muniti di attrezzature e buona volontà. La Scolopendra era là in loro attesa silenziosa e gongolante. Lo fu ancora più quando notò fermarsi in banchina la piccola vecchia utilitaria. Il primo a scendere dalla vettura fu l'autista il quale, invece di portare giù dal portabagagli gli accessori, si affrettò a controllare la stella dei suoi sogni e le cime che strofinando in banchina avrebbero potuto segarsi. Le controllò bene e salito a bordo, controllò anche la porticina ed i gavoni di poppa.'' E' tutto a posto? Vi sono stati visitatori?'' chiese la moglie dalla banchina.'' Scommetto non ha dormito.'' continuò rivolgendosi a Cinzia. Guardato intorno notò nuovamente la presenza furtiva di qualcuno intento a sbirciare.' '’Non è necessario che io scommetta'' replicò. Tornato sul molo, riavvicinatosi alla fuoriserie, non per costruzione ma per fine produzione, scaricò i secchi, le scope, gli stracci ed il detersivo, l'acqua l'avrebbero trovata in porto. Tolte le scarpe, tirata una delle cime, fatta accostare la poppa salirono a bordo. ''Possibile non si possa ovviare a questo sistema?'' obiettarono. '’Sto provvedendo, sto costruendo una passerella da fissare a poppa'' '' Speriamo sia realizzata prima che si possa cadere in quest'acqua.'' La Scolopendra al loro peso si inclinò per poi dondolare un poco. '' Buon giorno Scolopendra!'' salutò la giovane Cinzia ed essa come volesse rispondere dondolò ancora. Nell' udire il saluto Giasillo sorrise. Quella simpatia, quell'amore fu un punto di forza nei suoi confronti. Entrambi stavano per amare la stessa cosa e questo sembrava fosse un buon auspicio. Aperta la porticina d'ingresso dopo aver spinto il tambuccio: '' Buon giorno!'' esclamarono guardando l'interno tappezzato di panno. A parte l'odore di chiuso, l'atmosfera era tranquilla. Il tepore sembrò fiaccare le forze invitando tutti a rilassarsi. ''L'acqua, bisogna prendere l'acqua!'' proruppe la neovelista e Giasillo andò alla fonte con i bidoni. Al suo ritorno: ''Donne '' chiamò poggiando in banchina i due pesanti bidoni di plastica. Per fortuna la catena dell'ancora era stata filata abbastanza così le due donne non fecero fatica a far accostare la poppa. Allungate le braccia, afferrato un bidone, lo issarono con forza a bordo. '' L’ altro li porti su tu direttamente ''. Da li a poco l'interno dell'imbarcazione fu a soqquadro. Quanto trasportabile fu portato fuori poggiandoli in coperta e nel pozzetto. Gli oblò furono spalancati e le pulizie a grande stile ebbero inizio. Il sudore grondò dalla loro fronte come non mai. Donatella provvide da sola a pulire quella che aveva definita la sua gabina risistemando la larga branda a V in due commode cuccette. L'aveva tirata a lucido ed alla fine, malgrado fosse stanca, ne fu soddisfatta. Aveva lavato le paratie, le mensole ed ogni angolo ove secondo lei si fosse annidato un probabile sporco. Nel farlo, sognava già di dormire in una delle cuccette cullata dalla tranquillità del porto. Anche le due proprietarie furono stanche. Avevano provveduto alla pulizia del tinello, del cucinino e del bagnetto doccia. Cinzia non era stata da meno, aveva dedicato il suo tempo mettendo a posto la sua cuccetta e quello appartato dello schipper. '' Adesso si che possiamo partire! '' esclamò l' ospite. '' Vai calma, non entusiasmarti. Manca ancora parecchia roba da imbarcare'' ''E cosa aspettiamo?'' ribadì ella lasciando tutti a bocca aperta. '' Un poco per volta!'' ebbero la forza di dire. ''Così arriverà l'estate e terminerà anche, senza avere la possibilità di metterci in viaggio.'' '' Tranquilla, tranquilla. Ti prometto domani porterò tutto. D'accordo!'' '' Staremo a vedere .'' A sognare i viaggi in mare, le grandi traversate, non era stata la sola, Cinzia li avevano desiderati da parecchio e malgrado stesse faticasse, continuava con sua mamma a vedere quell'imbarcazione nei sogni. A dir vero preferivano ed amavano anche la montagna, i boschi e tutto ciò che aveva attinenza con essa.... Postisi a sedere nel pozzetto, tentarono di scaricare la stanchezza con un meritato riposo. '' Finalmente'' avevano esclamato e ad essere parecchio contento fu lo stesso capobarca che appoggiato le spalle alla battagliola, distese le braccia sui tiranti. Lo sguardo di Doris e delle figlia ruotò più volte per la cortina del porto. I primi ad essere ammirati furono i distanti monti azzurri ed alti. Le loro cime erano sormontate da bianche nubi le quali si estendevano per tutta la lunghezza. Giasillo fatto una smorfia con le labbra esclamò:'' E' in arrivo vento di scirocco!'' ''Come fai a vederlo?''' ''Quelle nuvole schiacciate sulla cima dei monti.'' Le donne guardarono, a loro non dicevano nulla. Lui continuò ad osservarle, guardò anche il denso fumo delle ciminiere che coricato era spinto verso nord come volesse confermare quanto intuito. Malgrado ancora lontane, continuò a tenerle d'occhio.

Categoria
cultura

Articoli correlati

7 gennaio 2026

L'Entanglement dantesco nel V Canto dell'Inferno

“Al mio segnale scatenate l’Inferno” recitava un noto attore nel film “Il Gladiatore”...

6 gennaio 2026

Amici e Notiziario. Gennaio 2026

Cari amici lontani e vicini, il giornalismo non è solo gloria di pagine piene e magie in tastiera per il video. Può essere dolore, gioia, inganno e...

6 gennaio 2026
6 gennaio 2026

Storia della Befana

La Befana vien di notte...

3 gennaio 2026

Da Roma in linea Francesco Biancheri. Riflessioni sul presepe di 'Supra u Timparuozzu'

Sapete cosa rende vivo il presepe, oltre la scena della Natività? Tutta l’umanità operosa che...