Soroptimist International Club di Lipari celebra la forza femminile con 'Soltanto il giorno' di Santina Cosetta
IL SOROPTIMIST DI LIPARI CELEBRA LA FORZA FEMMINILE CON “SOLTANTO IL GIORNO” DI SANTINA COSETTA: LA STORIA DI MARIANNA DIVENTA MEMORIA, VOCE E LIBERTÀ
Grande partecipazione al Giardino del Centro Studi Eoliano per la presentazione di “Soltanto il giorno” di Santina Cosetta, organizzata dal Soroptimist International Club di Lipari in collaborazione con il Centro Studi Eoliano.
Un pubblico numeroso e partecipe ha accolto con entusiasmo l’autrice, in un incontro che è andato oltre la presentazione del libro per diventare un dialogo emozionale sulla forza delle donne, sulla memoria e sulla libertà costruita, spesso silenziosamente, attraverso le generazioni.
A dialogare con Santina Cosetta, autrice e discendente della protagonista del romanzo, è stata Tiziana De Luca, presidente del Soroptimist Club di Lipari. Al confronto ha partecipato l’antropologa Macrina Marilena Maffei, che ha offerto interessanti spunti di riflessione a partire dalla sua esperienza di studiosa delle popolazioni isolane e delle tradizioni popolari, con particolare attenzione al valore della narrazione orale come forma di trasmissione della memoria.
Soltanto il giorno, pubblicato da Giunti Editore il 3 giugno 2026, racconta la lunga vita di Marianna Cosetta, nata ad Avola nel 1885, in una Sicilia profondamente patriarcale. È una storia familiare che Santina Cosetta ha raccolto e trasformato in romanzo, portando la vicenda della propria bisnonna dalla memoria privata a un pubblico di migliaia di lettori. Il libro, che ha superato le 100mila copie vendute, testimonia la forza con cui questa storia ha saputo parlare a un pubblico ampio e intergenerazionale.
Nel corso della serata è stato ripercorso il cammino di Marianna: dall’infanzia accanto a zia Lisetta, che le trasmette la conoscenza delle erbe, della cucina e della cura, al trasferimento alla Villa all’Irminio, all’amore per Diego e alla maternità vissuta in solitudine, fino al ritorno ad Avola con il figlio neonato. È proprio attraverso la cucina che Marianna costruisce una parte fondamentale della propria identità. Il cibo, nel romanzo, non è soltanto sostentamento del corpo, ma diventa cura, conforto, relazione e persino cura dell’anima. Le mani di Marianna trasformano ciò che la vita le ha insegnato in un sapere capace di nutrire gli altri e, nello stesso tempo, di restituire a lei autonomia.
Da quel sapere nasce il lavoro: Marianna diventa “cosaruciara”, pasticcera, trasformando una competenza tradizionalmente femminile in uno spazio di indipendenza economica e di libertà personale. La sua è una ribellione senza proclami. Marianna non sfida apertamente le regole della società in cui vive: le supera attraverso le sue scelte, costruendo giorno dopo giorno una vita che le appartenga.
Anche il rapporto con Mimì attraversa tutta la sua esistenza, fino alla scelta, sorprendente per il suo tempo, di sposarlo oltre i sessant’anni. E alla fine Marianna lascia la propria casa alla nipote Concettina, consegnandole non soltanto un bene materiale, ma una storia e una memoria. È proprio il rapporto tra generazioni femminili ad aver rappresentato uno dei fili conduttori dell’incontro. Lisetta trasmette a Marianna saperi e forza; Marianna, a sua volta, trasmette a Concettina la propria casa e ciò che essa rappresenta: la possibilità di scegliere.
La figura di Santina Cosetta acquista, in questo percorso, un significato particolare: una pronipote che ascolta la voce della propria famiglia, la custodisce e decide di farla conoscere al grande pubblico. Una memoria femminile, affidata per generazioni alla narrazione familiare, diventa così letteratura e patrimonio condiviso.
Il titolo Soltanto il giorno, richiamato dalla tela che Mimì regala a Marianna e che raffigura una strada, racchiude simbolicamente il senso dell’intera vicenda: dopo una vita attraversata da abbandoni, difficoltà, lavoro, maternità e amore, Marianna continua a camminare.
Non chiede una vita senza notte. Chiede soltanto di arrivare al giorno.
La serata del Soroptimist e del Centro Studi Eoliano ha così offerto al pubblico una storia ambientata nella Sicilia di oltre un secolo fa, ma capace di interrogare ancora oggi il nostro presente: sul diritto delle donne all’autonomia, sul valore del lavoro, sulla forza dei legami femminili e su ciò che una generazione può lasciare a quella successiva.
Una storia di famiglia diventata storia di tutti. Una donna che, attraverso il lavoro, il cibo, gli affetti e le proprie scelte, afferma il diritto di appartenere a se stessa.