'E quindi uscimmo a riveder le stelle' di Martina Costa
di Martina Costa
di Martina Costa
«E quindi uscimmo a riveder le stelle.»
Con questo celebre verso si chiude il viaggio tumultuoso dell’Inferno dantesco, ed è la medesima luce che trafigge il buio nel cammino di Luca quando, durante un ballo in maschera, scorge ciò che la finzione cercava di celare. È lì che incontra Elisa. Elisa è la sua stella: una cometa di pura luce che attraversa il suo cielo lasciando una scia indelebile, ma che, come tutte le cose infinitamente belle e fragili, brucia fino a dissolversi nell’oscurità.
Non poteva esserci serata migliore per presentare "L'Ultimo bacio prima della quiete", il nuovo romanzo del dottor Giovanni Albano, in un'atmosfera avvolta dalla luce della notte magica di mezza estate.
È stato un privilegio accogliere così tanti volti amici, uniti nel desiderio di ascoltare una storia che non chiede solo attenzione, ma un profondo ascolto del cuore. Perché l’amore, quando sceglie di raccontarsi autenticamente, non nasconde le proprie ombre: attraversa il dolore, sfiora l’insicurezza, abita il dubbio. La letteratura ne custodisce il segreto primitivo: abitare pagine di vero, di reale. Il sentimento ha il potere di curare, lenire e guarire, ma richiede il coraggio della verità e il rispetto dei nostri personali tempi per farsi luce. E questo ce lo insegnano bene i protagonisti di questo romanzo di formazione che, come Luca, si spogliano di ogni menzogna borghese e di dogmi sociali per restituirci l'essenza stessa della nitidezza vitale, dell'essenza di vivere. Le tante recensioni ne stimano la prosa e lo stile elegante, poetico, ma il dott. Albano fa qualcosa di più: ricompone un puzzle di frammenti d'anima, restituendo a ciascun pezzo il suo posto nel disegno imperfetto e meraviglioso dell'esistenza. Non si limita a narrare una vicenda ma scandaglia le pieghe più recondite dell'umano, trasformando la vulnerabilità in una forma di straordinaria bellezza.
In questo viaggio tra le pagine, ogni parola diventa cura e ogni silenzio un'eco destinata a risuonare ben oltre la fine. Una cifratura narrativa già apprezzabile nel suo romanzo d'esordio, "Alle porte dell'alba", dove la cura psicologica dei personaggi si fondeva con un'intensa vena filosofica.
E adesso una nota persona, sentita e animatamente voluta. Sono stata ben felice della riuscita di questa serata che abbiamo organizzato attraverso un lavoro coordinato e condiviso. Ancora una volta ritorno sull'importanza della rete che "cattura" solo cose belle, quando alla base c'è rispetto, osservanza e fiducia. La cosa più importante per me rimane sempre quella di creare -quindi, mantenere, legami sociali che arricchiscono, insegnano, ci elevano spiritualmente. Spesso, dimentichiamo la bellezza dell'attimo, di un sorriso che spunta sul nostro volto, di un refolo di vento che ti accarezza nei periodi torridi. Lo dimentichiamo, e facciamo male, perché sono questi i momenti che ci servono per vivere una vita serena. La semplicità. Sta tutto racchiuso in questa parolina.
Allora ringrazio di vero cuore per i tanti momenti di semplicità che abbiamo vissuto in queste settimane. Al dottore Giovanni Albano, persona d'altri tempi, grande e stimato medico e professionista, esperto scrittore, leale amico. Grazie per tutti gli spunti, i consigli, i suggerimenti: è stato per me quello che Federico è stato per Luca! Alla dott. ssa Annamaria Pajno, la mia dolce Anna, che con i tuoi modi di fare, la tua grinta, il tuo animo così gentile mi fai sempre sentire coccolata, come se fossimo zia e nipote. A Salvatore Cincotta, amico fraterno da dieci lunghi anni che mi è sempre stato vicino dimostrando ancora una volta il valore inestimabile di un’amicizia vera e sincera. A Salvatore e Francesca: grazie per le vostre note, per la vostra disponibilità e per l'amicizia. Al Centro Studi Eoliano, nella persona di Nino Saltalamacchia e Nino Paino che si impegnano costantemente nel portare avanti, da 45 anni, la bellissima realtà del Centro Studi: grazie per aver creduto in questo evento. Presentare un libro alle ore 21.00 alla vigilia di San Lorenzo è stato una specie di esperimento sociale, ma concludiamo la serata con il cuore felice perché ce l'abbiamo fatta e l'obiettivo è stato centrato. E l'obiettivo, per noi, rimane e rimarrà sempre uno: fare Cultura. Perché la Cultura, così come le Stelle, non è un semplice orpello della notte, ma l'unica bussola capace di orientarci nel buio. Accende la nostra coscienza, trafigge il buio dell'ignoranza e ci restituisce, intatta, tutta la meraviglia del nostro essere vivi.
L'Ultimo bacio prima della quiete allora viene a ricordarci che anche nelle notti più fitte, le stelle continuano a brillare per chi ha il coraggio di alzare lo sguardo. Anzi, per dirla con le parole di Dante, per chi è "puro e disposto a salire a le stelle"!