Da Messina Pippo Pracanica. Sciascia e Tanucci
di Pippo Pracanica
L’attuale situazione della nostra Sicilia mi costringe a ricordare quello che scrisse alcuni anni fa Leonardo Sciascia. "Pagliaro“ (nel più perso p. di campagna) [capanna; “Pagghiaru nel Palermitano, pagliaru nelle province di Agrigento e Caltanissetta, è «stanza di frasche e di paglia, dove ricoverare la notte al coperto quegli che abitano la campagna, Capanna». Così nel dizionario siciliano del Mortillaro; e così io li ricordo, i pagliara (plurale in a) di cui in estate si animava la campagna. Andare a rubare in un pagliaru, nei rari momenti in cui restava incustodito, sarebbe stato dunque tanto facile quanto infame: e perciò scassapagliara erano detti i ladruncoli, quelli che rubavano povere cose a gente povera quanto loro” L. Sciascia, Nero su nero, Adelphi, 2014. Il legame profondo tra lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, il comune di Stia (Arezzo) e lo statista settecentesco Bernardo Tanuccio risiede in una celebre epigrafe morale che Sciascia definiva "sublime". Durante un suo viaggio in Toscana nel 1971, Sciascia visitò Stia (il paese natale di Tanucci) e lesse la lapide posta sulla sua casa natale, rimanendo folgorato dalle parole conclusive sulla vita del ministro borbonico.
L'Epigrafe "Sublime"
La frase che colpì Sciascia recita che Tanucci morì:
«...lasciando di sé quasi povertà alla famiglia e molto nome alla storia».
La Visione di Sciascia
L'onestà del potere: Per Sciascia, l'idea di un uomo potentissimo (ministro e reggente del Regno di Napoli e di Sicilia) morto in assoluta povertà economica ma ricco di integrità morale era il massimo esempio di virtù civile.
La rivendicazione del moralismo: Lo scrittore citò questa iscrizione nelle sue note di Nero su nero e in diversi scritti privati. La usava come scudo ideale per definirsi un "moralista" vecchio stampo, difendendo il dovere di agire rettamente in tempi di dilagante corruzione politica.
L'omaggio a Spadolini: Sciascia descrisse questo suo intimo viaggio in Casentino in un resoconto intitolato Luoghi toscani (agosto 1971), dedicandolo proprio all'amico Giovanni Spadolini.
Chi era Bernardo Tanucci?
Nato a Stia nel 1698, fu un giurista di fama che divenne l'uomo più potente alla corte napoletana di Carlo di Borbone e del figlio Ferdinando IV. Di orientamento fortemente laico e illuminista, combatté strenuamente i privilegi feudali ed ecclesiastici nel Mezzogiorno e in Sicilia. Nonostante il potere immenso accumulato, visse e morì distaccato dalle ricchezze materiali.
Il testo completo del racconto Luoghi toscani di Sciascia
I dettagli storici sulle riforme di Tanucci in Sicilia nel Settecento
Informazioni su Piazza Tanucci e i monumenti dedicatigli a Stia
Bernardo Tanucci (Stia, 20 febbraio 1698 – San Giorgio a Cremano, 29 aprile 1783) è stato un giurista e politico italiano.
Tanucci, Bernardo (1698 - 1783) - DMG Lib
Fondatore delle Setrie di San Leucio, Due Sicile Bernardo Tanucci … di origini toscane. laico sulla Chiesa abolire i privilegi
il testo
Il brano, tratto dalla raccolta diari Nero su nero, descrive la visita di Leonardo Sciascia al paese natale di Bernardo Tanucci. L'autore riflette sul concetto di moralismo, prendendo spunto dall'epigrafe sulla casa del ministro che evidenziava la sua integrità morale, arrivando ad accettare tale definizione.
l testo completo dell'epigrafe incisa sulla lapide della casa natale di Bernardo Tanucci a Stia (in Piazza Tanucci) risale al MDCCCLXXVII (1877) ed è il seguente:
QUI NACQUE E ABITÒ
BERNARDO TANUCCI
MINISTRO E CONFIDENTE DI CARLO III E FERDINANDO IV DI BORBONE
NEL REAME DI NAPOLI E SICILIA.
POLITICO ESPERTO DEI TEMPI SUOI
GOVERNÒ PER XLIII ANNI LO STATO CON POTENZA DI PRINCIPE.ED EBBE NELLE COSE D'ITALIA E SPAGNA VOCE AUTOREVOLE.
MORÍ LASCIANDO DI SÈ QUASI POVERTÀ ALLA FAMIGLIA
E MOLTO NOME ALLA STORIA