Tornare al passato? di Enza Scalisi

di Enza Scalisi

Il pedagogista eoliano Samuele Amendola, mio ex alunno al Liceo, (che mi considera responsabile di avere sollecitato i suoi interessi per le scienze pedagogiche), ha curato la pubblicazione e la rilettura della relazione didattica di un suo antenato omonimo Francesco Amendola Bonanno, relativa all'anno scolastico 1890/91.

Il lavoro sorprende per la sua attualità, proponendo importanti suggestioni per la nostra società, devastata da arroganza, incultura, odio, violenza. Sostiene l’autore che l’istruzione deve confluire nell’educazione globale della persona, e da qui si deve partire se vogliamo recuperare l’umano, soffocato dall’ invasivo potere economico-finanziario con i suoi tragici effetti. Molteplici gli spunti precursori delle più innovative teorie pedagogiche del ‘900, che si dovrebbero rivalutare alla luce dei rischi che il virtuale e l’intelligenza artificiale determinano sull’uomo e sul reale.

Quindi il reiterato invito a partire dall’intuizione e dalla visione del mondo esterno; l’importanza del linguaggio, “nominare le cose” per giungere all’astrazione del pensiero; la valutazione come autovalutazione; la visione olistica dell’uomo, la mano, la mente, il cuore, la conseguente cura delle emozioni, la cui carenza, come sostiene Umberto Galimberti devasta la personalità di cui è tragico effetto la dilagante violenza giovanile.
La competenza pedagogica e didattica dell’autore non è esente da una confessione di modestia e inadeguatezza, che ho sempre condiviso nel mio lavoro e che è il toccasana per il recupero dell’errore, ma soprattutto per la indulgente comprensione e valorizzazione dell’altro.

L’opera fornisce inoltre preziose informazioni sull’organizzazione scolastica del tempo a Lipari. Era presente sul territorio una quarta elementare, ultimo grado della scuola popolare, dove operava il Maestro, scuola rurale, ma che ambiva alla classificazione di urbana, come richiesto al Consigliro Provinciale Scolastico.  La presenza inoltre sul territorio di una scuola superiore, il Ginnasio, conferiva prestigio all’isola nell’ambito del sistema scolastico nazionale.

Ma se il Ginnasio, non obbligatorio e a pagamento, era riservato alla parte privilegiata della popolazione, la presenza della scuola elementare, obbligatoria con la legge Casati del 1859 e poi Coppino del 1977, costituiva una risorsa ineguagliabile nella formazione individuale e nei suoi effetti sulla comunità. Mi piace immaginare quei bambini, sottratti ai lavori nei campi, che trovavano nella pratica scolastica e nella autorevolezza del maestro, il ponte per aprirsi al mondo partendo dalla piccola realtà isolana.
F.B. Amendola insiste sulla globalità della formazione che ha come suo finale obiettivo, "la felicità", in consonanza con i proclamati “diritti dell’uomo” delle Costituzioni.

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