Stromboli, ordinanza della Cp per l'installazione della boa per l'allerta tsunami al largo dell'Isola
L'Ordinanza n. 83/2026 disciplina gli aspetti legati alla sicurezza marittima e alla regolamentazione della navigazione per consentire lo svolgimento delle operazioni nautiche volte al ripristino e all'installazione delle mede strumentate e della boa per l'allerta tsunami (sistema di Early Warning) al largo dell'Isola di Stromboli.
Il provvedimento è finalizzato a garantire l'incolumità pubblica e la sicurezza della navigazione durante le delicate fasi di ancoraggio e posizionamento delle apparecchiature oceanografiche gestite dal Laboratorio di Geofisica Sperimentale (LGS) dell'Università di Firenze.
• L'intervento principale: Le operazioni disciplinate dall'ordinanza hanno portato al posizionamento e all'attivazione della nuova boa ondametrica resiliente di tipo MEDA al largo di Punta dei Corvi (PDC).
• Scopo della strumentazione: L'apparato va a sostituire la stazione precedentemente dispersa durante le violente mareggiate del dicembre 2024. Dotata di sensori tecnologici avanzati, lavora in configurazione ridondata insieme alla meda già attiva a Punta Labronzo (PLB) per monitorare le variazioni del livello del mare e generare allerte automatiche in caso di maremoto o frane lungo la Sciara del Fuoco.
• Caratteristiche strutturali: Le operazioni regolate hanno previsto la posa di un corpo morto di ancoraggio (zavorra) di circa 30 tonnellate calato a 45 metri di profondità, su cui è stata vincolata la struttura che svetta per 12,6 metri sul livello del mare.
Prescrizioni tipiche della disciplina marittima dell'area
Per consentire lo svolgimento in sicurezza di queste specifiche operazioni, l'ordinanza impone:
1. Divieto di navigazione, sosta e ancoraggio: Restrizioni rigorose per tutte le unità navali non autorizzate entro lo specchio acqueo interessato dalle operazioni di posa e nelle immediate vicinanze delle mede elastiche.
2. Divieto di attività subacquee e pesca: Interdizione assoluta di qualsiasi attività di pesca (sia professionale che sportiva) e di immersione subacquea nei pressi dei sistemi di monitoraggio per evitare il danneggiamento dei cavi e dei sensori sottomarini.
3. Obbligo di massima cautela: Per i natanti che transitano in prossimità dei confini dell'area interdetta, vige l'obbligo di prestare la massima attenzione, mantenere una velocità minima di sicurezza e valutare i segnali luminosi e diurni proiettati dalle unità navali d'appoggio impegnate nei lavori.