Sanremo. Aspettando il Festival fra monopoli e abitanti
La città dei fiori, del Festival e del Casinò ha superato il momento d'ansia e si appresta a vivere i suoi giorni di musica per il mondo. Tutti contenti dalla prima fila del teatro Ariston in poi. Sanremo però mostra anche le sue anime nel resto dell'anno che influenzano i tempi e i percorsi dei suoi abitanti in trasformazione continua. Fra pensionati in cerca del miglior clima d'Italia, stranieri in cerca di lavoro e turisti in cerca di vita. Il popolo della notte governa la piazza ma di giorno non c'é popolazione, non c'é affetto per la città. Esiste solo l'interesse politico mentre i suoi abitanti veraci sono in via d'estinzione. Le varie associazioni ambientaliste sono scomparse come il tribunale. Resiste solo un'associazione che cerca di proteggere alberi e pini secolari di alto fusto che con varie motivazioni vengono abbattuti per fare spazio a posti auto e nuovi aree da sfruttare. Alla fine la città é in mano ad un paio di monopoli: politici, imprenditoriali e portuali. Il commercio non ha voce e giornalmente scompare fra i falsari di strada e l'oulet d'alta moda che rappresenta firme prestigiose che attirano clienti anche da Montecarlo che ormai evitano la città. Il grande porto turistico, pronto al raddoppio, potrebbe patire la concorrenza di quello del principe di Monaco appena ultimato a Ventimiglia, altra città di confine definita "il riassunto della Calabria" che nella provincia d'Imperia osserva e domina. Sanremo é ormai una sopresa e una soppressata che vive pigramente il suo tempo senza affaciarsi dalla finestra sul mare degli altri.