Terremoto nel Tirreno, la terra continua a tremare ma le scosse sono meno forti
Si sono susseguite senza sosta per tutta la notte le scosse di terremoto che hanno come epicentro il mare Tirreno Meridionale, tra le isole Eolie e Ustica, dove ieri, alle 12.19, era stata registrata una scossa di magnitudo 5.5, preceduta e seguita da altre forti scosse. L’evento è stato avvertito distintamente da Trapani a Palermo, da Messina a Catania, fino ad Agrigento. Lo sciame sismico sta proseguendo con molte scosse, ne sono state registrate dai sismografi dell’Ingv almeno una trentina dalla mezzanotte, in mare, tra magnitudo 2 e un massimo di 3.4.
Un’area caratterizzata da una sismicità frequente. Lo afferma l’Ingv analizzando quanto sta accadendo nel Tirreno meridionale. Guardando la mappa con la sismicità dal 1985 a oggi, numerosi gli eventi di magnitudo superiore a 4, come quelli del 7 febbraio 2025 (Mw 4.7) e 7 settembre 2009 (Mw 4.7). Nell’area dell’arcipelago delle Eolie sono avvenuti anche eventi di magnitudo maggiore caratterizzati da profondità ipocentrali molto elevate (fino a centinaia di chilometri) legati al processo di subduzione, come l’evento del 5 maggio 2004 (Ml 5.3), a 255 km di profondità.
Dalla notte del 20 ottobre 2026 la Rete sismica nazionale ha registrato una serie di eventi sismici nel Mar Tirreno Meridionale, circa 30 km a nord-ovest di Alicudi, Isole Eolie. Ieri il più forte, di magnitudo Ml 5 (Mw 5.5), avvenuto alle ore 12:19 ora italiana era stato localizzato a 62 km da Malfa (Messina), a 63 km da Leni (Messina), a 66 km da Santa Marina Salina (Messina) e a una profondità di 9 km. Sono avvenuti anche due eventi di magnitudo pari o superiore a 4: l’evento di magnitudo Ml 4.3 alle ore 11:51 e quello di magnitudo Ml 4 alle ore 12:24. Poi altri 14 eventi di magnitudo compresa tra 3 e 3.9. Nella notte un’altra trentina di scosse fino a magnitudo 3.4. Il terremoto di magnitudo Mw 5.5 è stato fortemente avvertito nell’arcipelago delle Eolie e lungo la costa della Sicilia settentrionale, meno nel resto della Sicilia e in Calabria.
La zona interessata dalla sequenza in corso è prossima all’area delle Eolie, regione caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale e dai forti terremoti avvenuti in passato. La mappa di scuotimento sismico dell’evento più forte mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al fino al V grado Mcs alle Isole Eolie e in una vasta area della Sicilia settentrionale.
Un’area sismicità frequente, dunque. Più recentemente rispetto alla sequenza storica, nel marzo 2026, poco a sud della zona interessata da questi eventi, si è verificata una sequenza sismica localizzata circa 15 km a ovest di Alicudi con poco più di 50 terremoti. Il terremoto più forte magnitudo ML 4.6 (Mw 4.7) nella notte del 21 marzo. Da un punto di vista della sismicità storica, quest’area dell’arcipelago eoliano è stata colpita da diversi eventi sismici, alcuni dei quali di magnitudo pari o superiore a magnitudo 5: in particolare i terremoti del 28 maggio 1980 (Mw 5.7), 20 maggio 1957 (Mw 5.2) e 21 maggio 1957 (Mw 5.3); il terremoto del 1980 provocò danni pari a VI-VII grado Mcs all’Isola di Alicudi.
Da stanotte altre 44 scosse
Dalla mezzanotte di ieri nel Tirreno Meridionale, sopra le isole Eolie, sono state registrate altre 44 scosse dall’Ingv. Tutte hanno magnitudo tra 2 e 3.3 e sono a una profondità di 10 km, non sono state avvertite dalla popolazione dopo il panico provocato dalle scosse di ieri lungo la costa Nord dell’isola, alle Eolie, a Catania e fino a Enna. L’epicentro è tra latitudine 38 e longitudine 14. Nessun comune si trova nel raggio di 20 km dall’epicentro.(gds.it)