Il terremoto e lo sciame sismico nel Tirreno. Fenomeno simile al 2002 ma è stato sentito di più
di Andrea D'Orazio
«No, non è una novità: un evento sismico nel Tirreno meridionale, con una serie così ravvicinata di scosse, si registrò nel settembre del 2002, una decina di chilometri più vicino alla costa e con ipocentro più profondo». Partendo dai dati del terremoto avvertito ieri a Palermo e in più zone dell’Isola, la memoria di Giuseppe Giunta, professore ordinario e già docente di Geologia Strutturale all’Università di Palermo, vola a 24 anni fa, più o meno sulla stessa area, in un sistema di faglie molto simile, «con la differenza che allora la magnitudo arrivò fino a 5.7, provocando, oltre a tanta paura, diversi danni nel capoluogo».
Torniamo al nuovo sisma: è stato preceduto da scosse preliminari?
«Sì, ci sono stati numerosi eventi piuttosto piccoli, seguiti dalla presunta scossa principale e da una sequenza successiva, con variabilità graduale della magnitudo, di solito meno elevata tranne alcuni picchi, ma inferiori rispetto a quello principale».
Le cause?
«Sono simili all’evento del 2002. L’Africa che spinge verso l’Europa, la successiva evoluzione del basso Tirreno, il sollevamento e abbassamento della catena settentrionale della Sicilia: tutti elementi che giocano reciprocamente. Si tratta di un terremoto crostale, che si genera nella parte più esterna e rigida del nostro pianeta. In questo caso, rispetto a 24 anni fa, il volume di roccia che si è deformato attraverso il rilascio dell’energia sismica è stato maggiore e più diffuso, mentre quello del 2002 fu più concentrato. L’altra differenza è la profondità. Il nuovo evento è stato più superficiale... (gds.it)