Tifosi e operai di Salvatore Leone

Tifosi e operai 

di Salvatore Leone

L'erede degli Agnelli ha tranquillizzato i tifosi Juventini dichiarando che la squadra di calcio é un bene di famiglia che non si vende. Sicuramente perché é un giocattolo, indipendentemente dalle gioie e dai dolori. L'aver venduto invece le aziende e le fabbriche di proprietà, chiuse in Italia per produrre all'estero, che hanno arricchito tutta la dinastia Agnelli che ha sempre divorato finanziamenti pubblici. Queste non sono un bene ma una pena di famiglia. Quella degli operai e quella dei sindacati senza operai che devono inventarsi il venerdi dello sciopero per vedere nuove ombre in piazza. Un Natale che festeggia la notizia calcistica per una domenica sempre in festa dove uno vince e tutti perdono anche la busta paga. Anche quando da gobbo ha bisogno di leggere il gobbo per raccontare la non verità. A maggio secondo Moggi dopo l'industria, i giornali segue la squadra. Dal cuore al portafoglio. Tutti condannati compresa l'eredità. Ciao Torino col gianduiotto per ricordo. La riconoscenza é il sentimento del giorno prima. L'erede Agnelli, fratello di Lapo, é un lupo.

   

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