Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Totò...'
di Carlo D'Arrigo'
Quindici Febbraio 1898, nasceva TOTO’
Totò, il Principe della risata, è ricordato da tanti che hanno vissuto i suoi anni e, ancora oggi, da giovani che apprezzano la sua arte. Non tanto lodato in vita, dopo morto tutti hanno parlato bene di Totò. Nato Antonio de Curtis, Totò ha iniziato la carriera negli anni trenta come attore da avanspettacolo e poi nel cinema. Antonio de Curtis è rimasto nel mito, nel sorriso di tutti, nelle sue impareggiabili battute, nella sua sana comicità. Vissuto anche nel ventennio fascista, il rapporto tra Totò e il regime fu di una convivenza forzata con una satira spesso censurata. Sebbene non esplicitamente antifascista, usò il teatro per sbeffeggiare il potere rischiando l’arresto durante l’occupazione tedesca per i suoi sketch.
Fu un fustigatore dei soprusi e delle prepotenze: “Lei non sa chi sono io”, “Ma mi faccia il piacere!”, “Siamo uomini o caporali”. Totò usciva di notte per regalare denaro a chi viveva nella povertà mettendo una banconota sotto la porta della povera gente. Una sorta di Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri, ma Totò i soldi li sudava con il suo lavoro. Negli spettacoli teatrali e nei futuri film, da “Totò e Carolina” a “Gli onorevoli”, prendeva per i fondelli i Fascisti, i Democristiani e i Nostalgici monarchici. Con una “pernacchia” metteva tutti sullo stesso piano, dal Principe all’Onorevole.
“A prescindere!”, “Pinzillacchere!”, e via a far saltare la retorica esistenziale con una risata. Dal dopo guerra alla sua morte avvenuta il 15 aprile 1967, Totò uso la filmografia per sbeffeggiare i governi che “non sapevano ridere”. “Sua Eccellenza si fermò a mangiare”, “I due marescialli”, “I due Colonnelli”, ma ancora altri, raccontano un Totò che amava la libertà, l’Umanità e il Mondo. Ancor oggi la Rai programma film di Totò perché Totò era e rimane unico.
*Già docente Univ. di Messina