Vulcano, avvocata rinviata a giudizio insieme al marito
La battaglia legale tra avvocati, cadenzata da denunce penali e ricorsi amministrativi – tutti presentati da un’avvocata di Sant’Agata di Militello nei confronti di un collega messinese- si è conclusa con il rinvio a giudizio della stessa e del marito. Oggetto del contendere un terreno in vendita sull’isola di Vulcano, attiguo ad un altro di proprietà della professionista del Foro, per questo interessata all’acquisto, ma venduto a un altro avvocato, noto penalista messinese, che aveva ottenuto tutti i permessi ed iniziato la costruzione previa demolizione dell’opera. Era il 2021.
Da questa perdita di proprietà per la vicina, si è innescata una vicenda giudiziaria che ha dell’incredibile.
Con ricorsi al TAR, al CGA, con denunce per evasione fiscale, abusivismo edilizio, e vari altri reati, l’avvocata ha cercato di impedire che su quel terreno attiguo al proprio il collega potesse edificare. Ha denunciato lui e anche l’architetto e il costruttore impegnati nei lavori.
Sono state 17 , a partire dal 2022, le denunce presentate, oltre i ricorsi amministrativi. Archiviate le prime, rigettati i secondi. Sin quando il penalista messinese non è passato al contrattacco. Lo ha fatto dopo essere stato avvicinato da un uomo, presentatosi come amico della vicina di casa che, non avendo ottenuto nessun risultato sul piano civile ed amministrativo – come emerge dal capo di imputazione – ha scelto un’altra strada.
All’avvocato, il conoscente ha detto che: “o vendeva alla vicina avvocata, o lei avrebbe, con il supporto del marito, continuato a fare denunce a vita”.
Da qui la denuncia, da parte del penalista messinese, della collega per tentate estorsione.
Oggi, la vicina è stata rinviata a giudizio per calunnia pluriaggravata e tentata estorsione in concorso. Nel primo reato concorre con il marito che aveva firmato una consulenza sostenendo abusivismi nella costruzione di Vulcano ( non risultati esistenti a seguito di verifica).
La coppia imputata è assistita dagli avvocati Nino Zanghi, Candeloro Nania e Pinuccio Calabrò. Mentre per la parte offesa, gli avvocati sono Alessandro Billè e Gabriele Lombardo.
Contattato, il penalista Messinese ha commentato: “Non riesco ad immaginare come sarebbe finita questa vicenda se avessi svolto un altro lavoro. Non si può utilizzare lo strumento del diritto come una clava. La cosa che mi ha lasciato a dir poco sgomento è che non ho mai avuto alcun rapporto con l’imputata, mai ho scambiato una parola. Mi auguro che tragga giovamento da questa esperienza che mi vede mio malgrado coinvolto insieme al mio progettista e costruttore quali persone offese”.(lecodelsud.it)