'Tre generazioni, un solo mare: la mia storia di emigrazione eoliana' di Daniela Giuffrè

di Daniela Giuffrè

Tre generazioni, un solo mare: la mia storia di emigrazione eoliana Da bambina ho imparato la parola “emigrazione” senza impararla dai libri. Era nelle storie dei miei nonni, nelle storie che mi raccontavano sui vecchi zii partiti per terre lontane e mai tornati. Era nelle lettere arrivate dall’altra parte del mondo. Per me l’Australia e l’America non erano solo luoghi sulla carta geografica. Erano luoghi dove mi immaginavo zia Francesca e zio Franco da Merica, zio Salvatore e zia Lina i l’Australia, indaffarati nella loro vita di tutti i giorni. Li immaginavo nel loro lavoro, nelle loro belle case. Per quelli che non vedevo nelle foto, ne immaginavo i volti, di loro ne ascoltavo i ricordi, le storie e i legami familiari. 

Molti di loro non li avevo mai visti ma sapevo tutto di loro, attraverso le lettere che la nonna riceveva e che dovevo leggere per lei e attraverso quelle che lei mi dettava, soprattutto quelle di Natale. Quelle in cui trovavi dentro uno o due dollari.  Quando qualche anno fa, sono arrivata in Australia per lavoro, a Melbourne sono stata accolta con un calore a cui non ero preparata e che non immaginavo. Ero la star del momento. Ho scoperto che quella che avevo immaginato da bambina non era soltanto una comunità di emigrati: era davvero un’altra isola delle Eolie, così come mi era stato detto. Senza mare intorno ma con lo stesso calore umano. E anche io, in un certo senso, sono stata un’emigrante. 

Ho lasciato le mie isole, non con una valigia di cartone e il cuore pieno di paura, ma con una valigia piena di progetti e curiosità per il mondo. La mia partenza però apparteneva già a un’altra epoca, dove muoversi significava cercare nuove strade, non più sopravvivere, come era stato per la generazione dei miei nonni. Ed è bello oggi ritrovare i parenti di seconda o terza generazione, con cui ci passi il Natale o le vacanze estive a Lipari. È come un cerchio che si chiude. Ti ritrovi dopo 80/100 anni in un mondo che ora è senza confini. E oggi guardo i miei figli lontani dalle isole e dall’Italia. Anche loro sono partiti per gli Stati Uniti, anche loro hanno fatto le valigie e anch’io li ho accompagnati, non a una nave ma ad un aeroporto. Anche lì, pur senza fazzoletto bianco, ci siamo guardati fino a quando sono spariti nella folla dei controlli di sicurezza. 

È lì ho visto lo stesso filo invisibile che ha unito tante generazioni di eoliani. L’emigrazione dei nonni, la mia e quella dei miei figli. Tutte per motivi diversi ma tutte con qualcosa in comune: il restare fedeli a sé stessi, la conservazione della propria identità e lo spirito delle nostre isole.   

Desidero concludere con un sentito ringraziamento a “Il Notiziario delle Isole Eolie” per il riconoscimento che mi è stato conferito durante il Festival degli Emigranti Eoliani del 31 luglio. Quella targa rappresenta per me molto più di un semplice premio. È il simbolo di un percorso iniziato tanti anni fa, quando anch'io lasciai le mie isole per costruire il mio futuro. Ricevere questo riconoscimento proprio dalla mia terra ha avuto un significato profondo. Mi ha fatto sentire parte di una comunità che, pur dispersa nei diversi continenti, continua a riconoscersi nelle proprie origini e nell'amore per le Eolie. È questa è la dimostrazione che si può vivere lontano senza smettere mai di appartenere al luogo da cui si proviene, di chi, ogni volta che torna, ritrova la propria casa. 

Comu pozzu pàrtiri e scurdarimi d’unni viegnu? 

La biografia

La Dott. Daniela Giuffrè, originaria delle Isole Eolie, è laureata in Giurisprudenza e in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali.
Ha ricoperto incarichi dirigenziali nella Polizia di Stato, svolgendo una carriera in Italia e all'estero. Presso INTERPOL, con sede a Lione, ha operato come esperta internazionale nella lotta al match-fixing e alla criminalità nello sport, collaborando con organizzazioni quali FIFA, Comitato Olimpico Internazionale, Consiglio d'Europa, Nazioni Unite, Commissione Europea e CEPOL.
La sua attività professionale si è svolta in un contesto internazionale, anche grazie alla padronanza di più lingue straniere, che le ha consentito di operare in attività di cooperazione, formazione e rappresentanza istituzionale.

È autrice di pubblicazioni dedicate al contrasto delle frodi sportive e ha svolto attività di docenza e formazione in numerosi corsi e conferenze internazionali sulla cooperazione di polizia e sull'integrità nello sport.
Per i meriti professionali conseguiti è stata insignita dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
 Con il suo percorso professionale testimonia come le radici eoliane possano coniugarsi con una carriera di rilievo nazionale e internazionale, contribuendo a dare prestigio alle Isole Eolie.

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